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Preoccupazione per la libertà religiosa in Russia

Potrebbero iniziare ad avverarsi le cupe previsioni sul destino delle religioni.

Salt Lake Tribune, 14 Marzo 1999, di Michael Nakoryakov, redattore al Tribune's World News. È stato giornalista in Russia fino al 1991.

Traduzione a cura di Martini.

 
Sta accadendo, o almeno è quel che sembra. Le tetre previsioni di un giro di vite sulle libertà religiose nell'ex "Impero del Male", che abbondano dopo l'approvazione, in Russia, di una legge restrittiva sulla "libertà di coscienza" due anni fa, alla fine sembrano avverarsi. 

I Testimoni di Geova moscoviti sono tra i primi a sperimentare come la legge, che riconosce quali "vere" religioni solamente Cristianesimo Ortodosso, Islam, Buddismo ed Ebraismo, potrebbe abbattersi su centinaia di piccole fedi che sono dilagate in Russia da quando questa ha abbandonato l'ideologia atea sovietica. 

Il quadro non è piacevole. A Mosca, in un processo in corso da un mese, la procura cittadina sta cercando di dimostrare che i Testimoni di Geova incitano all'odio religioso e a "comportamento intollerante", distruggono le famiglie e incoraggiano i membri gravemente malati a rifiutare cure mediche - più che sufficiente per essere messi fuori legge. La chiesa, che afferma di avere circa 250.000 seguaci in Russia, nega risolutamente le accuse. «Si tratta di un'altra inquisizione» dice il portavoce Yaroslav Sivulsky. 

L'ufficio moscovita del Kenston Institute, una organizzazione no profit che tiene sotto osservazione la libertà religiosa in tutto il mondo, afferma che in tutta la Russia le autorità locali stanno opprimendo le religioni "importate". 

Gli esempi sono molti. Nel giro di un paio di settimane, oltre al processo contro i Testimoni di Geova, la Chiesa Pentecostale è stata bandita da una cittadina della Siberia orientale, Aldan, e 400 pentecostali della città settentrionale di Magadan hanno chiesto asilo agli Stati Uniti, affermando di essere stati molestati da rappresentanti dell'autorità locale; la polizia tributaria di Mosca ha perquisito le sedi della Chiesa di Scientology, sequestrando documenti e interrogando i leader. 

D'altro canto, però, I battisti - non esattamente una religione "tradizionale" russa - hanno appena tenuto a San Pietroburgo un convegno molto riuscito, e i seguaci di Krishna danzano ancora, nelle loro tuniche arancioni, a pochi passi dal Cremlino. I mormoni, che ebbero un momento di paura quando, tre anni fa, il generale nazionalista in pensione Alexander Lebed definì i missionari LDS in Russia come "plagiatori e truffatori", recentemente non sembrano avere lamentele. In effetti, dopo che  l'ottobre scorso nella città di Ufa, nella Russia centrale, il missionario ventenne Jose Mackintosh è stato ferito a morte da uno psicopatico ubriaco, i mormoni della regione hanno riferito di stare vivendo una nuova ondata di solidarietà - con gente che invia biglietti, regali e offre aiuto. 

In Russia, indubbiamente, le chiese straniere hanno un avversario grande e potente - la Chiesa Ortodossa. Come ha detto recentemente il Metropolita Kirill, la Chiesa Ortodossa «è in completo disaccordo» con i metodi di ricerca di conversioni dei missionari stranieri. Con il loro girare porta a porta, e fermare persone per strada, dice, operano «manipolazione personale...intromettendosi nel mondo spirituale del prossimo.» 

Il Patriarca di Mosca sarebbe estremamente felice di svegliarsi una mattina e scoprire che tutti i missionari stranieri in Russia sono evaporati. Ma non succederà. Oltre a questo la Chiesa Ortodossa si trova ad affrontare sfide molto più forti all'interno dei suoi stessi ranghi per questioni che riguardano la sua storia e la sua ideologia, e la concorrenza dall'estero sembra l'ultima delle sue preoccupazioni. E, per quanto riguarda il cittadino medio russo, rendersi conto che ha sempre avuto la sua propria opinione potrebbe essere una buona idea. È stato così anche negli anni più bui quando si cercava di controllare brutalmente  il suo pensiero, e sicuramente è a maggior ragione il caso ora, dopo che quei tentativi sono falliti. 

Nella Russia odierna, non importa quanto le autorità - religiose o laiche - dicano, sta alla gente accettare o rifiutare questa o quella presenza religiosa. E la gente non è cieca. I russi sono grati agli scientologisti per aver donato una nuova biblioteca alla squattrinata Università di Mosca, e non mancano neppure di vedere la statua di marmo del fondatore della chiesa, L. Ron Hubbard, nell'atrio della biblioteca. Ma si sono preoccupati quando tre adolescenti, recentemente convertitesi a Scientology, hanno commesso un suicidio multiplo lanciandosi nel vuoto in un sobborgo di Mosca, e non sono contenti di leggere di quella donna della Florida che, in Novembre, è stata trattenuta contro la sua volontà per 17 giorni in un ritiro della chiesa ed è morta per grave disidratazione.

I russi apprezzano l'aiuto dei pentecostali che sono corsi in aiuto di decine di vittime delle inondazioni che hanno colpito la Siberia, la scorsa primavera. Ma si sono offesi quando i leader locali della chiesa si sono impossessati di un municipio minacciando un suicidio di massa nel caso l'amministrazione cittadina non li avesse pagati per il loro aiuto. Il portavoce dei pentecostali in Russia è stato altrettanto critico verso il comportamento dei suoi correligionari. «Ricatto, invito al suicidio di massa - questi metodi illegali non possono essere usati...né dagli evangelici cristiani né dai fedeli in generale» ha dichiarato a Mosca Vladimir Murza. 

La chiave potrebbe essere cercare di capire e rispettare la Russia per quella che è - con le sue tradizioni secolari, la sua storia ricca e spesso tragica, gli enormi problemi attuali e l'orgoglio ferito - e comportarsi di conseguenza.

«Esistono certi confini che i gruppi religiosi stranieri che vogliono installarsi qui  dovrebbero considerare attentamente prima di venire» ha detto mercoledì lo storico moscovita Nikolai Ivashov. «Sono sicuro che sia la stessa cosa in molti altri paesi. Molestare le persone per le loro credenze mi trova in completo disaccordo, ma non apprezzo quando uno straniero irrompe a casa mia e pretende di insegnarmi cosa è giusto e cosa è sbagliato. Prendiamoci un tè insieme e chiacchieriamo da buoni vicini.»

 
 
 
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