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Blaz3r, Verba Volant e i disinformatori

Analisi delle "critiche" mosse ad Allarme Scientology e delle "rivelazioni" presenti sul sito Verba Volant. Ovvero la "replica tipo" dei seguaci di Hubbard.

Di Alessia Guidi, gennaio 2004 e maggio 2007. Tratto in parte dal newsgroup free.it.religioni.scientology.

 
Articolo di riferimento: Scientology, la critica, gli investigatori e la diffamazione.


Premessa:

Gli ultimi due scritti di questa serie sono del 2004 e li avevo postati sul gruppo di discussione free.it.religioni.scientology. All'epoca il sito www.verba-volant.org come lo vediamo oggi non esisteva ancora. C'era solo un sitarello smunto a questo indirizzo: http://digilander.libero.it/Blaz3r/ (c'è ancora). Non so di preciso quando si sia deciso di domiciliare Verba Volant a pagamento negli Stati Uniti, tra l'altro registrandolo con dati falsi quindi in modo del tutto anonimo. E per chi decide di contribuire a "svelare" l'anonimato altrui (ritenuto «strumento principale» di «diffamazione» di migliaia di persone ecc.), farlo da una postazione anonima non solo rasenta, ma supera di brutto il limite accettabile da qualsiasi forma di vita intelligente. Il tutto a mio avviso ricorda molto l'"Operazione Tell It All" di qualche anno fa [1].

Ma andiamo avanti.

A fine aprile 2007, pagine anonime depositate momentaneamente su un servizio gratuito italiano informavano gli utenti di aver scoperto chissacchecosa. Compariva infatti un annuncio di questo tipo:

Simonetta Po ed i suoi tanti volti, da Martini a Medusa, da Alessia Guidi ad Antonio Pereira: psicologia di una trasformista" (enfasi aggiunta).
Una innocua barzelletta se non fosse stato che si facevano pesantissime affermazioni su una privata cittadina pubblicando sue foto scattate di nascosto e fornendo i suoi dati anagrafici e recapiti [2].

Quelle paginette sono state riprese a velocità della luce da Verba Volant. Dopo l'oscuramento seguito alla denuncia della persona identificata, le pagine diffamanti sono state trasferite negli USA (ma va...) e subitaneamente ri-fotografate dall'ineffabile Verba Volant. Che ha ritenuto opportuno redigere una comicissima nuova introduzione. E non ho resistito alla tentazione di farne una "analisi logica".

Infine mi sono accorta che i curatori di Verba Volant (parlano al plurale quindi non del solo "Blaz3r" si tratta), non paghi di averci rimediato figura da imbecilli con le precedenti "disamine" e l'introduzione che analizzerò, avevano raddoppiato con l'articolo "Difetti di vista o malafade [sic] incurabile? Gli "errori" sul libro «La storia dell'uomo»". Impossibile resistere...

Alessia


Verba Volant e i disinformatori: Analisi logica di una introduzione (maggio 2007)
Attenzione: questo scritto era stato originariamente inteso come intervento su free.it.religioni.scientology. Scelgo di affidarlo direttamente a "Allarme Scientology" ma non escludo di postarlo anche là - Guidi, 15 maggio 2007


Www.verba-volant.org, il sito totalmente anonimo che pubblicizza le attività di Scientology e fa il mirror fotografico dell'hatesite [*] intitolato "Simonetta Po e i suoi tanti volti da Martini a Medusa, da Alessia Guidi a Pereira ecc." da qualche giorno ha una nuova introduzione.

Ci informa tra l'altro che la pagina su xoomer chiusa dopo la denuncia della persona interessata è stata trasferita in "acque extraterritoriali" (www.freewebs.com/simonettavero/). E da lì la riprende. Senza citare perché xoomer l'abbia oscurata. Del resto Verba volant già aveva preavvisato gli utenti nella vecchia introduzione: «Questa pagina la classificherei tra le più ghiotte [...] per completezza la riproduco prima che i soliti (ig)noti la facciano sparire». Un bel mettere le mani avanti, immagino nella consapevolezza che i contenuti di quella pagina violano una discreta mole di leggi dello Stato e che un suo oscuramento era assolutamente prevedibile.

Vorrei fare un'analisi improntata sulla logica della nuova introduzione di www.verba-volant.org/documento-7.html, perché si tratta di uno scritto davvero esilarante e mi sembra un bignamino di quello in cui consiste Scientology.

Cito:

Qualche giorno fa abbiamo linkato e pubblicato la pagina web: http://xoomer.alice.it/simonettavero che ci era stata segnalata da un nostro visitatore. In quella pagina, l'autore rivelava che Alessia Guidi/Martini sono in realtà la stessa persona: una certa Simonetta Po residente a Carpi.

La notizia confermava precedenti informazioni che indicavano tale Simonetta Po come l'autrice dei primi scritti anti-Scientotogy in lingua Italiana pubblicati su Usenet 10 anni fa circa. Simonetta Po era anche la co-autrice (assieme a H@rry Tuttle; al tempo si firmavano H@rry e Martini) della prima pagina critica in lingua Italiana contro Scientology ospitata nei tardi anni 90 su un sito d'oltralpe.

Quegli scritti sono poi diventati i primi documenti pubblicati del sito Italiano "Allarme Scientology"di Harry e Martini, nato appunto il 13 Marzo 1998. Quindi, se Simonetta Po non è Martini (cosa di cui dubitiamo molto), è comunque la co-autrice dei testi che il sito di Martini ospitava.

Fin qui la logica ci sta tutta. Leggiamo i vecchi post e possiamo arrivare a una deduzione di questo tipo. Credo sia giustificata. Salvo che Allarme Scientology è composto da traduzioni o documenti altrui, per il 95% o oltre firmati dai rispettivi autori, quindi al più S. Po è archivista e traduttrice - messaggero - e non "autrice".
Non appena Alessia Guidi è venuta a conoscenza della pagina che ci è stata segnalata, ha data inizio a una intensa discussione sul newsgroup free.it.religioni.scientology, con tale fervore che appare impossibile anche ad un profano che i contenuti della pagina in oggetto fossero infondati.
La logica iniziale comincia a vacillare. Perché quella pagina non tira in ballo solo S. Po, ma anche Alessia Guidi. E credo di potermi permettere di commentare quanto mi riguarda. Di fervore non credo di averne usato più del necessario, ma ovviamente se si dice che io sono anche XY credo di essere legittimata a dire la mia. Se la cosa si ritiene abbia validità in un senso (S. Po = A.Guidi e altri), dovrebbe averne anche nell'altro: A. Guidi = Pereira e altri.

C'è quindi da stupirsi se puntualizzo ciò che mi riguarda? Io non credo. Allora, in un'arena virtuale quale è Internet io non posso dimostrare di non essere qualcun altro. Sarà chi lo sostiene a portare prove un po' più sostanziose della sua semplice convinzione. Ma sull'associazione Alessia Guidi = Pereira, e solo su quella, ho commentato informando che esiste un procedimento penale intentato dal possessore del nick "Antonio Pereira" contro un utente di it.hobby.viaggi che lo aveva diffamato. E che da lì risulta evidente che A. Pereira è un uomo.

Tant'è che, apparentemente in stretta collaborazione con Alessia Guidi, la Signora Po (volendo credere alla tesi che sono due persone diverse), ha fatto in modo che la pagina http://xoomer.alice.it/Simonettavero venisse tolta dallo spazio di xoom.alice.it.
E qui si va ben oltre il vacillamento della logica. La "Signora Po" in "stretta collaborazione con", fa oscurare un sito? Maddai, siamo seri su, anche uno scientologo superindottrinato ci arriverebbe, figuriamoci uno che ha la testa che gli funziona.

Alessia si è limitata a informare gli utenti di free.it.religioni.scientology (firs) che la signora in oggetto aveva sporto regolare denuncia in merito al sito che la riguardava, e che con quella denuncia in mano aveva chiesto a xoomer di oscurare le pagine. Perché non è che a xoomer gli dici "butta giù quella pagina" e loro obbediscono. Ti chiedono qualche estremo in più.

[1] Nell'arco di 13 giorni, cioè dalla segnalazione della pagina http://xoomer.alice.it/simonettavero sul newsgroup il 26 Aprile, Alessia Guidi ha trovato il tempo per scrivere oltre 50 post, ispirarne altri 150 circa ai suoi "difensori",
[2] scrivere ad altri newsgroup dove la pagina era stata segnalata,
[3] fare una breve vacanza in un luogo non precisato (secondo noi in Germania),
[4] scoprire i dati sulla partecipazione della Simonetta Po alla riunione riservata del FECRIS ad Amburgo corredati da dettagli sulla protesta scientologica in loco, intercettare la stessa Simonetta al suo ritorno per informarla dell'accaduto e quindi far togliere la pagina "Simonettavero",
[5] riesumare e mettere online l'articolo del 1991 sul naufragio nelle Filippine (strano che ne avesse copia), scoprire dove le altre due foto erano state scattate alla Simonetta Po e
[6] quando, ripescare i post di 7 anni fa di Pietrane e Pereira dal newsgroup it.hobby.viaggi, aggredire brutalmente un certo "ironabc" che si è macchlato dell'orrendo crimine di fare commenti a lei poco graditi, eccetera, eccetera.
Se prima c'era poca logica, qui siamo nella scientologia più pura. Scientologia intesa come presentazione iniziale di qualcosa su cui è facile ottenere "accordo" per poi sbroccare del tutto e finire nella fiction. In fondo Scientology è precisamente questo. In base all'"accordo" inizialmente concesso, guida l'immaginario del cliente fino a fargli credere a Xenu e alle sue "malefatte".

[1] Ggiusto per dovere di precisione i miei post nei 13 giorni successivi al 26 aprile compreso sono stati 40 e non "oltre 50". Quelli che riguardavano nello specifico il sito in oggetto però non hanno superato i 3/4. Tutto il resto è stato replica ad altri (magari sullo stesso thread ma con commenti solo correlati a, o non correlati affatto). Secondo Verba Volant ne avrei poi "ispirati" altri 150 (!!). A dire il vero il grosso dell'"ispirazione" è stato fornito da un paio di troll (in particolare il "Iron_abc" che Verba Volant cita) e non certo da me, troll a cui gli utenti abituali hanno replicato (benché la "netiquette" raccomandi di non "nutrire il troll"... ma si sa, a volte non si riesce a resistere).

[2] Ho fatto un (uno) post (poi ripostato con subject diverso) su alt.religion.scientology dove il nostro "Gerry anima-candida", un utente anonimo che in inglese zoppicante e da IP italiano aveva per primo diffuso l'indirizzo dell'hatesite, era andato a importunare gli utenti. Post che tra l'altro è la mera traduzione di quanto avevo postato su free.it.religioni.scientology. Non ho scritto ad esempio su it.cultura.religioni, e dire che Gerry era sconfinato pure là (immediatamente pernacchiato a dovere). Certo, è ben strano che Alessia Guidi, che viene citata in prima persona come clone di qualcun altro, si prenda la briga di puntualizzare nei luoghi deputati alla discussione di Scientology una chiara operazione di "fair game" contro uno o più critici italiani.

[3] In uno dei week-end più bollenti dell'anno, io come qualche altro milione di italiani mi sono presa qualche giorno di vacanza. Il 15.4, in epoca "non sospetta", (Message-ID: 61q4231pb071e4pp7pg7cmhc51gd5utq4u@4ax.com) rispondendo a Ignis sul newsgroup dicevo tra l'altro: «La primavera avanza e io sono ormai fissa in residenza estiva». Ma per Verba Volant e i troll del newsgroup la mia assenza costituirebbe "prova" o comunque "serio indizio" che sono S. Po. Il fatto è che se anche fossi stata ad Amburgo, ancora questo non farebbe di me S. Po.

[4] Questa mi pare la più bella. In pratica nell'era della comunicazione istantanea si ritiene "strano" che in quattro giorni (26-30 aprile) sia riuscita a mettere assieme un tot di informazioni che possono essere comunicate per telefono in una ventina di secondi. E non necessariamente dalla persona interessata, ma da uno qualsiasi dei delegati presenti al convegno (tra i 150 e i 200).

[5] Riesumare un articolo. Qualcuno degli "accusatori" si è mai preso la briga di chiedermi: "Ma tu questa tizia la conosci?". A me non risulta. Forse Iron potrebbe controllare? Sembra avere una particolare predilezione a consumare le sue notti su Google. Del resto chi sembra avere la verità in tasca non fa domande. Conosce già tutte le risposte. Alessia ha "riesumato" un articolo quindi non può essere che S. Po. Il ragionamento non fa una grinza. La realtà è che è del tutto comprensibile che uno dei protagonisti di un fatto di cronaca conservi gli articoli che lo riguardano. E che, all'occorrenza, possa spedirli via mail. Quanto occorre? 5 minuti compresa la digitalizzazione?

[6] avrei "aggredito brutalmente" Iron. Dove? Come? Quando? Un sito Web prima, e un Iron dopo, mi tacciano platealmente di essere Antonio Pereira. Mi è concesso puntualizzare una cosa che mi riguarda? Mi è concesso far notare a Iron che ha costruito tutto il suo teorema sulle convinzioni di un paranoico? Rinviato per di più a giudizio per diffamazione? Mi è concesso ricordare altri paranoici passati per free.it.religioni.scientology? Perché mi sembra che ci si dimentichi abbastanza in fretta, o forse del tutto opportunisticamente, che sull'hate site c'è anche il nome "Alessia Guidi", assieme ad altri 4. E che Alessia Guidi, a loro dire, sarebbe tutti gli altri.

Una reazione certamente "marcata", per usare un eufemismo, ad un fatto che dovrebbe preoccupare principalmente una certa Signora Po. Direi che la lingua batte dove il dente duole. I casi sono due: a Alessia Guidi ci crede completamente fessi, oppure sopravvaluta il suo trasformismo. Per dirla con Totò: "Ai postumi l'ardua sentenza".
Vedi punto sopra. Le mie uniche precisazioni in tema sono state:

- sottolineare che la Sig.ra Po è manifestamente interessata a Scientology, tanto da essere andata a parlarne, con nome e cognome, al convegno annuale della FECRIS, Federazione Europea Centri di Ricerca e Informazione sul Settarismo, ente a dir poco inviso a Scientology e ad altri gruppi cosiddetti settari;

- sottolineare come chiunque sia critico "a un certo livello" di Scientology, e lei lo è indubbiamente visto il suo speach ad Amburgo, sia oggetto di fair game;

- sottolineare - visto che vengo tirata in ballo in prima persona - che almeno Pereira io non posso essere. Perché esistono prove incontrovertibili. Ho detto altro?

Alessia

[*] Hatesite = sito di odio: l'ho definito così perché ripercorre una tradizione internazionale ben nota di cui ho già parlato. Che è quella NON di contestare le affermazioni che si fanno, ma di sparare contro il messaggero. Direi che quelle pagine, e anche verba-volant che le ha orgogliosamente riprese, si collocano in una mentalità da "vai e colpisci".

Mi chiedo: da quali sentimenti possono essere motivati siti del genere? Da spirito di critica? No, perché non criticano alcunché. Da spirito di informazione? No, perché in realtà non informano. Si limitano ad accusare e diffamare una persona reale un tanto al braccio, e dicono dove è possibile trovarla. Un sito così, a mio parere, può essere motivato solo da profondo rancore, da spirito di vendetta.

"Hatesite" mi sembra quindi un giusto appellativo. Potete condividerlo o meno, ma è il migliore che ho trovato.

Ancora più "hatesite" è verba-volant. Anche un cieco si accorgerebbe che i contenuti della pagina che per due volte ha ripreso sono illegali. Verba-volant però, nonostante la consapevolezza che esiste una denuncia e che è per questo che xoomer ha oscurato, raddoppia. Contenti voi contenti tutti, ma poi non offendetevi se si dice che certe filosofie rimbecilliscono. Operazioni del genere potranno avere qualche presa sui seguaci più fanatici, disabituati a pensare e che s'accontentano della risposta preconfezionata in linea con gli insegnamenti del fondatore (come lo fu tellitall.org a suo tempo), ma a mio avviso danno una pessima immagine di tutto un movimento e dei suoi insegnamenti, che incoraggiano appunto a "distruggere il nemico con ogni mezzo".

Perché qui [newsgroup] di scientologist che siano intervenuti per dire "mi dissocio", oppure "che vergogna!" non ne è passato mezzo. E all'ultima controllo che ho fatto su Verba-Volant il contatore dava un 300 visite.




Verba Volant e i disinformatori: Storia dell'Uomo
A. Guidi, maggio 2007


A questa pagina di Verba Volant appare un articolo intitolato "Difetti di vista 2 o MALAFEDE INCURABILE ovvero come dare risalto ad un articolo scritto in malafede ed altretanto [sic] in malafede diffuso" che dice quanto segue:

Già nel precedente articolo "Difetti di vista o malafede cronica?" sono stati evidenziati i "problemi di vista" di Martini & C..

Sfogliando la mia raccolta di articoli ne ho trovato uno davvero interessante.

Trattasi della rettifica che l'addetta alle Affari Pubblici della Chiesa di Scientology di Milano, ha fatto pubblicare in riferimento alla presunta incoerenza e bufala avvallata da L. Ron Hubbard in riferimento all'uomo di Piltdown. Il 21 novembre 2003, sul quotidiano Il Giornale, un certo Paolo Bracalini scriveva un articolo dal titolo "Quando la bugia diventa scienza", in questo articolo si affermava falsamente che sulla bufala del finto cranio si basava il libro La Storia dell'Uomo di Ron Hubbard.

A questo argomento è stato fatto riferimento anche da Martini sul suo sito di disinformazione.

Vi propongo copia dell'articolo di rettifica.

Chiunque abbia letto o legga anche di sfuggita il libro in oggetto (La Storia dell'Uomo), si accorge della profonda malafede e faziosità della notizia, infatti il libro consta, nell'edizione italiana, di 234 pagina e solo 16 righe sono riservate all'Uomo di Piltdown. Inoltre il relativo capitolo inizia con una nota n. 28 alla fine della quale lo stesso autore scrive "... . In seguito si scoprì che la scoperta di Piltdown non era altro che una frode". Ma non solo, alla fine del primo capoverso c'è scritto chiaramente e in modo inequivocabile "... . Ha questo nome non perché sia esattamente il presunto "Uomo di Piltdown", ma perché in parte vi assomiglia."

Quindi Paolo Bracaloni e, ANCORA UNA VOLTA, Martini danno esempio di disinformazione e malafede ormai incurabile.

Alla stesura del presente scritto nonostante sia passato più di un anno dalla pubblicazione della rettifica sul quotidiano Il Giornale, Martini continua a tenere online le affermazioni maliziose sul libro in oggetto.

Per i più pignoli riportiamo le scansioni del libro in inglese e in italiano.

Certo che per chi si picca di voler correggere gli errori altrui e accusa gli altri di avere dei difetti visivi è tutta da ridere.

Ma andiamo con ordine. L'oggetto del contendere è "Allarme Scientology", il sito di Martini che, secondo i curatori di Verba Volant, conterrebbe falsità ecc. ecc. E per dimostrare tale falsità prendono come esempio un articolo apparso sul quotidiano "Il Giornale", a firma Bracalini, che affermava che tutto un libro di Hubbard si basava su una bufala. Che c'entra Martini? Sarebbe interessante saperlo. O forse si sottintende che Martini è in realtà Bracalini? Me lo chiedo solo in virtù del A=A rilevato nel paragrafo precedente. Fosse mai che Martini sul suo enorme sito avesse riportato anche qualche articolo tratto da "Il Giornale"...

Per sostanziare le sue accuse l'ineffabile Verba Volant fa la solita foto di una pagina di "Allarme" (ma inviare il lettore alla fonte originale, mai eh?), opportunamente editata (tagliata, lasciando solo un paragrafo) e senza indirizzo web per fare riscontri. Per trovare l'originale di quella pagina ho dovuto cercare un po' su Google, ma alla fine eccola qui xenu.com-it.net/libri/scandalo/21.htm; si tratta del 21esimo capitolo del libro "The Scandal of Scientology - Lo Scandalo Scientology". Autore Martini? Certo che no. Autrice Paulette Cooper, libro scritto nel 1972 di cui Martini ha fatto la traduzione di alcuni estratti. Nel 1972 "A History of Man" conteneva già la nota sottolineata da Verba Volant? Non è dato sapere.

Quello però che è dato sapere è che su Allarme appare uno scritto infinitamente più articolato del capitolo della Cooper, o almeno degli estratti tradotti, intitolato Le vere credenze di Scientology: Marcab, Helatrobus, l'Uomo di Piltdown e le Forze di Invasione. Anche in questo caso Martini non è autore, ma ha semplicemente curato la traduzione. La data di traduzione non viene riportata, ma nelle note si fa riferimento al costo in lire di alcuni volumi. Direi quindi che è precedente il 2002 (Verba Volant ha pubblicato la sua "critica" a fine 2005). Il testo contiene in totale 17 note di Martini. Quella che ci interessa è la numero 3:

3. Nell'edizione 1990 in italiano si trova una nota a pié di pagina che così recita:

«Uomo di Piltdown: si riferisce ai fossili trovati in Inghilterra in un'area chiamata Piltdown Common fra il 1908 e il 1915. Il cranio di cui si denunciò il ritrovamento possedeva le caratteristiche dell'uomo moderno, ma le mascelle assomigliavano a quelle di una scimmia. In seguito si scoprì che la scoperta di Piltdown non era altro che una frode».
Ma la cosa infinitamente più ridicola non è questo tipo di svarioni di Verba Volant, o di "miopia" per essere più signorili. È il fatto che i curatori del suddetto (purtroppo non è possibile leggere la "rettifica" della CoS, il link punta al nulla) sembrano non rendersi conto che il punto focale del discorso, compreso quello della Cooper, è un altro. E di ben altra sostanza.

"Storia dell'Uomo" si presenta come «un resoconto reale e spassionato dei tuoi ultimi sessanta trilioni di anni. [...] è il primo libro di L. Ron Hubbard sulla storia dell'umanità. Prima della pubblicazione di questo storico libro, non esisteva una vera conoscenza del passato dell'Uomo[...] Immediatamente dopo la pubblicazione di questo libro i dati in esso contenuti cominciarono a risolvere casi. E queste eccezionali scoperte portarono allo sviluppo dei livelli OT» (enfasi aggiunta, vedi immagine di quarta di copertina).

Vale a dire che "Storia dell'Uomo" dovrebbe essere una sorta di "Evoluzione della specie" di Darwin o, per meglio dire, «La scoperta della GE [entità genetica] rende finalmente possibile sostenere scientificamente la teoria dell'evoluzione proposta da Darwin, e scoprire i vari anelli mancanti della catena evolutiva [...]» (enfasi aggiunta, LRH, cfr. ibid pag. 43, quarto capitolo).

Mi sembra evidente che qui si va ben oltre il discorso "nota sì, nota no". Secondo Hubbard infatti l'Uomo di Piltdown, o qualcosa che «in parte gli assomiglia», farebbe parte della nostra storia evolutiva. Nel suo libro lo colloca infatti tra "La Scimmia" (che viene dopo "Il Bradipo") e "Il Cavernicolo". Ma per "Uomo di Piltdown" non si intendeva un "Uomo di Similaun", cioè un appartenente a specie nota (Sapiens-sapiens nella fattispecie) vissuto in una epoca storica remota a cui si potrebbe "assomigliare" in qualche modo. Si intendeva uno stadio evolutivo della specie umana o una specie di ominide (es. "Uomo di Giava" oppure "australopiteco afariensis") all'epoca non nota, e che non era né un Neanderthal, né un Sapiens. E che non fosse né l'uno né l'altro lo si deduceva dalla conformazione della calotta cranica e della mascella (infatti era un accrocchio di calotta Sapiens e mascella di maiale). Come saremmo mai potuti discendere da un ominide di fatto inesistente? Come potremmo discendere da qualcosa che "assomiglia" a una cosa che non esiste né è mai esistita? Ma sembra che i curatori di Verba Volant non ci arrivino.

Insomma, per farla breve, ancora una volta Verba Volant e i suoi curatori hanno colto al volo l'occasione per fare una figura barbina.

Un'ultima postilla prima di concludere: "Storia dell'Uomo" fa parte del "pacco" di studio per il massimo livello di "illuminazione" di Scientology, OT VIII. Per accedere al livello bisogna avere superato infinite "verifiche di sicurezza" in cui si è accertato oltre ogni ragionevole dubbio che si crede ciecamente in Hubbard e in tutto ciò che dice.

Alessia




Blaz3r e i disinformatori (1)
(tratto da free.it.religioni.scientology, 10 gennaio 2004)


Blaz3r (che all'epoca si firmava Blazer) comparve aggressivamente sul mio vecchio forum il 17 maggio 2002. Scientologist, si dimostrò particolarmente indispettito dal fatto che secondo lui nessuno dei frequentatori si firmava con un nome vero, cosa che a suo dire gli impediva di sporgere querela contro chi pensava stesse diffamando Scientology. Qualcuno gli fece notare che nemmeno lui si firmava: ci disse allora di chiamarsi Antonio (quello coi baffi) e che potevamo contattarlo a Milano Org. Secondo lui ci aveva dato informazioni sufficienti per identificarlo mentre noi, a suo dire, continuavamo a mantenerci anonimi.

Il mio vecchio forum non è più raggiungibile. La sua struttura non permetteva moderazione e con l'andare del tempo una o più persone lo resero infrequentabile a suon di offese e sciocchezze. Da circa un anno lo spazio è stato spostato altrove ed è ora moderato (http://groups.msn.com/ForumdiAlessia/homepage). Ho comunque conservato gli scambi di battute con Blaz3r/Antonio avvenuti sul vecchio forum, e se ne avrò tempo e voglia li metterò online.

A Blaz3r piace criticare le chiese, ad esempio quella cattolica (Lettere al direttore) ma non accetta critiche al suo movimento, e non perde occasione per incensarlo o per dileggiarne i critici( Punto Informatico).

Stranamente però non è mai ufficialmente intervenuto qui, luogo per eccellenza deputato alla LIBERA discussione di Scientology, delle sue credenze, convinzioni e prassi. Ma non temete... Blaz3r coi baffi ci segue attentamente. Almeno due persone mi hanno infatti riferito di essere state contattate privatamente da lui subito dopo aver postato su questo newsgroup. Che cosa può aver spinto il nostro omino coi baffi ad attivarsi? Semplice. Queste due persone sono scientologist attivi venuti qui per discutere. E lui si è subito premurato di informarle che non era aria, che il NG è frequentato da SP e che il contatto con noi, come insegna Hubbard, avrebbe messo a rischio i loro guadagni spirituali. Vi eravate mai chiesti come mai i pochi scient transitati qui sono tutti scomparsi nel volgere di un mattino? Beh, adesso lo sapete. C'è un cane da guardia che abbaia e cerca di tenerli lontani, dispensando consigli e "informazioni" su di noi.

Ma Blaz3r non si limita a fare il guardiano della spiritualità altrui (del resto un operativo OSA, ex Guardian Office, non potrebbe fare altro), ha anche messo su un sitarello in cui, alquanto maldestramente, cerca di fare le bucce a chi definisce "disinformatori": http://digilander.libero.it/Blaz3r/

«Ben lungi dal voler far conoscere la verità, gli specialisti della disinformazione pubblicano sentenze, notizie e vari articoli, ma purtroppo spesso (anzi sempre) "dimenticano" di completare la loro "informazione" con tutto il resto della storia.
Sfortunatamente, simili dimenticanze causano seri danni e conseguenze spiacevoli. Volendo rimediare all'opera diffamatoria di questi faccendieri dell'informazione, elencherò, man mano che sono resi disponibili, tutti i documenti che smentiscono o completano le "informazioni" dei nostri disinformatori.
(ultimo aggiornamento: 23/01/2003)

Elenco dei documenti

1) I DISINFORMATORI SPECIALIZZATI, ovvero LA SENTENZA DI RAVENNA (16/10/2002)

2) LE SENTENZE DIMENTICATE (16/10/2002)

3) I DISINFORMATORI 2 - LA VENDETTA, ovvero L'ARCHIVIAZIONE DELL'INDAGINE FIORENTINA (08/12/2002)

4) DIFETTI DI VISTA O MALAFEDE CRONICA? (ovvero come sono stati travisati passi del libro "Noi ragazzi dello zoo di Berlino") (11/12/2002)

5) COME STRUMENTALIZZARE NICOLE KIDMAN (ovvero la verità sul divorzio fra due divi di Hollywood) (16/01/2003)

6) LA VERITÀ SUL CASO LISA MC PHERSON (ovvero "Alla ricerca dell'archiviazione perduta") (17/01/2003)»


I "disinformatori" di cui Blaz3r parla si riducono in pratica ad uno solo: Martini di Allarme Scientology. Vengo citata anche io, ma solo di sfuggita e senza approfondimenti (anche stavolta, come nel caso TellitAll, vengo trattata peggio della figlia della serva :-( ).

La cosa che per prima mi è saltata all'occhio è che, a fronte di centinaia di documenti presenti su "Allarme", il nostro omino coi baffi cita appena 6 casi (e in un anno non ha trovato nulla di nuovo con cui aggiornare il suo spazio). Ciononostante tutto questo sarebbe sufficiente a fare di Martini e dei suoi "soliti colleghi" (tra cui io, chissà perché - io in realtà ho un sito mio Alessia'a Homepage) dei "disinformatori", dei "faccendieri dell'informazione" (qualsiasi cosa significhi).

Un'altra particolarità che mi è saltata all'occhio è il fatto che Blaz3r, paladino della corretta informazione, non linka "Allarme" nonostante lo critichi. Quando riporta le pagine "incriminate" lo fa o riproducendo un'IMMAGINE, che in quanto tale non è cliccabile e non permette l'accesso al sito (e ovviamente comporta pure una violazione di copyright), tagliando le cose che gli occhi sensibili dei suoi lettori evidentemente non devono vedere (si confronti con l'originale non tagliato della corrispondente pagina di "Allarme"), oppure prelevando di peso la pagina e facendo qualche opportuno editing sul codice htm (confrontare con l'originale - mancano i link all'indice di "Allarme" e ad un articolo collegato).

Quanto sopra relativamente alla forma.

Per quanto riguarda invece la sostanza ho letto gli articoli di accusa di Blaz3r e sono andata a controllare. Ecco qui le mie conclusioni:

1) I DISINFORMATORI SPECIALIZZATI, ovvero LA SENTENZA DI RAVENNA
(16/10/2002) http://digilander.libero.it/Blaz3r/disinformatori.htm
Blaz3r accusa Martini di non dare notizia dell'annullamento con rinvio della condanna di Ravenna.

E' falso.

"Allarme" riporta la notizia. A questo proposito vorrei dire che quando sul mio forum Blaz3r accusò Martini di non averne fatto cenno, quest'ultimo gli disse di non saperne nulla e di essere più che disponibile a pubblicare la sentenza, pregando Blaz3r di mandargliela. Non avendola ottenuta si premurò di riprenderla quando, qualche tempo dopo, l'omino coi baffi la pubblicò sul suo sito.

2) LE SENTENZE DIMENTICATE (16/10/2002)
http://digilander.libero.it/Blaz3r/sentenze.htm
Blaz3r fornisce un file .doc con un lungo elenco di sentenze favorevoli a Scientology, accusando Martini di averle dimenticate. Si tratta di una mezza verità. "Allarme" riporta la notizia di diversi verdetti di annullamento o assoluzione avvenuti da quando è nato il sito, e si è fatto carico del lavoro di ricerca e digitalizzazione delle diverse fasi del controverso processo di Milano (conclusosi con alcune condanne, alcune assoluzioni ma soprattutto con l'assoluzione degli imputati accusati di associazione per delinquere), un lavoro decisamente ciclopico utilissimo a chi fa ricerca, e mai prima d'ora presentato in Rete.

Per parte mia approvo la scelta di "Allarme" di sottolineare il fatto che sono state emesse sentenze di condanna; Scientology si guarda bene dal citarle e ho parlato con diversi scientologist convinti che il loro movimento non avesse MAI subito sentenze avverse. Del resto è questo che si sentono dire in org. Inoltre le sentenze sfavorevoli riguardano reati piuttosto gravi, ancora di più quando coinvolgono personale di un movimento religioso: truffa, abuso della professione medica, pubblicità ingannevole, circonvenzione di incapace in Italia, attività di spionaggio (USA, Grecia), schedatura di singoli individui e di personalità politiche e religiose (Grecia), ancora truffa e istigazione al suicidio in Francia, usura su persona disabile in Svizzera. Credo che subire condanne per questo tipo di reati sia infamante, ma anche in caso di assoluzione non c'è da stare troppo allegri. Significa comunque che si è stati chiamati in giudizio innumerevoli volte e in svariati paesi, ovvero che innumerevoli persone in più parti del mondo si sono sentite lese nei propri diritti dalle attività di Scientology. Il che, a mio parere, non può che significare che il gruppo opera ai limiti della legalità. In riferimento poi al processo milanese, anche quando la corte ha deciso per l'assoluzione ha emesso comunque giudizi pesantissimi su questo tipo di attività.

Per inciso, l'elenco di sentenze favorevoli reso disponibile da Blaz3r riguarda prevalentemente reati di natura fiscale e tributaria. Interessanti quelle che si pronunciano in favore del metodo Narconon. Certo è curioso che a pronunciarsi sulla sua efficacia sia il tribunale e non piuttosto un panel di esperti. Ancora più curioso che così tante procure, dal nord al sud della penisola, si siano occupate del Narconon. Sarebbe estremamente interessante leggere le sentenze citate da Blaz3r, forse ne capiremmo qualcosa di più. Ma San Blaz3r, patrono dei corretti informatori, non ce le fornisce.

3) I DISINFORMATORI 2 - LA VENDETTA, ovvero L'ARCHIVIAZIONE DELL'INDAGINE FIORENTINA (08/12/2002)
http://digilander.libero.it/Blaz3r/firenze.htm
Anche in questo caso, come in quello ravennate, "Allarme" riporta la notizia dell'archiviazione.
5) COME STRUMENTALIZZARE NICOLE KIDMAN (ovvero la verità sul divorzio fra due divi di Hollywood) (16/01/2003)
http://digilander.libero.it/Blaz3r/kidman.htm
Della serie: non ho più vetri su cui arrampicarmi. "Allarme" riporta un paio di articoli che annunciano il clamoroso divorzio tra due dei divi più amati di Hollywood, il cui testimone di nozze pare sia stato Miscavige in persona. Credo sia più che lecito domandarsi se e quanto Scientology abbia influito sulla decisione di Tom Cruise (scientologo) di separarsi dalla moglie (non scientologa), ed è quanto quegli articoli fanno, intervistando amici e conoscenti della coppia. Blaz3r cita "alcuni articoli" (in realtà riportandone uno soltanto, brevissimo, dell'Unione Sarda) in cui la Kidman nega influenze di questo tipo. Può essere vero, ma può anche non esserlo. Nonostante si dica che Nicole non sia mai stata scientologist, lo è senz'altro l'ex marito, e da anni.

Sappiamo che cosa ha scritto Hubbard su chi parla pubblicamente (male) di Scientology, e dire pubblicamente che essa è stata la causa del divorzio (o che ha comunque influito sulla decisione) rientra sicuramente tra i "parlarne male". Fossi stata nella splendida Nicole mi sarei astenuta da ogni commento negativo.

Cruise è pur sempre il padre dei suoi figli e a Hollywood è una persona potente e influente. Astenersi da ogni commento malevolo potrebbe anche rientrare negli accordi del divorzio, ma noi non possiamo saperlo. Possiamo speculare, quello sì. Ed è quanto fanno gli articoli riportati su "Allarme". Ma che si tratti di "sì" o di "no" si rimane nel campo della pura speculazione e su un argomento così delicato, che coinvolge un gruppo così litigioso e controverso, le smentite della Kidman lasciano il tempo che trovano. Se volete sapere la mia opinione Scientology può effettivamente non aver influito sulla decisione, ma non nutro molti dubbi sul fatto che si sia pesantemente intromessa sugli accordi tra i due. Pura e semplice opinione personale. La domanda da porre alla Kidman dovrebbe essere non tanto se Scn ha influito sulla volontà divorzista di Tommy Boy, quanto piuttosto il peso che essa ha avuto sul loro matrimonio, sulle decisioni familiari, sull'educazione dei figli e sugli accordi prematrimoniali e di divorzio. [...]

6) LA VERITÀ SUL CASO LISA MC PHERSON (ovvero "Alla ricerca dell'archiviazione perduta") (17/01/2003)
http://digilander.libero.it/Blaz3r/mcpherson.htm
Il link di Blaz3r punta al nulla. No file found. Forse perché il nostro non sapeva più cosa inventare? "Allarme" infatti diede notizia della richiesta di archiviazione del pubblico ministero per quanto riguarda le accuse penali relative al caso McPherson quasi in tempo reale: controllate sulla pagina degli aggiornamenti. Gli articoli della rassegna stampa sono del 13 giugno 2000, l'aggiornamento, con articoli tradotti, è del 14 giugno 2000. Il caso civile, invece, è ancora in dibattimento.

Il punto 4) del misero elenco di Blaz3r tratta del libro "Christiane F., Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino". Poiché la dissertazione su questo punto è lunghetta, le dedicherò un post a parte.

Per concludere, il nostro omino coi baffi ha fatto un pessimo lavoro, decisamente controproducente. Sei accuse a fronte di centinaia di documenti pubblicati, di cui quattro e mezza smontate in meno di mezz'ora di navigazione Internet. La quinta, quella relativa a Christiane, mi ha richiesto la rilettura del libro, ma ne è valsa la pena. L'omino coi baffi, operativo di OSA e in forze a Milano Org, con i suoi sforzi ci ha ampiamente dimostrato che le notizie pubblicate su Allarme Scientology sono attendibili.

Ci ha anche dimostrato di fare ciò di cui accusa gli altri. E ci ha dimostrato che il suo intento non è informare e contribuire alla corretta informazione, quanto piuttosto cercare di screditare chi percepisce come nemico. Se davvero avesse avuto intenti sinceramente informativi avrebbe tempestivamente fornito a Martini la sentenza di annullamento di Ravenna e quella di archiviazione di Firenze. Ma così non è stato.

Alessia




Blaz3r e i disinformatori (2) - Christiane F.
(tratto da free.it.religioni.scientology, 10 gennaio 2004)

Dopo aver analizzato cinque dei sei punti elencati da Blaz3r sul suo sito http://digilander.libero.it/Blaz3r/, vediamo ora quello che riguarda il libro "Christiane F. - Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino".

Blaz3r scrive:

«Neanche a dirlo, nel documento incompleto pubblicato da Martini, ossia la storia raccontata dall'autrice, l'ex-tossicodipendente Christiane F., mette in cattiva luce la comunità di recupero dalla tossicodipendenza Narconon e la Chiesa di Scientology. Ma, conoscendo i "difetti visivi" di Martini e dei suoi soliti colleghi (CESAP, Alessia Guidi, eccetera), mi sono procurato una copia del libro, ormai quasi introvabile, e l'ho letto attentamente, sicuro che avrei trovato omissioni e inesattezze.

Infatti, puntualmente, emerge la tendenziosità della "informazione" di Martini: dal libro fanno capolino parecchie affermazioni dell'autrice (evidenziate in giallo nel documento cui si può accedere tramite il link qui sotto) chiaramente favorevoli al Narconon, ovviamente ignorate in toto dai signori del Cesap e da Martini.»

Più che di difetti visivi di Martini mi sembra si tratti di difetti di comprensione di Blaz3r. Anche io mi sono procurata il libro (trovandolo con estrema facilità, basta rivolgersi ad una qualsiasi biblioteca comunale o scolastica) e a distanza di oltre 20 anni me lo sono riletta. E ancora dopo 20 anni ho provato un forte pugno allo stomaco, perché la storia di Christiane è davvero sconvolgente e non può non far riflettere.

Blaz3r sostiene che Martini e i suoi "colleghi disinformatori" hanno ignorato affermazioni di Christiane favorevoli al Narconon. Leggendo gli estratti che Blaz3r pubblica si potrebbe pensare che sia davvero così. Leggendo il libro nel suo complesso, invece, ci si accorge che quegli estratti sono estrapolati dal loro giusto contesto e non permettono una chiara visione di insieme. È vero che Christiane ad un certo punto si intestardisce a voler tornare al Narconon, ma cerchiamo di capire perché. Per farlo occorre prima parlare di lei e del suo background.

Christiane e la sorella minore, ancora bambine, vengono catapultate da un'infanzia felice in un paese di campagna, dove ognuno vale per ciò che è, alla tetra realtà di un quartiere dormitorio di Berlino, alla sua mancanza di spazi in cui i bambini possano giocare in tranquillità, ad una realtà di prevaricazione dove solo i più aggressivi e prepotenti vincono. Per sopravvivere bisogna emergere in qualche modo.

I genitori sognano il benessere e la famiglia si trasferisce a Berlino. La madre non fa che promettere alle figlie un'esistenza piacevole, promessa che si scontra inevitabilmente con la triste realtà del vivere quotidiano. Il padre è uno sfaccendato violento con la tendenza al bere. La madre è l'unico sostentamento economico della famiglia, di giorno è fuori per lavoro e al ritorno sembra occuparsi più della casa che della figlie. Sfinita dalle botte e stanca dell'atteggiamento del marito, ad un certo punto prende le bambine e lo lascia. Inizia una nuova relazione convivente con un altro uomo, e al peso del lavoro si assomma il desiderio di ricostruirsi una vita con un nuovo compagno. Va da sé che le figlie si sentono abbandonate, incomprese e comunque lasciate a se stesse. La minore sceglie di vivere con il padre, mentre Christiane resta con la madre. Il distacco è molto doloroso e l'unico affetto che la ragazza pensa le sia rimasto è il suo cane. Ma il nuovo compagno della madre decide che nel piccolo appartamento non c'è posto per un grosso alano, e lo da' via.

A 12 anni Christiane inizia a frequentare un centro giovanile della chiesa evangelica in cui circolano droghe leggere. I "fighi" si drogano, e lei vuole essere "figa". Ha un bisogno estremo di ribellione all'ordine costituito, di accettazione e di rivincita. Siamo alla metà degli anni settanta, quando Berlino venne letteralmente inondata di eroina. Adesso i più fighi sono quelli che bucano. E Christiane inizia a bucare. Si sente grande, accettata, la droga la distoglie dalle amarezze quotidiane. Conosce e si innamora di un ragazzo poco più grande di lei, e tra loro nasce un rapporto molto intenso. Detlef diviene il suo punto di riferimento, ma anche Detlef si buca. Per procurarsi la droga i due, come tantissimi altri adolescenti, iniziano a prostituirsi alla stazione Zoo della metropolitana di Berlino.

Dopo circa un anno dall'iniziazione all'eroina, la madre della quattordicenne Christiane prende coscienza della situazione della figlia. Cerca di fare qualcosa, ma l'ignoranza è tanta e le istituzioni sono assenti. Aiuta Christiane e Detlef nella prima di una lunga serie di dolorose quanto ingenue ed inutili "disintossicazioni" casalinghe. I due, per festeggiare la riconquistata libertà dalla droga, corrono puntualmente e inevitabilmente alla ricerca di un nuovo buco. E la discesa verso la distruzione totale continua. La madre di Christiane si sente sola, impotente, abbandonata. Le istituzioni non sanno fronteggiare l'ondata di eroina che ha travolto Berlino e, se ancora qualcosa riescono a fare per i tossicodipendenti adulti, sono assolutamente impreparati ad affrontare i tossicodipendenti bambini o adolescenti, con le problematiche tipiche dell'età che si assommano a quelle drammatiche della loro condizione. I passaggi in cui la madre di Christiane racconta il suo travaglio tra un'istituzione e l'altra sono agghiaccianti. Così come è agghiacciante il rapporto del direttore del consultorio di psicologia sociale della Charitas a cui Christiane si rivolgerà in seguito. I posti in comunità pubbliche e private sono pochissimi, e sono generalmente riservati ai tossicodipendenti adulti. Gli assistenti sociali si rendono conto di essere impreparati ed impotenti di fronte alle problematiche dei tossicodipendenti adolescenti o bambini, e riservano i pochi posti disponibili a persone in cui riescono a ravvisare una qualche possibilità di recupero. Per loro Christiane (come la sua amica Babsi) è irrecuperabile. Con tutto il cinismo e l'amarezza, la disperazione che un'affermazione del genere si porta dietro, si rendono conto che è del tutto inutile dedicare le poche energie di cui dispongono a chi ha pochissime probabilità di riuscita. Preferiscono concentrarsi su chi pensano ce la possa fare. Dal rapporto del direttore del consultorio si legge che nel giro di tre anni (1974/77 circa) la percentuale dei tossicodipendenti della Germania occidentale e di Berlino ovest di età compresa tra i dodici e i sedici anni è passata da zero al 20%.

La madre di Christiane passa da una porta chiusa all'altra, fino a quando è la ragazza stessa a parlarle del Narconon. La comunità è ben nota tra gli amici. È la preferita da chi frequenta il giro dei "bucomani". Un motivo ci sarà, non vi pare? Gli estratti pubblicati da Martini iniziano proprio in questo punto: «Dissi allora che volevo andare al Narkonon. Il Narkonon era il centro terapeutico di una setta, della Chiesa scientista. Nel giro c'erano dei bucomani che erano stati al Narkonon e che raccontavano che era un posto come si deve. Al Narkonon non c'erano condizioni per essere accettati se si pagava in anticipo. Si poteva continuare a portare i propri ciaffi da bucomane, si potevano portare i propri dischi e persino gli animali. La consulente del centro (si tratta di un centro per la droga di orientamento alle comunità. n.d.s.) disse che dovevo riflettere sul perché così tanti bucomani raccontavano che la terapia al Narkonon era tanto divertente e sul perché, avendola fatta, continuavano a bucare tutti contenti. Lei comunque non conosceva un solo caso di terapia riuscita al Narkonon».

Il libro (estratti non pubblicati da "Allarme") continua così: «Le chiesi che cosa dovevo fare se negli altri centri di terapia non avevo nessuna possibilità di entrarci. Lei allora mi diede l'indirizzo del Narkonon. [...] Quando mia madre arrivò le dissi: "Adesso mi disintossico definitivamente al Narkonon. Ci starò un paio di mesi o anche per un anno, e poi sarò veramente pulita". Mia madre si comportò come se non credesse più neanche una parola di quello che dicevo. Ma si attaccò lo stesso immediatamente al telefono e tentò di raccogliere informazioni sul Narkonon.»

Intanto passano i giorni e Christiane tenta un'altra disintossicazione casalinga. Vuole arrivare al Narconon pulita. Trascorre quattro giorni di dolorosa astinenza e quando è in grado di alzarsi che fa? Per la prima volta si prostituisce con un automobilista per rimediare i venti marchi che le servono per arrivare a 40, il costo di una dose. Dice a se stessa che sarà l'ultimo buco prima della terapia. Il racconto continua: «in realtà il mio ultimo giorno da bucomane me lo ero immaginato diverso. Riflettevo se non fosse il caso di starci ancora un altro giorno a cazzeggiare ancora per il Kudamm prima di andare al Narkonon.

Poi venne mia madre e mi chiese dove avevo passato il pomeriggio. Dissi "Al Kudamm". Lei mi fece notare "volevi andare già oggi al Narkonon, per informarti di tutto". Scattai immediatamente e cominciai a strillare: "Cristo! Lasciami in pace. Non ho avuto tempo. Lo capisci?" Mia madre mi rispose urlando "Ci vai da stasera al Narkonon. Vai a preparare le tue cose. Fin da stasera al Narkonon ci rimani".»

Gli estratti pubblicati da "Allarme" riprendono da questo punto, quando Christiane e la madre si presentano al Narconon e la ragazza, che non viene perquisita e a cui viene concesso di andare al bagno da sola, si spara immediatamente un buco. Il racconto prosegue con le sensazioni ed osservazioni sulle due settimane trascorse in comunità, da cui fuggirà assieme ad alcuni compagni: «Ce la facevamo quasi sotto per la gioia di farci un buco».

Christiane continua il suo racconto: «Scappai dal Narkonon ancora due volte. L'ultima volta rimasi in giro per quattro giorni. Per la prima volta dunque feci la vagabonda.»

Dopo la terza fuga la ragazza apprende che l'amato Detlef è andato a Parigi con un amico per tentare insieme di disintossicarsi. Le cade il mondo addosso. Detlef è partito senza di lei, senza nemmeno avvertirla: «Non avevo più un ragazzo. Ero completamente sola al mondo perché con Babsi e Stella ricominciavano le vecchie litigate per qualsiasi stronzata. Avevo solo Janie [il cane].»

Gli estratti pubblicati da Blaz3r iniziano a questo punto del libro, e sono gli estratti che secondo lui Martini avrebbe volutamente omesso perché parlavano favorevolmente del Narconon. Christiane, che si sente abbandonata e sola al mondo, con l'unica compagnia della sua cagnetta Janie, decide di tornare al Narconon. Ma la madre, esasperata dal comportamento della figlia e dalla scarsa professionalità, inefficienza e inutilità dimostrata dalla costosissima comunità, per pagare la quale si è indebitata, è già andata a ritirare le sue cose e si oppone ad un suo rientro.

Frattanto anche il padre, con cui la ragazza non ha praticamente rapporti da anni, rientra nella sua vita con l'ingenua convinzione di poter fare qualcosa. Il libro spezza le vicissitudini di Christiane con il racconto della madre, la quale spiega tra l'altro i motivi per cui aveva permesso all'ex marito di occuparsi della ragazza: «Non ritenni affatto una valida soluzione che il mio ex marito, ora, dopo che eravamo incappati nel Narkonon, prendesse con sé Christiane, per condurla finalmente alla ragione, come lui disse. A prescindere dal fatto che lui non poteva badare a lei a tempo pieno, io, per via del rapporto tra me e lui, avevo - come dire - difficoltà psicologiche a digerire di lasciargli Christiane. Già poco tempo prima la sorella di Christiane era tornata da me perché suo padre si comportava troppo severamente.

Ma non ci capivo più niente e speravo: forse con i suoi metodi lui ce la fa in quello che a me non è riuscito, ma non voglio escludere che questo me lo sia raccontato solo per sfuggire momentaneamente alla mia responsabilità nei confronti di Christiane. Dopo la sua prima disintossicazione ero permanentemente in una doccia scozzese di speranze e disperazione, fisicamente e psicologicamente allo stremo quando pregai il padre di Christiane di intervenire».

Inciso: gli estratti pubblicati da Blaz3r tagliano di netto, riportando solo un «... [poche pagine più avanti]», il racconto della madre di Christiane. SEI PAGINE in cui la donna parla della sua esperienza, compresa quella con il Narconon di cui dice: «Il giorno dopo misi assieme 500 marchi e li portai al Narkonon. Poi mi feci dare un prestito di 1.000 marchi e li pagai nel giorno di colloquio con i genitori. I colloqui con i genitori erano tenuti in genere da un ex tossicodipendente. Il suo passato proprio non gli si riconosceva. Grazie al Narkonon - diceva - era diventato un altro uomo, e questo a noi faceva effetto. Lui mi rassicurava anche dicendomi i progressi che Christiane faceva. In verità ci recitavano una commedia e avevano preso di mira i nostri soldi, più tardi venni a sapere dal giornale che il Narkonon apparteneva ad un'equivoca setta americana che voleva guadagnarsi del denaro a spese dell'angoscia dei genitori. Ma come tutte le cose lo capii solo dopo che il pasticcio era fatto. Per il momento credetti che Christiane fosse in buone mani e ce la volevo lasciare il più a lungo possibile. Perciò avevo bisogno di soldi.»

L'esperienza di Christiane con il padre si rivela prevedibilmente fallimentare e la ragazza riprende la solita vita di prostituzione e "pere".

Perché Christiane voleva tornare al Narconon? Credo non sia difficile capirlo. Il Narconon era l'unica comunità ad avere sempre un posto, bastava pagare almeno un mese in anticipo. Era l'unica in cui si potevano portare «i tuoi ciaffi da bucomane», l'unica da cui si poteva fuggire senza problemi, l'unica che accettava la sua cagnetta Janie. Ma soprattutto era l'unica che Christiane conosceva. Era consapevole di avere deluso la madre, molti amici erano già morti, Detlef era partito e si sentiva sola al mondo.

Quella che Blaz3r presenta come "autodeterminazione" di Christiane di cui i genitori cattivi paiono non volere tenere conto è in realtà soltanto una scelta emotiva dettata dalla disperazione del momento. E questo nel libro risulta molto evidente. Christiane non sta scegliendo serenamente tra una rosa di possibilità. È semplicemente disperata, e la disperazione le fa dimenticare le condizioni della comunità («sporca lurida con le cose sparse dappertutto»; «Non ero veramente una viziata col mangiare. Ma quella roba che ti davano non riuscivo quasi a mandarla giù. E pensavo che per tutti quei soldi potevano anche offrirti qualcosa di meglio da mangiare. Anche perché oltre a questo non avevano molte altre spese»; «uno dei primi divieti che c'erano al Narkonon era quello che non si poteva fare amicizia con nessuno [...] mi fu chiaro che in tutto il tempo che ero stata lì non avevo mai veramente chiacchierato con qualcuno»; «nella lavanderia non si riusciva mai ad entrare perché la ragazza che aveva le chiavi se ne andava continuamente per tornare nel giro. Che comunque ce n'erano un paio che se la svignavano per procurarsi un buco e tornavano quando gli pareva [...] queste cose mi buttavano proprio giù»; «ero completamente distrutta perché semplicemente non avevo abbastanza tempo per dormire. Dissi "Okay, le vostre terapie sono anche fighissime, sono veramente buone. Ma i miei reali problemi non li risolvono. Perché tutto è solo un tormento. Voi tentate regolarmente di tormentarci. Ma io ho bisogno di qualcuno con cui parlare ogni tanto dei miei problemi. Ho assolutamente bisogno di un po' di tempo ogni tanto per confrontarmi con i miei problemi ".»).

Indicativa credo sia una frase di Christiane quando, dopo l'esperienza fallimentare del Narconon, la fuga dall'ospedale psichiatrico e il mancato tentato suicidio, si affida ad un consultorio per la droga: «Per una settimana andai ogni giorno al consultorio. Lì finalmente potevo parlare. Era la prima volta che arrivavo in un posto e mi si faceva parlare. Fino a quel momento mi avevano sempre chiuso il becco. Mia madre mi aveva sempre riempito la testa di chiacchiere, mio padre, quelli del Narkonon, tutti. Adesso, al consultorio della mensa del Politecnico, potevo raccontare e capire da sola quello che mi succedeva.».

Blaz3r accusa Martini e i "suoi colleghi" di avere omesso passaggi del libro a suo dire pro-Narconon, e perciò di essere "disinformatori professionisti" e "faccendieri dell'informazione". Si premura di pubblicare quei passaggi estrapolandoli completamente dal loro contesto, "dimenticando" però di dire che:

  • Babsi, l'amica di Christiane ospite del Narconon, affetta da epatite non diagnosticata da chi l'aveva in "cura", morirà di overdose pochi giorni dopo essere fuggita dalla comunità, diventando così la più giovane vittima dell'eroina in Germania (14 anni);

  • Con la stessa "autodeterminazione" con cui Christiane desiderava restare al Narconon (comunità a cui avrebbe potuto tornare, se l'avesse realmente voluto, nei momenti in cui sfuggiva al controllo del padre e che invece trascorreva nel vecchio giro prostituendosi e bucandosi) si farà ricoverare in un ospedale psichiatrico conosciuto come "Bonnie Ranch", da cui poi fuggirà alla prima occasione;

  • Con la medesima "autodeterminazione" cercherà vanamente di spararsi il buco definitivo in un cesso della metropolitana, per farla finita.

Ciò che mi sembra evidente è che i passaggi del libro "Christiane F. - Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino" pubblicati da "Allarme Scientology" possono essere proposti fuori dal loro contesto e non perdere assolutamente di significato. Si tratta di semplici osservazioni e descrizioni di momenti di vita, accompagnati dalle riflessioni e conclusioni della madre di Christiane.

Gli estratti estrapolati da Blaz3r cambiano completamente di significato quando non inquadrati nel loro giusto contesto storico ed emotivo. Chi è che disinforma?

Infine, caro Blaz3r/Antonio, perché non ti vieni a confrontare apertamente e serenamente qui sul newsgroup? Che cosa temi?

Alessia

Ps: Purtroppo anche l'esperienza di Christiane al consultorio finirà con un fallimento. Colpita da un'ennesima epatite verrà ricoverata all'ospedale. La madre ingenuamente permetterà a Detlef, appena uscito dal carcere, di farle visita. Baci, abbracci e... subito in fuga, con un buco per festeggiare la nuova vita di "disintossicati".

Christiane riuscirà ad allontanarsi dalla droga quando la madre deciderà finalmente di mandarla via da Berlino, dai parenti in Assia, lontana dalle tentazioni, dal giro e dalle cattive amicizie. Tenterà faticosamente di riprendere una vita normale, troppo adulta e troppo bambina per i suoi 15 anni.

Ora Christiane Felscherinow ha 40 anni ed è tornata a vivere a Berlino, con suo figlio. Non ha avuto un'esistenza facile, e la droga ha periodicamente accompagnato anche la sua vita di adulta: http://hem.bredband.net/b112579/christiane/pages/article.htm .

A chi non l'avesse già fatto consiglio senz'altro la lettura del libro, edito da Rizzoli.


Note di Martini:

1. Si veda la Tell it All FAQ . Il sito preso in esame è morto a metà 2006, ma è ancora visibile il suo mirror

La Chiesa di Scientology italiana prese "Tell it All" molto sul serio, tanto da dedicargli la pagina centrale della sua rivista "Diritti dell'Uomo". Si veda qui e qui.

2. Si veda: Scientology, la critica, gli investigatori e la diffamazione.

 
 
 
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