In ottemperanza al provvedimento 08/05/2014 Garante per la protezione dei dati personali, si avvisa il lettore che questo sito potrebbe utilizzare cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche anonime. Proseguendo con la navigazione si accetta l'uso dei cookie.
Il Rapporto Guyard - "Le Sette in Francia"
 
Doc. N. 2468, redatto a nome della Commissione di Inchiesta sulle Sette. Riportato alla Presidenza dell'Assemblea Nazionale il 22 Dicembre 1995, e rilasciato a Parigi nel 1996.
 
Compongono la Commissione: Sigg. Alain Gest, presidente, Jean-Pierre Brard, Sig.ra Suzanne Sauvaigo, vice presidenti, Sigg. Eric Doligé, Rudy Rooms, segretari, Jacques Guyard, relatore; Sigg. Jean-Claude Bahu, Pierre Bernard, Raoul Béteille, Sig.ra. Christine Boutin, Sigg. Jean-Pierre Brard, Jean-Franšois Calvo, Rene Chub, Sig.ra Martine David, Sigg. Pierre Delmar, Bernard Derosier, Eric Doligé, Jean-Pierre Foucher, Jean Geney, Alain Gest, Jean Gravel, Jacques Guyard, Pierre Lang, Gerard Larrat, Claude-Gerard Marcus, Thierry Mariani, Sig.ra Odile Moirin, Sigg. George Mothron, Jacques Myard, Sig.ra Catherine Nicolas, Sigg. Francisque Perrut, Daniel Picotin, Marc Reymann, Marcel Castlings, Rudy Rooms e Sig.ra Suzanne Sauvaigo.
 
Traduzione (prima edizione, a cura di Martini) e HTML © Allarme Scientology.
 
Nota: pur ritenendo opportuno rinviare gli interessati al documento originale, o invitarli in alternativa a consultare la trasposizione in lingua inglese accessibile on-line, abbiamo convenuto di tradurre e pubblicare a scopo divulgativo il "Rapporto Guyard" francese. Si tratta di un lavoro importante, frutto di riflessione e di indagine, che non mancherÓ di influenzare il resto dell'Europa. È stato redatto da una apposita Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulle Sette, e rilasciato a Parigi nel 1996. Ha già condotto alla costituzione nel 1996 di un Osservatorio Interministeriale sulle Sette, e alla promozione di campagne di informazione.
 
 
 
 
 
 
INTRODUZIONE
 
Il 19 aprile 1993 a Waco, Texas, 88 membri della setta Branch Davidian sono morti suicidi o a seguito di un confronto con la polizia; il 4 ottobre 1994 in Svizzera e Canada 53 membri della setta del Tempio Solare si sono suicidati o sono stati uccisi; il 5 marzo 1995 undici persone sono morte e 5.000 sono rimaste intossicate nell'attentato al gas nervino perpetrato dalla setta Aum nella metropolitana di Tokyo; senza rivolgerci ad episodi più remoti - ma chiunque ricorda ancora il suicidio collettivo dei 923 membri del Tempio del Popolo nel 1978, in Guyana - abbiamo elencato le attività criminali più serie di cui alcune sette si sono macchiate negli ultimi tre anni. Quando si verificano queste cose i media si affrettano ad indagare il fenomeno settario, l'opinione pubblica - giustamente - si mobilita, in seguito l'attenzione scema fino al successivo episodio spettacolare che sarà sottoposto alla stessa trafila. Tuttavia, nel frattempo, un certo numero di sette continua insidiosamente a perpetrare le sue malefatte quotidiane nella quasi totale indifferenza generale.
 
Il rapporto redatto da Alain Vivien su richiesta del Primo Ministro, rilasciato nel 1985 con il titolo Sette in Francia: Espressione di Libertà Morale o Fattori di Manipolazione, che presentava un quadro del fenomeno cultistico e analizzava i suoi principali aspetti, ancor prima di avanzare un determinato numero di proposte, ha avuto il grande merito di costituire il primo studio accurato e obiettivo sui pericoli delle sette, e di allertare autorità e opinione pubblica su una realtà la cui forza era fino ad allora a malapena conosciuta. Siamo qui ora, dopo più di dieci anni dalla pubblicazione di quel documento, e siamo costretti a notare che le misure raccomandate all'epoca sono rimaste per lo più lettera morta, nonostante la loro rilevanza e semplicità; le sette continuano a prosperare e sfruttare, per i loro sempre maggiori profitti, il disagio in cui l'evoluzione della nostra società trascina molti dei nostri contemporanei, pronti a permettere che qualcuno li inganni con l'apparente spiritualità di un linguaggio da cui ricavano l'illusione che possa soddisfare le loro aspettative.
 
L'Assemblea Nazionale trova pertanto legittimo preoccuparsi di valutare un fenomeno sulla cui evoluzione, dal rapporto del Sig. Alain Vivien, poco si conosce, allo scopo di stimare i pericoli a cui individui e società vengono esposti, e per stilare un rapporto sulle misure necessarie per contrastarli. Pertanto l'Assembrea Nazionale ha istituito, adottando all'unanimità la mozione presentata dal Sig. Jacques Guyard e dai rappresentanti del gruppo socialista il 29 giugno scorso, una Commissione di Inchiesta «incaricata di studiare il fenomeno delle sette e di proporre, se necessario, l'adattamento dei codici in vigore».
 
Costituita l'11 luglio scorso, il 18 luglio la Commissione ha deliberato di organizzare il corso dei propri lavori, di porre sotto il vincolo della segretezza l'insieme delle udienze che avrebbe tenuto in modo da concedere la maggiore libertà di parola possibile alle persone a cui avrebbe chiesto di testimoniare. Mantenendo l'impegno assunto con i testimoni, il rapporto non comprenderà pertanto in appendice i verbali delle udienze che hanno alimentato le riflessioni della Commissione, e neppure l'elenco delle persone che hanno reso testimonianza. Nello stesso spirito, nel rapporto non verrà menzionata la provenienza dei commenti citati.
 
A queste condizioni, sono state condotte venti udienze, per una durata complessiva di ventuno ore. Esse hanno permesso alla Commissione di raccogliere informazioni, esperienze e analisi di persone che hanno parlato a vario titolo, con una specifica conoscenza del fenomeno delle sette: esperti amministrativi, medici, avvocati, uomini di chiesa, rappresentanti di associazioni per l'assistenza alle vittime delle sette e, naturalmente, alcuni ex seguaci di movimenti e leader di associazioni cultistiche. La Commissione, inoltre, ha richiesto l'aiuto di diverse amministrazioni per cercare di raffinare al meglio la sua conoscenza nel campo dello studio intrapreso. Va sottolineato che le richieste sono state accolte con partecipazione e zelo non uniformi. Se il Ministero degli Affari Sociali, quello degli Esteri, la Prefettura della Polizia di Parigi e, in particolare, il Ministero degli Interni (Dipartimento Centrale di Informazioni Generali) hanno supportato in misura assai efficace la Commissione nelle sue ricerche e riflessioni, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Dipartimento Generale delle Imposte) e il Ministero della Giustizia (Dipartimento degli Affari Penali e Grazie) hanno trasmesso con considerevole ritardo le informazioni in loro possesso.
 
Così come presentato in questo rapporto, il risultato del lavoro complessivo intrapreso dalla Commissione deluderà quanti aspettavano di trovarvi rivelazioni o nuovi aneddoti. La Commissione non possedeva i mezzi e, in aggiunta, non rientrava nei suoi compiti dedicarsi alla ricerca o chiamare in causa aspetti che ricadono sotto la competenza dei sevizi di polizia, o - quando necessario - della giustizia. Basandosi sul lavoro derivato dal notevole interesse posto in essere dalla Direzione Centrale delle Informazioni Generali, sulle ricerche e analisi effettuate da specialisti di varie discipline e, infine, sulle testimonianze orali e scritte di persone che hanno vissuto in prima persona all'interno di una setta o di quanti hanno conosciuto o conoscono questa esperienza da vicino, la Commissione ha cercato di apprendere al meglio delle sue capacità una realtà in movimento, complessa e spesso mascherata.
 
Come si vedrà, al principio la Commissione si è scontrata con la difficoltà, nel delimitare il suo campo di studio, di dare una definizione al termine "setta". Nonostante questo, ha cercato di non farsi dissuadere da quel che di fatto è solo un falso ostacolo, e di percorrere con perseveranza un cammino empirico che alcuni potrebbero giudicare insufficientemente ambizioso, ma la cui modestia cela la preoccupazione di essere realisti ed efficaci. Pertanto la Commissione ha cercato, senza voler costituire un sistema, senza pregiudizi di alcun genere e stando molto attenta a non procedere con generalizzazioni offensive o cadere nella paranoia, di stimare i contorni di un fenomeno che, sebbene difficile da comprendere, sembra svilupparsi, prima ancora di rilevare che esso comporta forme diversificate ed è spesso caratterizzato da pratiche pericolose e, al termine, indicare gli strumenti atti a rispondere adeguatamente a questi pericoli.
 
 
 
 
 
 
I. - UN FENOMENO CHE, SEPPUR DIFFICILE DA COMPRENDERE, SEMBRA SVILUPPARSI
 
Per prima cosa la Commissione ha cercato di stimare l'attuale portata del fenomeno delle sette e, alla luce di alcune sue caratteristiche così come della sua recente evoluzione, di evidenziare le probabili tendenze di sviluppo. A dispetto delle difficoltà che ha incontrato nel definire il fenomeno oggetto dello studio e nel valutarlo, alla Commissione pare che esso celi potenzialità di espansione che debbano giustificare una maggiore vigilanza da parte delle pubbliche autorità.
 
 
 
A. - UN FENOMENO DIFFICILE DA DEFINIRE
 
Per prima cosa, l'approccio al fenomeno delle sette presume, come qualsiasi altro, che il concetto sia definito con precisione.
 
Tuttavia ogni studio, tutti i lavori dedicati alle associazioni note come sette riconoscono la difficoltà di compiere un simile passo, difficoltà con cui la Commissione si è misurata per l'intera durata del suo lavoro: in verità il concetto di setta, particolarmente difficile da definire nel linguaggio corrente, è del tutto sconosciuto alla legislazione francese.
 
Di conseguenza questa situazione non poteva che rendere ancora più arduo il compito della Commissione. Avendo incontrato questa difficoltà fin dall'inizio del suo lavoro, la Commissione non desiderava tuttavia lasciarsi imbrigliare nell'alternativa a cui condurrebbe per logica: o cercare di dare al concetto di setta una definizione legale volta ad essere impiegata come base per il suo lavoro, con il rischio di scontrarsi con il principio della libertà di coscienza, oppure considerare di non poter continuare in modo valido a lavorare a causa dell'impossibilità di provenire a tale definizione. La Commissione ha, con modestia ma anche con attenzione per la sua efficacia, seguito un percorso empirico rilevando l'esistenza di diverse organizzazioni comunemente chiamate sette, e al contempo ha cercato di definire i contorni di quanto può essere compreso sotto questo termine, in modo da stabilire i caratteri che giustificano l'interesse, anche quelli che sono fonte di preoccupazione.
 
 
 
1. - Impossibilità di una definizione legale
 
L'assenza di una definizione legale di setta nella legislazione deriva dalla concezione francese della nozione di laicismo.
 
L'origine di questo approccio deve essere ricercato nell'articolo 10 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e dei Cittadini, che sancisce che «nessuno dovrebbe essere infastidito per le sue opinioni, anche religiose, a patto che le loro manifestazioni non arrechino disturbo alla legge e all'ordine istituito dalla legge.» Pertanto gli estensori della Dichiarazione hanno posto con chiarezza il principio della neutralità dello Stato e della sua discrezione in materia di convinzioni religiose.
 
Questo atteggiamento va integrato con un approccio di carattere più positivo che affida allo Stato la responsabilità di assicurare ad ognuno il libero esercizio della religione di sua scelta; l'articolo 2 della Costituzione del 4 ottobre 1958 sancisce che la Repubblica Francese «assicura l'uguaglianza al cospetto della legge dei suoi cittadini, senza riferimento a nascita, razza o religione» ed essa «rispetta tutte le credenze». Questa dichiarazione costituzionale, più recente, è stata sottolineata anche nel preambolo della Costituzione del 1946, il quale, qualsiasi sia il dibattito correlato alle sue conseguenze legali, richiamava l'attaccamento dei francesi alla dichiarazione del 1789 e ai «principi fondamentali riconosciuti dalle leggi della Repubblica».
 
Lo status legale dei culti che consegue a questo tipo di concezione di laicismo è contenuto per intero nei primi due articoli della legge del 9 dicembre 1905 relativa alla separazione tra Stato e Chiesa, che dispone che «La Repubblica assicura la libertà di coscienza [...] e garantisce il libero esercizio dei culti» (Articolo 1), e che «non riconosce, non finanzia e non sovvenziona alcun culto» (Articolo 2).
 
Il principio di neutralità dello Stato pertanto vuol dire che le credenze religiose non sono un fatto pubblico soggetto alle restrizioni correlate al rispetto della legge e dell'ordine, e che la religione concerne i soli individui, e unicamente la sfera privata dei cittadini.
 
Con questo si spiega come lo Stato, fedele all'"indifferenza" mostrata in materia di religioni, non abbia mai presentato una definizione legale di queste ultime. Se le dottrine sostengono di essere caratterizzate dall'incontro di elementi soggettivi (fede, credenza) e di elementi oggettivi (il rito, la comunità), la definizione di religione non può essere presa in nota dalla legge sostantiva.
 
Quest'ultima si restringe a regolare il funzionamento delle strutture legali, così come alle pratiche sociali che costituiscono il sostegno delle religioni (associazioni - culturali o meno -, congregazioni religiose); non fa alcuna distinzione legale tra i vari culti, e tra essi non persegue alcuna discriminazione, di carattere positivo o negativo.
 
È pertanto immaginabile l'impossibilità legale che ne consegue di definire i criteri che permettono di riconoscere le forme sociali che possono condurre all'esercizio di credenze religiose, e distinguere una Chiesa da una setta.
 
La Commissione di Inchiesta ha pertanto dovuto affrontare fin dal principio dei suoi lavori il paradosso di dover operare in un settore non esistente dal punto di vista giuridico. La sua posizione era fra le più delicate: il concetto, impossibile da definire nell'ambito del diritto, è difficile da trattare anche nel linguaggio corrente.
 
 
 
2. - Imprecisione e diversità delle definizioni derivate dal linguaggio corrente
 
Il concetto di setta, anche nel linguaggio comune, è equivoco; e indubbiamente vari livelli di analisi non sono sufficienti per testimoniare la diversità - e la ricchezza - del concetto.
 
 
 
a) Approccio etimologico
 
Lo studio etimologico dimostra che il termine "setta" apparve verso il 13░-14░ secolo e può essere connesso a due radici latine: una relativa al verbo "seguire", e l'altra al verbo "tagliare".
 
L'esitazione sull'origine semantica avvolge ancora oggi i dizionari.
 
È significativa la definizione offerta dal dizionario Littré, secondo il quale una setta è «l'insieme delle persone che fanno professione delle stesse dottrine» o «che seguono un'idea definita di eresia o di errore».
 
Il dizionario Robert distingue tra chi «segue le medesime dottrine all'interno di una religione» e chi «professa le stesse dottrine».
 
In ogni caso le due presunte origini del concetto introducono, simultaneamente o alternativamente, le idee di credenza comune e/o di rottura nei confronti della credenza precedente.
 
È su questo concetto di rottura che il dizionario delle religioni (PUF, 1984) insiste, definendo una setta come «nel senso originale, un gruppo che pone in discussione dottrine e strutture della Chiesa. Generalmente implica dissidenza. In senso più ampio, qualsiasi movimento religioso di minoranza».
 
 
 
b) Approccio sociologico
 
La sociologia definisce una setta come un gruppo in opposizione a una Chiesa. Pertanto Max Weber ha specificato questi due concetti, ponendoli uno di fronte all'altro; a suo parere Chiesa è una istituzione che privilegia l'estensione della sua influenza, laddove una setta è un gruppo contrattuale che accentua l'intensità della vita dei suoi membri.
 
Ernst Troeltsh continuò il lavoro di Weber e sottolineò che la Chiesa è pronta, al fine di allargare il suo seguito, ad adattarsi alla società e a stringere compromessi con gli Stati. Una setta, al contrario, si situa in una posizione chiusa nei confronti della società in generale e tende a rifiutare ogni collegamento con essa, e anche ogni forma di dialogo. Adotta un atteggiamento simile nei confronti delle altre religioni, cosicché in questo senso l'ecumenismo potrebbe essere impiegato come criterio per distinguere una Chiesa da una setta.
 
 
 
c) Approccio basato sulla pericolosità delle sette
 
Il termine "settario" comparve durante le guerre di religione ed imprime una connotazione fortemente peggiorativa. Viene applicato ai membri di una setta caratterizzata da intolleranza, adesione cieca e mentalità ristretta.
 
Il linguaggio moderno è stato influenzato fortemente da questa connotazione peggiorativa: oggigiorno il termine "setta" fa riferimento a minoranze religiose o a movimenti pseudo-religiosi di recente apparizione, secessionisti o meno.
 
Il dibattito relativo a "sette pericolose" o a "tendenze settarie" accentua ulteriormente l'aspetto peggiorativo del concetto. Diverse persone sentite dalla Commissione, hanno illustrato in sua presenza approcci alla definizione di setta basati sulla pericolosità dei movimenti. Una di esse ha formalizzato il risultato di questo approccio, fornendoci una definizione di setta:
 
«Gruppi che mirano ad operazioni di destabilizzazione mentale allo scopo di ottenere dai loro seguaci un'obbedienza incondizionata, riduzione dello spirito critico, rottura con le referenze comunemente accettate (etiche, scientifiche, civiche, educative), e che implicano pericoli per libertà personale, per la salute, l'educazione e le istituzioni democratiche. Questi gruppi usano maschere filosofiche, religiose o terapeutiche per dissimulare i loro obiettivi, e influenzare e sfruttare i seguaci».
 
Da questo punto di vista, l'accento è posto ulteriormente sul carattere insidioso della tendenza settaria, poiché è arduo tracciare un confine tra operazioni "legittime" e la zona di pericolo, vale a dire fra:
 
 
  • Libera associazione e gruppo coercitivo;

  • Convinzione e certezza assoluta;

  • Impegno e fanatismo;

  • Il prestigio del capo e il culto del guru;

  • Decisioni volontarie e scelte completamente indotte;

  • Ricerca di alternative (culturali, morali, ideologiche) e rottura con i valori della società;

  • Appartenenza leale al gruppo e obbedienza incondizionata;

  • Abile persuasione e manipolazione programmata;

  • Linguaggio di mobilitazione e non-linguaggio ("linguaggio caricato");

  • Lo spirito di corpo e il gruppo fuso insieme [amalgamato senza individualità].
 
 
Si evince fino a che punto sia difficile, a queste condizioni, ragionare con obiettività, collocarsi tra volgarizzazione e demonizzazione, cecità e tolleranza offensiva da una parte, sospetto generalizzato dall'altra: tuttavia, è questa la strada che la Commissione ha intrapreso.
 
 
 
d) L'approccio scelto dalla Commissione
 
La Commissione ha notato che la difficoltà di definire il concetto di setta è stata sottolineata da tutti coloro che ha ascoltato, eccetto naturalmente per i seguaci e i leader di sette che negano questa caratteristica al loro gruppo (mentre sono in grado di riconoscerla negli altri), e preferiscono far ricorso a termini come "chiesa" o "minoranza religiosa".
 
La Commissione non afferma di essere riuscita dove coloro che da anni lavorano sulla questione delle sette non sono giunti, vale a dire a fornire una definizione "obiettiva" di setta che sia accettata da tutti. Il lavoro della Commissione, pertanto, si basa su un certo numero di scelte etiche che non cerca di dissimulare.
 
Tra gli indicatori che rendono possibile concretizzare un sospetto che finisce per descrivere come setta un movimento che si presenta in forma di religione, ha ritenuto di approvare i criteri impiegati da [il Dipartimento Generale di] Informazioni Generali nell'analisi del fenomeno settario a cui questo servizio è preposto, e che sono stati comunicati alla Commissione:
 
 
  • Destabilizzazione mentale;

  • Carattere esorbitante delle richieste finanziarie;

  • Isolamento dalla società;

  • Pericoli per la salute fisica;

  • Intruppamento dei minori;

  • Linguaggio antisociale in forma più o meno accentuata;

  • Pericoli per l'ordine pubblico;

  • Rilevanza accordata alle dispute legali;

  • Possibile intralcio dei circuiti economici tradizionali;

  • Tentativi di infiltrare le pubbliche autorità.
 
 
La Commissione, essendo la definizione di setta dimostratasi ardua sotto molteplici aspetti, insiste sul fatto di aver condotto il suo lavoro preoccupandosi di non appoggiare le definizioni di setta suggerite dai suoi interlocutori, impegnati a vario titolo nella promozione delle nuove religioni o nella lotta contro i loro eccessi - reali o presunti. Era cosciente del fatto che né l'evoluzione, né l'esiguo numero dei seguaci e neppure l'eccentricità potessero essere ritenuti criteri che rendessero possibile descrivere un movimento religioso come setta; le maggiori religioni contemporanee sono spesso state, ai loro esordi, sette con un piccolo numero di seguaci; molti dei riti oggi accettati e socialmente permessi, alla loro origine possono aver causato contrarietà e opposizioni.
 
Il campo di studio della Commissione è stato pertanto circoscritto volontariamente a un certo numero di associazioni che si riuniscono in genere attorno a un leader spirituale, alcuni suddividendo lo stesso credo in un essere o in un certo numero di idee trascendenti, che si collocano o meno in posizione di rottura con le "religioni tradizionali" (Cristianesimo, Islamismo, Induismo, Buddismo) che sono state escluse da questo studio e su cui, in un momento o nell'altro, ha pesato il sospetto di attività contrarie alla legge e all'ordine pubblico, o contrarie ai diritti personali dell'individuo.
 
La difficoltà di dare una definizione al concetto di setta, che sarà tuttavia impiegato nel proseguo di questo rapporto, ha portato la Commissione a mantenere un raggio di indicatori, ciascuno dei quali potrebbe dare adito a lunghe discussioni. [La Commissione] ha pertanto preferito, a rischio di offendere alcune suscettibilità o di condurre un'analisi parziale della realtà, impiegare la definizione comune che la pubblica opinione attribuisce al concetto.
 
Avendo osservato le difficoltà incontrate quando si è tentato di definire il fenomeno, la Commissione non poteva rischiare di interrompere il suo lavoro. Questo atteggiamento sarebbe stato sicuramente fonte di distrazione e, inoltre, avrebbe ostacolato la Commissione nell'analizzare i problemi reali sollevati dallo sviluppo di un certo numero di associazioni.
 
Difficile com'è da definire, il fenomeno delle sette non può, inoltre - ma anche di fatto - essere quantificato con precisione.
 
 
 
B. - UN FENOMENO DIFFICILE DA QUANTIFICARE
 
Ogni tentativo di quantificazione globale del fenomeno delle sette incontra parecchi ostacoli, che necessitano una breve descrizione.
 
L'inaccuratezza che circonda la definizione del concetto costituisce naturalmente il primo ostacolo: come quantificare un fenomeno di cui non esiste una definizione accettata da tutti? In secondo luogo è difficile quantificare l'attività di associazioni multiple che gravitano attorno a questo o a quel movimento e distinguere, per esempio, chi regolarmente partecipa come ascoltatore a conferenze organizzate da un'associazione vicina a una setta dai seguaci di quest'ultima. Terzo, la scelta dei criteri da impiegare per quantificare il fenomeno è piuttosto casuale: l'ammontare da quantificare è quello dei seguaci o quello dei simpatizzanti, per supporre che l'uno o l'altro di questi due concetti possa avere una definizione soddisfacente? Tenendo conto dell'impatto familiare o sociale del fenomeno, va incluso l'entourage delle persone direttamente interessate, al fine di stimare correttamente il numero delle "vittime"?
 
Inoltre le stesse sette non sempre sono in grado di quantificare con relativa precisione il numero dei loro membri. Diversi indicatori rendono addirittura possibile affermare che alcune di esse lo gonfiano artificialmente al fine di accreditare l'idea di un seguito che in realtà non hanno, laddove altre minimizzano volontariamente il numero allo scopo di non attirare l'attenzione delle autorità pubbliche.
 
Il seguito reale delle diverse sette non può, infine, essere quantificato solamente con il metro del criterio numerico: l'establishment internazionale della setta, le sue capacità finanziarie, le sue eventuali strategie di infiltrazione contribuiscono in maniera determinante sul suo seguito, sulla sua capacità di interferenza, sul suo pericolo.
 
Queste riserve metodologiche sono tuttavia necessarie per meglio circoscrivere, a livello quantitativo, il fenomeno settario. Alla Commissione sono stati comunicati due tipi di valutazione: il primo è il risultato delle osservazioni compiute dalla Direzione Centrale di Informazioni Generali; il secondo, più indiretto, degli studi di alcuni esperti.
 
 
 
1. - Valutazione di Informazioni Generali
 
Il fenomeno settario è oggetto, da svariati anni, di una regolare azione di indagine supplementare da parte di Informazioni Generali. Tuttavia l'attualità del fenomeno e i mezzi limitati del DCRG [Direction Centrale des Renseignements General] non permettono un frequente lavoro di analisi.
 
Fino ad oggi sono state tracciate due valutazioni, una nell'ambito dello sviluppo del rapporto del Sig. Alain Vivien Sette in Francia del 1982, l'altra su richiesta della Commissione di Inchiesta. L'analisi assai completa e ben realizzata consegnata da Informazioni Generali mantiene una definizione di setta basata sui presunti pericoli dei vari movimenti, dedotta essa stessa dall'esistenza di uno o più indicatori tra i seguenti: destabilizzazione mentale, richieste finanziarie esorbitanti, rottura con l'ambiente di origine, attacchi all'integrità fisica, arruolamento di minori, linguaggio antisociale, disturbo della legge e dell'ordine, dispute legali, intralcio dei circuiti economici, infiltrazione dell'autorità pubblica. Su questa base sono state elencate, nell'ambito di ogni dipartimento metropolitano, associazioni che rispondevano ad almeno uno di questi dieci criteri.
 
Inoltre per ogni movimento si è fatto distinzione tra "organizzazione madre" e le diverse "affiliate sussidiarie" che ruotano attorno alla prima, e tra "ufficiali" (emissarie locali che portano il nome della setta) o "mascherate" (diverse associazioni, addirittura società civili o commerciali). Le diverse "organizzazioni madre" sono state inoltre oggetto di valutazione quantitativa che permettesse di classificarle tra quelle che contavano meno di 50 seguaci, tra 50 e 500 seguaci, tra 500 e 2.000, oltre 2.000. Dobbiamo dire che in Francia solamente il movimento dei Testimoni di Geova supera i 10.000 affiliati (il numero viene stimato attorno a 130.000).
 
Perlopiù i movimenti esoterici o quelli collegati all'antroposofia, sebbene a volte attraggano individui deboli con "avances settarie", non sono stati menzionati a causa della loro oggettiva innocuità. Allo stesso modo è stata esclusa da questo studio la stragrande maggioranza dei gruppi che affermano di essere esclusivamente New Age, molteplici e con seguito spesso confidenziale, perché trattasi ancora di "frange settarie".
 
L'ammontare che il Dipartimento ha calcolato a livello nazionale rende possibile compilare alcune tabelle iniziali: la prima mostra il numero delle sette, la seconda il numero dei loro seguaci, l'ultima le dinamiche del movimento.
 
 
 
Le strutture delle sette
 
Il numero dei movimenti elencati dal DCRG e rispondenti ad almeno uno dei criteri di pericolo sopra indicati ammonta oggi a 172 "organizzazioni madre". L'inclusione nello studio delle "affiliate sussidiarie" rende possibile evidenziare l'esistenza, in Francia, di un'autentica "nebulosa settaria" che conta più di 800 satelliti. Uno studio della distribuzione geografica delle sette evidenzia che il fenomeno non è uniformemente distribuito sul territorio francese.
 
Le organizzazioni madre si concentrano essenzialmente in quattro grandi aree (si veda la Tavola 1):
 
 
 
 
  • La prima comprende l'Ile-de-France e i suoi dipartimenti confinanti, sino alla Manche e a parte della Bretagna;
  •  
  • La seconda si irradia attorno all'estuario della Gironda fino a toccare il nord dell'Aquitania e il sud dell'area del Poitou-Charentes;
  •  
  • La terza traccia un raggio che si estende alla quasi totalità della zona Provenza-Costa Azzurra;
  •  
  • La quarta infine è circoscritta a due dipartimenti della Lorena, alla Mosella e alla Meurthe.
 
 
Viceversa le zone Centro, Nord-Pas-de-Calais, Maine e Loira, Franche-Comté appaiono relativamente immuni. L'inclusione nella rappresentazione cartografica delle "affiliate sussidiarie" non modifica la rappresentazione del fenomeno settario, anche se accresce l'impressione di diffusione sul complesso del territorio nazionale (Tavola 2).
 
 
 
 
L'impressione aumenta ancora se si associa a quest'ultima rappresentazione cartografica l'influenza rappresentata dai Testimoni di Geova, i cui luoghi di culto ("Sale del Regno") sono numerosi in diverse regioni poco toccate dal restante fenomeno cultistico, in particolare il Calvados, il Finistére, i Pirenei Atlantici, il Doubs (Tavola 3).
 
 
 
 
I seguaci delle sette
 
Mentre è difficile elaborare un conteggio preciso, ancora più arduo è distinguere il vero seguace dal discepolo occasionale o dal semplice simpatizzante. Informazioni Generali stima a 160.000 il numero dei seguaci almeno occasionali, e a 100.000 il numero dei simpatizzanti. Tuttavia è necessario raffinare ulteriormente questi risultati, facendo notare che l'80% dei movimenti raccoglie meno di 500 seguaci, e circa 60 sette ne hanno addirittura meno di 50. Si evidenzia perciò una concentrazione del fenomeno delle sette in quaranta movimenti che, come si vedrà, sono quelli che generalmente rispondono a parecchi dei criteri di pericolo.
 
Il seguente elenco presenta, classificati in ordine alfabetico e in sezioni per numero di seguaci, quei movimenti che possono, secondo il metro dei criteri definiti, essere descritti come settari.
 
 
Movimenti settari con meno di 50 seguaci
 
Alliance Rose Croix / Association Recherches Culturelles [Alleanza Rosacroce/Associazione di ricerca culturale]
AMPARA
Association Culturelle ALPHA
Association de soutien à l'oeuvre de Sundari - L'Ecole de l'essentialisme [Associazione di sostegno al lavoro di Sundari - Associazione della Scuola di Essenzialismo]
Association Le Droit de survie [Associazione Diritto a sopravvivere]
Association spirituelle d'Haidyakhan
Centre d'applications psychiques "RaphaŰl" [Centro di Applicazioni Psichiche "Raphael"]
Centre d'épanouissement et aide Franšois de Sales
Centre de développement humain [Centro di Sviluppo Umano]
Centre de thérapie Dalmatie
Clé de l'univers [Chiave dell'Universo]
Club prélude à l'Age d'or [Club del Preludio all'Età dell'Oro]
Communauté de la Thébaide [Communità di Tebaide]
Communauté Les boucheries [Comunità dei Macellai]
Cosmicia
Cosmos - Intuition - Ailes
Dakpo Shampa Kadgyu
Ecole de la préparation de l'évacuation extra terrestre [Scuola di Preparazione all'Evacuazione Extra-Terrestre]
Eglise Khristique de la Jérusalem Nouvelle ordre de Raolf, d'Arnold et d'Osmond [Chiesa Cristica della nuova Gerusalemme dell'Ordine di Raolf, Arnold e Osmond]
Eglise philosophique Luciférienne [Chiesa Filosofica Luciferina]
El - Etre son corps [El - Essere il proprio Corpo]
Emissaries of the divine light [Emissari della Luce divina]
Enseignement et thérapie de recherches évolutives [Insegnamento e terapia della ricerca evolutiva]
Etre-Exister-Energétique [Essere-Esistere-Energetica]
Fondation Saint-germain
Grande loge souveraine internationale magique et theurgique de rite égyptien - Cagliostro [Grande Loggia Sovraregno Internazionale Magia e Teurgica del Rito Egiziano - Cagliostro]
Ermitage du Christ de la paix [Eremo del Cristo della Pace]
Imagine
Insight seminars - Innergy
Institut de psychanimie
Institut de recherches psychanalytiques [Istituto di Ricerca Psicoanalitica]
Institut Frank Natale
Kofuku no kagaku (institut pour la recherche du bonheur de l'homme) [Istituto per la ricerca della Felicità Umana]
L'arbre au milieu [L'albero dell'ambiente]
La nouvelle ère [La Nuova Era]
Le suicide des rives [il suicidio delle rive]
Landmark education international - Le forum
Le club des surhommes [Il Club di A-proposito-dell'uomo]
Le village du verseau [The Village of Aquarius]
Les amis de la confrérie Saint-Andréas [Gli Amici della Confraternita di Sant'Andrea]
Les amis de Marie - Les pauvres de Marie [Gli Amici di Maria - I Poveri di Maria]
Les croisés de la nouvelle Babylone [I Crocefissi della Nuova Babilonia]
Les jardins de la vie [I Giardini della Vita]
Loisirs et santé - Le corps miroir [Piacere e Salute - Lo Specchio del Corpo]
Lumière dorée [Luce dorata]
MAEV
Méthode Sylva de contr˘le mental [Silva Mind Control]
Ordonnance des scribes scientifiques et des mystères initiatiques [Ordine degli Scribi Scientifici e dei Misteri Iniziatici]
Ordre des chevaliers de France et de la Trinité Sainte [Ordine dei Cavalieri di Francia e della Santa Trinità]
Ordre du temple universel [Ordine del Tempio Universale]
Red concept limited
Révélation de la 7ème heure [Rivelazione della Settima Ora]
Sanctuary
Savoir changer maintenant [Redentore per Cambiare Ora]
Shinji Shumeikai France
Spiritual Emergence Network France - Respiration holotropique [Respirazione Olotropica]
Viveka
 
 
Movimenti settari con 50-500 seguaci
 
Amis de la croix glorieuse de Dozule [Amici della Gloriosa Croce di Dozule]
Arche de Marie
ASPIRAL
Association de défense des libertés d'expression dans l'institution franšaise (ADLEIF)
Association de méditation en France
Association Nouvelle Acropole France (ANAF) [Associazione Nuova Acropoli]
Association pour l'unification du christianisme mondial
Association pour la promotion des arts industrieux (APPAI)
Association pour la recherche et l'étude de la survivance (APRES)
Association Vo Vi de France - Amis de la Science du non ŕtre de France
ATHANOR
AZAZEL INSTITUTE INC
Centre d'Etudes Gnostiques [Centro di Studi Gnostici]
Centre d'information OSHO [Centro d'Informazione OSHO]
Centre de documentation et d'information et de contact pour la prévention du cancer
Centre de méditation Mahatayana [Centro di meditazione Mahatayana]
Centre du cygne Djivana Prana - Source de vie
Centre du Paraclet
Centre international de parapsychologie et de recherche scientifique du Nouvel Age
Cercle initiatique de la licorne Wicca occidentale
Comètes oxygènes - Le moulin du soleil
Communauté pour la propagation de la vie universelle
Communion de satonnay
Eckankar France
Eija
Energie et création - Energie et créativité
Energy world
Espace culturel Etre maintenant (ECEM)
Etude tradition et recherche en énergétique (E.T.R.E.)
Faculté de parapsychologie
Famille de Nazareth [Famiglia di Nazareth]
Fédération franšaise pour la conscience de Krishna [Federazione francese per la coscienza di Krishna]
Fédération internationale pour le développement de l'alimentation instinctive (FIDALI)
Fondation Elan vital
Harmonie holistique
Humana France - TVIND
Iesu no mitama kyokai (Eglise du Saint Esprit de Jésus) [Chiesa dello Spirito Santo di Gesù]
Institut de recherche physique et conscience
Institut de Saint-Preux
Institut des sciences holistiques de l'Ouest
Institut théologique de Nimes
L'Eglise à Paris
La famille (ex-enfant de Dieu) [The Family - ex Bambini di Dio]
La science du mental
La voie de la lumière (unité de recherches pour l'évolution de la lumière)
La voie internationale [The Way International]
Le grand logis
Lectorium rosicrucianum (Rose-Croix d'or) [Rosacroce d'oro]
Lumière du Maat
Maha Shakti Mandir
Mandala 33
Mission Swmi Atmananda Atma Bodha Satsanga
Mission Timothée
Mouvement humaniste
Office culturel de Cluny - Fédération nationale d'animation globale
Ogyen Kunzang Choling
Ordo Templi Orientis
Ordre apostolique - Therapeutic healing environment
Ordre du Graal ardent
Ordre du lys et de l'aigle
Ordre monastique d'Avallon
Ordre rénové du Temple (ORT)
Oxyon 777 (ex-Harmonia)
Paravidya sagesse suprŕme
Partage international communication
Philosophe de la nature
Reine de la paix - Ordre du coeur immaculé de Marie et de Saint Louis de Montfort
Reiyukai
Saint Bani
Saman
Seimeikyo Europe
Siderella
Sister mouvement rasta
Société holosophique de France
Star's edge international - Méthode Avatar
Sukyo Mahikari - Lumière de vérité
Tradition Famille Propriété [Tradizione Famiglia Proprietà, TFP]
Trans-mutations
Venture
Vital Harmony SA
 
 
Movimenti settari con 500-200 seguaci
 
Alliance universelle [Alleanza Universale]
ANTHROPOS - Association pour la recherche sur le développement holistique de l'homme
Association Subud de France - Susila Dharma France
Association Sri Chinmoy de Paris
Culte Antoiniste
Domaine d'Ephèse
Eglise évangélique de Pentec˘te de Besanšon [Chiesa Pentecostale Evangelica]
Eglise universelle de Dieu [Chiesa Universale di Dio]
Eglises du Christ international en France [Chiese Internazionali di Cristo in Francia]
Fraternité blanche universelle [Fraternità universale bianca]
Fraternité Notre Dame
Invitation à la vie intense
L'oeil s'ouvre
La maison de Jean
La parole de foi - Evangélisation mondiale
Mouvement du Graal en France
Ontologie méthodique culture et tradition [Ontologia metodica cultura e tradizione]
Paris Dharma Sah - Lotus Sangha of European social buddhism
Société internationale de trilogie analytique -sarl-
Union des associations centres et groupes Sri Sathya Sai [Unione delle associazioni, centri e gruppi Sri Sathya Sai]
Université spirituelle internationale des Brahma Kumaris
Vie chrétienne en France - Centre de vie chrétienne [Vita Cristiana in Francia - Centro di vita cristiana]
Viswa Nirmala Dharma - Sahaja Yoga
 
 
Movimenti settari con 2.000 - 10.000 seguaci
 
Association Lucien J. Engelmajet
CEDIPAC SA (ex-GEPM)
Chevaliers du Lotus d'or [Cavalieri del Loto d'Oro]
Communauté des petits frères et des petites soeurs du Sacré-coeur [Comunità dei piccoli fratelli e piccole sorelle del Sacro Cuore]
Eglise de scientologie de Paris [Chiesa di Scientology di Parigi]
Eglise néo-apostolique de France [Chiesa neo-apostolica di Francia]
Eglise universelle du royaume de Dieu [Chiesa universale del Regno di Dio]
Energie humaine et universelle France - HUE France
Institut de science vedique maharishi Paris - C.P.M. - Club pour méditants ("Meditazione Trascendentale")
Mouvement RaŰlien franšais [Movimento Raeliano francese]
Shri Ram Chandra Mission France
Soka Gakkai internationale France
 
 
Infine, il numero dei Testimoni di Geova può essere stimato in circa 130.000 unità.
 
 
 
Dinamiche del fenomeno settario
 
Si potrebbe ritenere a priori di valutare le dinamiche del fenomeno settario confrontando i due prospetti compilati, con un intervallo di 13 anni, da Informazioni Generali. Tuttavia diverse ragioni ci impediscono di riuscire a trarre conclusioni significative da tale confronto. Infatti:
 
 
  • L'inchiesta del 1995, a differenza di quella del 1982, non incorpora i risultati dell'indagine (in corso) nei DOM-TOM;
  •  
  • La minore sensibilizzazione sulla specificità del fenomeno settario di chi ha precedentemente indagato non ha reso possibile, nel 1982, comprendere nello studio le "affiliate sussidiarie mascherate";
  •  
  • La classificazione di certi movimenti considerati settari nel 1982 (dissidenti cristiani, antroposofia, gruppi esoterici) è stata riesaminata nel 1995. Viceversa, nel 1995 nuovi movimenti sono stati classificati come settari, laddove essi non apparivano tali nel 1982 (Associazione Lucien J. Engelmajer, detto "Il Patriarca"). La questione inoltre resta aperta per raggruppamenti comparsi di recente, non considerati nel 1995 (Grouping, Herbalife).
 
 
Possiamo discutere pertanto solo delle tendenze principali, che possono essere sintetizzate nella sottostante tabella:
 
 
 

1982

1995

Numero dei movimenti

~ 190

~ 170

Numero delle affiliate

non stimato

~ 800

Numero dei seguaci

~100.000

~160.000

Testimoni di Geova

75.000

130.000

Numero dei simpatizzanti

" 50.000

" 100.000

 
 
Particolarmente significativa sembra essere la moltiplicazione delle "affiliate sussidiarie" dei movimenti settari, molte più numerose oggi di quante ne furono identificate nel 1982, anche se non è stato stilato un elenco preciso. Come già si sapeva, il fenomeno dei "satelliti nascosti" all'epoca era in fase embrionale e, in generale, le sette erano sicuramente più diffuse di oggi. Come esempio si citerà che, secondo il DCRG, quasi 60 affiliate sussidiarie sono collegate alla Chiesa di Scientology.
 
L'incremento del numero di movimenti settari è innegabile. Lo studio tipologico (cfr. infra) mostra che questo aumento è dovuto in certa misura all'influenza dell'attuale "New Age", che ha visto crescere considerevolmente il numero delle sue strutture, anche se raccolgono soltanto un ridotto numero di seguaci.
 
La progressione dell'ammontare di seguaci e simpatizzanti è considerevole, considerato che è del 60% per i primi e del 100% per i secondi. Anche se non è possibile quantificarle con precisione scientifica, le dinamiche delle sette sono pertanto significative, qualsiasi sia il criterio adottato per valutarle. Questa valutazione è corroborata dalle osservazioni, di carattere più indiretto, degli esperti che hanno studiato il fenomeno settario.
 
 
 
2. - Valutazione di esperti diversi
 
Oggi due grandi associazioni hanno lo scopo di contrastare il fenomeno settario. La più antica è l'Unione Nazionale delle Associazioni per la Difesa della Famiglia e dell'Individuo (UNADFI), che raccoglie circa venti associazioni locali e fu fondata nel 1974. Sette anni più tardi fu istituito, su iniziativa di Roger Ikor a seguito della morte del suo giovanissimo figlio, vittima di una setta, il Centro Risorse, Educazione e Azione Contro la Manipolazione Mentale (CCMM).
 
Va aggiunto che altri esperti hanno una riconosciuta esperienza del fenomeno settario: medici, accademici, uomini di chiesa e giornalisti, appartenenti agli orizzonti più diversi.
 
La tavola che segue ricapitola le stime fornite sul numero dei seguaci di certe sette, che costituiscono di certo una sfumatura dei lavori pubblicati tra il 1977 e il 1987. Mostra chiaramente che nell'arco di questi dieci anni il presunto numero di seguaci di ogni setta è considerevolmente aumentato, esclusa la Missione della Divina Luce.
 
Inoltre l'UNADFI ha comunicato alla Commissione una statistica, per il 1995, del numero di seguaci delle principali sette presenti in Francia. Questo parziale censimento rivela, per le sole circa 30 sette citate, esclusi i Testimoni di Geova, un numero parziale superiore a 120.000. Questa stima appare pertanto considerevolmente maggiore di quella fornita da Informazioni Generali, che valuta intorno a 160.000 il totale dei seguaci dei 172 raggruppamenti che ha riconosciuto come sette.
 
La stessa variazione è percettibile per il numero delle strutture settarie, generalmente stimate tra 200 e 300 (uno degli interlocutori della Commissione ha addirittura avanzato la cifra di 1.000). L'affermazione che segue, rilasciata di fronte alla Commissione, ha evidenziato in maniera corretta l'importanza stimata del fenomeno settario come la difficoltà, allo stesso tempo, di coglierlo.
 
«È assai arduo quantificare numericamente il complesso settario. I massimalisti vedono sette dappertutto e pensano che centinaia di migliaia di francesi ne siano toccati. Io credo sia necessario essere più ragionevoli. Esistono indubbiamente forme un po' aberranti di religiosità che non sono sette, e il comportamento dei loro seguaci non è particolarmente straordinario e neppure condannabile. Direi che attualmente, in Francia, devono esserci tra le 200 e le 300 sette che hanno un seguito importante ed estremamente variato, che questi ambienti sono del tutto instabili poiché alcune, come tutte le organizzazioni dell'uomo, si sviluppano al contempo laddove altre muoiono, che esse vengono influenzate da stranieri, il che significa che passaggi di popolazioni straniere le portano appresso così come alcuni espatriati francesi le introducono nella patria dai loro paesi di origine. Tutte queste associazioni interessano, direttamente o indirettamente, circa mezzo milione di francesi. Quando dico "direttamente" sto naturalmente pensando ai seguaci, a chi è entrato in una setta e a chi l'ha lasciata, a chi è sul punto di entrare, ma anche a tutti gli ambienti familiari e sociali dei seguaci di sette che naturalmente subiscono le ripercussioni della pratica dei comportamenti settari dei seguaci.»
 
 
SEGUACI DI SETTE NEGLI ANNI 1970 - 1980: STIME
 
 
Nome della Setta Alain Woodrow  Claude Petit-Castelli Jean-François Mayer Janine & J. Marie Vermander Jean Vernette René Girault 
Les nouvelles sectes Seuil 1977 Les sectes: Enfer ou Paradis Ed. de Messine 1977 Les Sectes Nouvelles Cerf 1977 Des sectes Diablement V˘tres Ed. Soceval 1986 Des sectes Ó notre porte Chalet 1987
Bambini di Dio (Famiglia dell'Amore) 6.000 15.000.000 10.243 - 7.000 
250 a 300 - - - 200 
Avventisti del Settimo Giorno 2.500.000 - - - 4.100.000 
5.000  - - - 8.400 
MORMONI: Chiesa dei Santi Dell'Ultimo Giorno 3.500.000 4.000.000 - 3.000.000 6.000.000 
10.000 - - - 15.000 
Testimoni di Geova 2.200.000 4.000.000 - 2.000.000 3.200.000 
64.019  - - 15.000 92.397 
Antoinistes 150.000 nel 1900 - - - 20.000 
- 20.000  - - 2.000 
Scienza Cristiana 1.500.000 - - - 1.500.000 
2.500 - - - circa 1.000 
Coscienza di Krishna  5.000 17.000  - - -
parecchie centinaia qualche migliaio 450 - parecchie centinaia 
Guru MAHARAT JI
Missione della Luce Divina
7.000.000 7.000.000 - - 16.000.000 
2.000 3.000  - - 1.000 
MOON
Chiesa dell'Unificazione del Cristianesimo Modiale
2.000.000 2.000.000 da 100.000 a 3.000.000 600.000 500.000
1.000 - da 100 a 200 - parecchie centinaia 
SOKA GAKKAI
Nichiren Shoshu
20.000.000 15.000.000  - - 7.000.000 (Giappone) 
1.000 3.000 - - 6.000 
Meditazione Trascendentale 1.000.000 1.500.000 2.500.000 - -
90 prof. 20.000 20.000  - 40.000 
RAELIANI - - da 7.200 a 10.000  - 5.000 
- - 2.500 - 1.500 
Scientology 2.000.000 da 2 a 3.000.000 - - 1.000.000 
1.000 + 10.000 - 20.000  - 2.000 
 
 
 
ELENCO DEI SEGUACI DELLE SETTE NEL 1995, PROVVISTO DALL'UNADFI
 
 
Nome della Setta Seguaci
Francia Mondo
Alleanza Universale  1.000 2.000 
Anonisti  2.500 200.000 
Comunità dei Cristiani 300 80.000 
Chiesa di Cristo di Parigi 700 
Chiesa Scientista di Cristo  800 480.000 
Chiesa Evangelica Pentecostale di Besançon  500 
Chiesa Neo-Apostolica 17.700 7.187.000 
Chiesa Universale di Dio  300 100.000 
The Family (ex Bambini di Dio)  250 12.000 
Fraternità Universale Bianca  20.000 
Krishna  1.000 80.000 
IVI  7.000 
Longo mai  200 + 70 bambini 
Mahikari-Sukyo Mahikari  15 a 20.000 500.000 
Mandarom o i Cavalieri del Loto d'Oro 2.000 
TM Meditazione Trascendentale  3.500.000 
Moon o Associazione dello Spirito Santo per l'Unificazione del Mondo  500 180.000 
Mormoni o Chiesa di Gesù Cristo dei Santi dell'Ultimo Giorno  25.000 8.406.985
Movimento del Graal  950 9.000 
Movimento del Partito Umanista  200 
Nuova Acropoli  10.000 
Raja Yoga o Organizzazione Spirituale di Brahma Kumaris 200 
Missione Ram Chandra  60 tutori per 600 
" Abhiasys " 
Raelieni  1.000 20.000 
Sahaja Yoga Matapi  200 
Saint Erme 350 
Scientology 1.000 + 6.000 clienti  11.000.000
Soka Gakkai + Nichiren Soshu  6.000 17.000.000 
 
 
 
Una stima indiretta delle attività settarie può risultare dall'analisi delle telefonate ricevute dal centro parigino dell'ADFI che, nel 1994, si è visto porre domande sulle attività di 1.150 associazioni o movimenti. Mentre questa stima è collegata più a un sondaggio che a un'analisi precisa, rende tuttavia possibile valutare il proselitismo dei vari movimenti così come, probabilmente, il loro relativo seguito nell'area di Parigi.
 
 
 
CONSULTI AVUTI AL TELEFONO NEGLI UFFICI DELL'ADFI (PARIGI)
RELATIVI A DETERMINATI GRUPPI
 
 
1989 1990 1991 1992 1993 1994
Scientology 389 829 976 862 563 414
Testimoni di Geova 104 215 345 101 231 236
G.E.P.M. NR 10 130 300 496 946
Nuova Acropoli 20 59 118 125 118 82
Sahaja Yoga (Sri Mataji) 27 38 111 127 36 21
T.F.P. (Avvenire della Cultura) 32 89 101 45 26 27
Mandarom (Aumismo) NR NR 97 <10 48 42
I.V.I. 73 50 96 88 113 105
Soka Gakkai 66 27 82 90 122 90
Chiesa di Cristo 9 25 71 94 95 217
Moon 57 102 65 40 79 41
Krishna 84 16 57 25 24 31
Ecoovie 79 23 55 34 57 34
Rosacrociani 17 15 49 70 65 68
Rael 24 40 44 70 48 110
Il Patriarca 9 10 40 30 27 70
Mormoni NR 12 38 17 31 33
Meditazione Trascendentale 17 34 26 25 46 36
Graal NR 24 <15 23 16
Pentecostali NR 24
Uomini d'Affari del Vangelo NR NR 24 <10 <10 31
 
 
 
Inoltre i vari esperti sentiti dalla Commissione, in generale, hanno confermato che in anni recenti il movimento settario si è considerevolmente sviluppato sia in termini di struttura che di numero di seguaci, anche se non possiedono precisi dati statistici su questa tendenza.
 
Oltre alle difficoltà di valutazione, sembra incontestabile che il fenomeno settario è davvero reale nella Francia odierna, e che appare in progressione. In aggiunta le caratteristiche della sua evoluzione ci permette di prevedere potenzialità di espansione che preoccupano la Commissione.
 
 
 
C. - UN FENOMENO IN POTENZIALE ESPANSIONE
 
Il fenomeno settario è sfiorato da alcuni decenni di evoluzioni significative che influenzano le attuali tendenze; inoltre, una stima in prospettiva evidenza la tendenza alla potenziale espansione.
 
 
 
1. - Principali tendenze di corrente
 
Non è ovviamente possibile inoltrarsi, nell'ambito di questo rapporto, di cui in aggiunta non è l'oggetto, in uno studio storico del fenomeno settario, di cui gli specialisti sottolineano la permanenza nel tempo e l'universalità.
 
Tite Live, nella sua opera Le Sette in Grecia e a Roma, si è già dedicato a un resoconto dettagliato della questione delle Orge, seguaci del culto di Bacco. All'epoca dell'Impero Romano le prime comunità cristiane venivano perseguitate sia per il loro rifiuto a giurare fedeltà all'Imperatore, sia per le accuse di stregoneria (incontri notturni) o per antropofagia (rito della comunione). I processi per stregoneria in Europa, di cui rimasero vittima circa 100.000 persone dal Medio Evo fino all'inizio della Riforma, testimoniano la persistenza del fenomeno settario. Le religioni cristiane non sono la sola fonte di esempio: l'Islam, la cui corrente esoterica è rappresentata dal Sufismo, diede origine alla setta degli Assassini che combatté i Templari della Terra Santa.
 
La recente evoluzione del fenomeno settario rende possibile tuttavia distribuire un certo numero di tendenze principali correlate alla natura delle sette, alla loro organizzazione, ai temi che sviluppano e infine al modo in cui vengono percepite.
 
 
 
a) Natura delle sette
 
Uno studio sulle sette attualmente presenti in Francia mostra che esistono due gruppi dai contorni vaghi ma del tutto distinti.
 
Il primo emerse all'inizio del ventesimo secolo e separava i movimenti religiosi nati perlopiù nei paesi Anglosassoni dalla società francese. Testimoni di Geova, Mormoni, Pentecostali, Avventisti, Battisti: questi movimenti derivati dal mondo protestante, si affiancarono alla disputa intorno alle dottrine ufficiali della Chiesa, unendosi a quelle già espresse da gruppi nati nell'ambito della mobilità cattolica (Antonisti, seguaci del Cristo di Montfavet).
 
La seconda ondata irruppe verso la fine degli anni '60, sempre proveniente dagli Stati Uniti, ma contrassegnata da una forte impronta orientale da un lato, e da esoterismo o gnosi dall'altro. È importante notare in particolare l'Associazione per la Coscienza di Krishna (fondata nel 1966), L'Associazione per l'Unificazione del Cristianesimo nel mondo (AUCM o setta di Moon) e la Soka Gakkai.
 
In relazione alla seconda corrente si citeranno i gruppi relativi alla fratellanza Rosacroce, la Chiesa di Scientology o l'antroposofia. Altre sette propongono alternative totali fondate sull'ecologia (Ecoovie), credenza negli extraterrestri (Movimento Raeliano), tecniche di meditazione (Meditazione Trascendentale) ed anche la fratellanza (Nuova Acropoli); tutte stanno avanzando a lunghi e rapidi passi.
 
Questi movimenti orientali ed esoterici non dovrebbero tuttavia farci dimenticare la stabilità, e anche l'ascesa al potere, di movimenti millenaristi provenienti dal serbatoio Giudeo-Cristiano (Testimoni di Geova, la nebulosa di movimenti New Age) o Invito alla Vita Intensa (IVI).
 
Questa evoluzione, tracciata per sommi capi, rende possibile elencare una quantità di caratteristiche:
 
 
  • Proliferazione crescente di questi movimenti di origine relativamente recente. Nessuna classificazione o descrizione può essere considerata conclusiva o soddisfacente, considerata la quantità di movimenti multipli che mescolano i tipi d'influenza precedentemente definiti: se Informazioni Generali conteggia con relativa precisione i movimenti che possono essere qualificati come "setta", ogni elenco in merito incorre nel rimprovero di essere incompleto a causa della sua natura restrittiva;
  •  
  • Il ruolo crescente che in questo movimento giocano le organizzazioni completamente nuove di origine denominazionale che propongono una spiegazione globale del mondo, a detrimento di organizzazioni presentate sotto forma di secessione, uno scisma dalla Chiesa precedente;
  •  
  • Evoluzione della forma di pubblico coinvolto. I movimenti protestanti della prima ondata reclutavano i loro seguaci in ambienti relativamente non privilegiati, persone adulte generalmente di sesso femminile. Le organizzazioni sviluppatesi dopo il 1968 sono state caratterizzate da giovani e dalla mescolanza del loro pubblico, generalmente di ceto medio.
 
 
Oltre a questi elementi relativi alla natura delle sette, si evidenziano in generale ulteriori punti comuni che, senza riguardare l'insieme delle sette sopracitate, sono ciononostante caratteristici di una evoluzione delle loro strutture e dei temi che sviluppano: di conseguenza è il modo in cui queste sette vengono percepite ad essere profondamente cambiato.
 
 
 
b) Struttura delle sette
 
La maggioranza delle sette, proseguendo una evoluzione cominciata molto tempo fa, è organizzata secondo un modello piramidale che garantisce l'esercizio delle sue prerogative a beneficio di una persona (il guru) e/o di una élite ristretta. Come tutte le strutture piramidali, esse poggiano su una frattura tra i seguaci della base e i leader, temperati dall'esistenza di livelli intermedi il cui numero si riduce procedendo verso l'apice. Tra questi vari livelli di complessi collegamenti di dipendenza, che organizzano la distribuzione di ruoli, conoscenze, capacità, viene instaurato [il modello piramidale]. Questo sistema garantisce l'esistenza di filtri efficaci che restringono il cammino di accesso al guru o all'élite, protetti dalla base dal loro isolamento e dal sistema simbolico.
 
I fedeli, a loro volta, vedono premiata la loro fedeltà progredendo all'interno della setta, avanzamento che si materializza ottenendo ranghi superiori e diplomi, addirittura benefici più propriamente materiali. Il passaggio a un livello superiore è spesso occasione per una cerimonia iniziatica.
 
È consigliabile, una volta ancora, porre l'accento sul fatto che in molti movimenti coesistono diversi tipi di struttura piramidale relativi alla disposizione settaria dell'insegnamento e dei servizi finanziari ed amministrativi: questa proliferazione di strutture irrigidisce maggiormente l'organizzazione sopra descritta.
 
 
 
c) Temi sviluppati dalle sette
 
A differenza dei temi sollevati dalle organizzazioni scismatiche delle Chiese istituite, che si concentrano su un certo numero di critiche e proposte alternative di natura religiosa, il linguaggio mantenuto dalle sette lascia ampio spazio al miglioramento individuale, preferito dal laico all'azione collettiva. È in questo spirito che vengono generalmente promossi i temi dell'esempio personale e del proselitismo. Per questa ragione viene spesso predicato, in varie forme, un certo ascetismo caratterizzato dall'astensione da alcune pratiche (come il consumo di alcol e tabacco), la promozione di nuove abitudini alimentari o sessuali, e anche la riduzione del tempo dedicato al sonno.
 
In via estrema questo ascetismo può condurre alla rottura delle relazioni precedenti, anche relative alla vita coniugale, il che opera a parziale o esclusivo vantaggio della setta. Questo atteggiamento di ritorno al sé o a un gruppo ristretto è in contraddizione con qualsiasi impegno esterno con la setta. È comprensibile come questo considerevole cambiamento di natura, struttura e temi portati avanti dalle sette modifichino in maniera rilevante il modo in cui esse vengono percepite.
 
 
 
d) La percezione del fenomeno settario
 
Laddove, fino all'inizio degli anni '70, gli avvertimenti contro le sette erano innanzitutto questioni di Chiesa, collocati risolutamente in una logica teologica e pastorale, il dilagare di certe organizzazioni e il confronto reale o presunto con la legge e l'ordine pubblico, o le libertà personali, ha contribuito al brutale cambiamento del modo in cui le sette vengono percepite. Il fenomeno ha avuto come conseguenza la costituzione di associazioni di difesa (in Francia il Centro Roger Ikor e l'UNADFI) e lo sviluppo di una disputa legale abbastanza significativa. La gravità delle manovre criminali di certe sette (attentati, suicidi collettivi, omicidi) ha giustamente impressionato i media e l'opinione pubblica.
 
 
 

Data

Luogo

Setta

Vittime

Circostanza

18/11/1978

Jonestown Guyana

Tempio del Popolo

923

suicidio

03/06/1983

Smithville (Arkansas)

Groupe Comitatus

2

scontro

15/05/1985

Philadelfia (Pensilvania)

Move

11

scontro

19/09/1985

Mindanao (Filippine)

Datu Mangayanon

60

suicidio

01/11/1986

Wokayama (Giappone)

Chiesa degli Amici della VeritÓ

7

suicidio

28/08/1987

SÚoul (Corea del Sud)

Park Soon ja

32

suicidio

21/08/1992

Naples (Idaho)

Movimento di IdentitÓ Cristiana

3

scontro

19/04/1993

Waco (Texas)

Davidiani

88

suicidio, scontro

04/10/1994

Suisse

Canada

Tempio Solare

48

5

omicidi e suicidi

5/03/1995

Tokyo (Giappone)

Aum

11 morti 5000 intossicati

attentato

 
 
 
Se è consigliabile non sovrastimare in Francia i rischi di questo dilagare, è essenziale una maggiore vigilanza. E se l'attenzione dei media su tendenze estremamente allarmanti non dovrebbe condurre a un medesimo biasimo nei confronti di tutte le sette, non deve avere, nel dare "valore" a gruppi del tutto minoritari, il risultato di sottostimare i rischi a cui movimenti più vasti espongono i loro fedeli, un pericolo assai più considerevole sebbene - allo stesso tempo - meno ovvio.
 
Questa osservazione appare significativa dal momento in cui oggi si possono enumerare parecchi indicatori che fanno pensare - e temere - che il fenomeno settario abbia considerevoli potenzialità di sviluppo.
 
 
 
2. - Fattori di potenziale espansione
 
Due potenziali fattori rendono possibile avanzare l'idea di una potenziale espansione del fenomeno settario: oggi le sette possiedono di fatto mezzi finanziari ingenti, posti al servizio delle loro attività di proselitismo; in particolare, soddisfano altresì bisogni significativi, sebbene espressi in modo indefinito.
 
 
 
a) Risposta a bisogni importanti
 
Non corrisponderebbe a verità presentare lo sviluppo del fenomeno settario riducendolo esclusivamente a gruppi coercitivi che, applicando provate tecniche psicologiche, si interessando di personalità fragili. Questa spiegazione risulterebbe singolarmente riduttiva di un fenomeno estremamente complesso. La Commissione ha concluso che il fenomeno settario è al contrario indissolubilmente legato all'esistenza di una richiesta, di bisogni che non trovano altri mezzi per essere soddisfatti.
 
Un medico sentito dalla Commissione, non certo sospettato di gentilezza nei confronti del fenomeno settario, ha insistito sulla complessità della dialettica tra offerta e domanda in questo campo. «Nelle sette trovate insieme il meglio e il peggio [...] A volte, per mezzo delle sette, alcune persone rinvengono un senso di appartenenza a un gruppo caloroso e cordiale, altri una direzione di vita, altri ancora vengono sfruttati. Tra i miei pazienti alcuni sono entrati in sette. Per nessuna ragione al mondo vorrei che ne uscissero, perché per loro la setta rappresenta un tutore temporaneo. Naturalmente questo non conferisce legittimità all'intero fenomeno, ma è utile per dire che esistono aspetti assai positivi. Se questo non viene realizzato, il successo delle sette non sarà ulteriormente compreso. I nostri contemporanei non sono degli sprovveduti. Se a centinaia di migliaia vengono attratti in questi movimenti, è perché hanno dei motivi, e soprattutto perché lì hanno trovato risposte [...]»
 
La comparsa di nuovi bisogni spirituali conduce alla mescolanza di diversi fattori noti, che saranno qui ricordati solo come promemoria.
 
È certo che la disputa sulla produzione, il collasso delle ideologie politiche, gli interrogativi della scienza, il materialismo, il continuo declino delle religioni "tradizionali" hanno pesantemente messo in discussione il modello su cui si sono sviluppate le società occidentali dall'inizio del diciannovesimo secolo. Questo colpo alle credenze tradizionali e ai grandi principi dell'organizzazione sociale ha ingenerato parecchie delusioni, frustrazioni, tentativi di ridefinizione. L'incertezza del futuro ha di conseguenza contribuito alla moltiplicazione di gruppi che propongono una spiegazione totale dell'uomo, di nuove religiosità.
 
Questo ritorno al religioso, o più precisamente allo spirituale, paradossalmente non ha portato beneficio alle chiese tradizionali - e in Francia in modo particolare alla Chiesa Cattolica, che si trova continuamente a confrontarsi con una persistente caduta di pratica e vocazioni religiose.
 
Naturalmente non era compito della Commissione occuparsi di un accurato studio di questo fenomeno. Nessuno, tuttavia, anche all'interno della Chiesa Cattolica, tenta di negare la frattura tra le aspettative dei fedeli, o dei vecchi fedeli, e il linguaggio mantenuto a volte dalla Chiesa, anche se questa cerca di sollevare le proprie responsabilità puntando il dito contro la mentalità contemporanea che si indirizza alla «immediata soddisfazione e all'agio economico, conferisce "libertà assoluta" senza riferimenti alla Verità e a valori diversi che non siano quelli "dell'individuo, dell'ambiente circostante e del gruppo". Le nuove forme di religiosità, lo sviluppo delle sette rivelano i vuoti dell'"ateismo pratico" che si sviluppa ovunque in Europa». (Conclusioni del Sinodo Oriente-Occidente, 1991).
 
Dall'insieme di queste evoluzioni è derivata una certa spontaneità spirituale: il credo oggi è vissuto in modo relativamente libertario, in ogni caso al di fuori dalle istituzioni tradizionali. È su questo humus, favorevole alla fioritura di nuovi movimenti religiosi, che hanno pesato lo sconvolgimento della struttura familiare e la crisi economica.
 
Il Rapporto Vivien evidenziava già una «aspirazione a maggiore felicità familiare, abbondanza e completezza emotiva di quelle esistenti prima dell'ingresso nella setta, e questo nonostante relazioni familiari in apparenza armoniose». L'ingresso in una setta rappresenta spesso una risposta sedentaria tesa alla soddisfazione di bisogni emotivi, che non sono soddisfatti all'interno della famiglia o in ambito lavorativo.
 
Infine, l'individualismo degli anni '80 ha causato l'attuale predicazione della trasformazione personale, il miglioramento delle capacità di ognuno. È raro che le associazioni settarie non sfruttino questo argomento. Una delle persone ascoltate dalla Commissione ha affermato: «È vero che mobilitando se stessi si accrescono le proprie capacità. I disordini funzionali lievi - piccoli mal di pancia, dolori di testa o reumatismi - scompaiono non appena si ha qualche motivazione forte. Le sette, pertanto, ottengono risultati. È vero che si potenziano le proprie capacità, mobilitandosi per qualcosa - anche per il culto della barbabietola, si può stare meglio, più determinati, più efficienti e più dinamici [...]. Tutti noi siamo tentati a sviluppare il nostro potenziale. Chi non lo sarebbe? [...] La gente viene attirata nelle sette perché non trova più, nel mondo che costruiamo, punti di riferimento, mezzi di mobilitazione, credibilità nel sistema. Naturalmente siamo tutti responsabili. Non si acchiappano le mosche con l'aceto. La gente ha bisogno di ideali. Entra in una setta soprattutto per un ideale. Non ci si deve lasciare trarre in inganno. Le sette impiegano un tipo di linguaggio che nessuno osa più adoperare altrove!»
 
In conclusione, la testimonianza di un ex seguace di una setta appare particolarmente rivelatrice delle motivazioni che possono spingere gli individui ad apprezzare questo tipo di struttura: «Prima di tutto credo che esista questo grande male del secolo, questo male di vivere che è sempre più presente. L'unità familiare scoppia di frequente, il padre, in particolare, manca spesso o, al contrario, è troppo presente, per esempio con la sua violenza. Nella setta si cerca la famiglia, un padre in affitto, un'autorità, un modello che è mancato a tutti noi. Improvvisamente ci si ritrova con duecento, trecento amici che ti riceveranno, ti ospiteranno. Ti senti protetto. Ti senti ascoltato. Provi fiducia. Chi entra in una setta è generalmente idealista, persone che cercano la perfezione, non sempre ma quasi. Personalmente mi hanno spinto la disgregazione familiare e il desiderio di ideali. Il guru ci diceva: "Il mondo va male", ed è sufficiente ascoltare un'ora di informazione televisiva per rendersene conto. C'erano guerre, malattie, problemi dappertutto. Il mondo va male. Che cosa si può fare su base puramente individuale per trovare che cosa sia meglio? Ecco quel che il guru ci proponeva. Desideravamo migliorare la situazione del territorio, del pianeta, degli altri? "Comincia a trasformare te stesso e trasformerai il mondo". Ci credevo. Cambiai me stesso per trasformare il mondo.»
 
È pertanto comprensibile come la visione del mondo proposta dalle sette seduca un crescente numero di individui provenienti da ogni strato della popolazione francese.
 
L'ipotesi dell'esistenza di un determinato profilo preesistente all'ingresso nella setta, e quindi fattore di predisposizione, oggi è stata largamente screditata. Molti studi hanno dimostrato che il profilo psicologico dei seguaci dei nuovi gruppi religiosi rientra in un campo normale, anche se l'esistenza di episodi depressivi sembra costituire un fattore favorevole all'attrazione verso gruppi settari. Come il Rapporto Vivien ha puntualizzato, «anche se non si può concludere l'esistenza o meno di un profilo settario dei clienti, sembra che difficoltà o sofferenza acute costituiscano, tuttavia, un sottobosco favorevole».
 
È necessario inoltre sottolineare che il tema del miglioramento personale ha attratto verso le sette clienti che fino a poco tempo fa erano per loro inaccessibili: studenti (i quali cercano di migliorare le loro prestazioni al fine di riuscire bene negli esami), élite intellettuali e in particolare gli scienziati.
 
Diversi interlocutori della Commissione hanno cercato di spiegare questo fenomeno con la difficoltà di alcuni scienziati nel sostenere l'idea del dubbio e, di conseguenza, con l'attrazione che provano verso movimenti che propongono spiegazioni totali. Inoltre la maggioranza degli intellettuali è convinta della propria capacità di resistere alle tecniche suggestive delle sette: «chi più di un intellettuale è di sicuro non manipolabile? L'uomo della strada può mantenersi circospetto, ma l'intellettuale dirà: "non sono manipolabile". La vulnerabilità delle élite giace proprio nella sua convinzione di non essere facilmente manipolabile».
 
Da quanto detto sopra ne consegue la particolare difficoltà - per non dire impossibilità - di definire un profilo dei seguaci delle sette che differisca da quello della popolazione in generale.
 
Si possono tuttavia tracciare alcune tendenze:
 
 
  • I seguaci provengono in primo luogo dal ceto medio e dalle classi agiate, assai più raramente dalle classi modeste, il che trova spiegazione parziale nel desiderio della setta di poter disporre di un pubblico "solvibile";
  •  
  • Mentre l'età dei seguaci è estremamente variabile, due sembrano essere i gruppi dominanti: quello dei giovani adulti (25-35 anni) nelle sette orientali, gnostiche o New Age, e quello di persone tra i 50-60 anni nei gruppi di preghiera o terapeutici;
  •  
  • L'adesione alla setta rappresenta spesso una risposta ai conflitti sociali o familiari con cui il potenziale seguace si confronta.
 
 
Nello stesso spirito va rilevato che la Chiesa di Scientology ha dichiarato alla Commissione che «i suoi seguaci appartengono a tutte le categorie sociali. Sono perlopiù persone mature e socialmente integrate, considerato che la loro età media è intorno ai 35 anni».
 
 
 
b) Tecniche di reclutamento sempre più sofisticate
 
Oggigiorno le tecniche di reclutamento delle sette sono largamente note. Non si basano in alcun modo su un processo coercitivo, a differenza di certi metodi impiegati quando il seguace è meglio integrato all'interno della struttura settaria, e contemplano pratiche di "raccolta di consenso espresso" come vedremo in seguito. Le caratteristiche dei metodi di reclutamento impiegati dalle sette spiegano la situazione paradossale del nuovo membro che diviene vittima consenziente della setta.
 
Le tecniche di reclutamento delle sette sono elaborate su un'ampia diversità di temi e strumenti, e oggi i percorsi psicologici dei futuri seguaci sono meglio conosciuti.
 
Gli argomenti propagandistici impiegati dalle sette sono estremamente vari. Oltre al tema religioso, si citeranno:
 
Temi etici: molte sette si presentato, esse stesse o le istituzioni ad esse collegate, come difensori dell'"etica". Particolarmente significativa a questo proposito è la rivista della Chiesa di Scientology intitolata Etica e Libertà. Diverse associazioni collegate alla Chiesa di Scientology agiscono ufficialmente per il rispetto dei diritti umani, o della libertà, o della promozione di tolleranza: si citeranno in particolare il Comitato Francese degli Scientologisti contro la Discriminazione, la Commissione dei Cittadini per i Diritti Umani [in Italia CCDU], il Movimento per la Pace in Europa. L'Associazione delle Donne per un Mondo di Pace, la Federazione Inter-religiosa per la Pace Mondiale, l'Associazione delle Famiglie Internazionali, e Famiglie e Vita Dipendente appartengono invece alla setta di Moon.
 
Temi ecologici: la setta "Ecoovie", che predica l'isolamento dalle attività contemporanee e dalla vita economica e il ritorno al modo di vivere delle tribù indiane primitive, è conosciuta da diverso tempo per le azioni dell'associazione "S.O.S. Deserti", che aveva come obiettivo arrestare la progressione del deserto in Sahel.
 
Temi medici: le sette curative, come l'Associazione "Invito a una Vita Intensa" (IVI), sostengono il carattere presumibilmente curabile di malattie per cui la diagnosi medica è estremamente riservata, o completano la medicina con cure palliative. Senza sottolineare le polemiche relative alle azioni dell'Associazione Lucien J. Engelmajer (che amministra i centri "Il Patriarca"), si evidenzia che diverse sette sviluppano centri di trattamento per tossicodipendenti ("Narconon", per la Chiesa di Scientology).
 
Temi culturali: nonostante la maggioranza delle sette abbia sviluppato associazioni su questioni culturali, si citerà in modo particolare Nuova Acropoli, da cui le varie ANAF (Associazione Nuova Acropoli Francia) propongono conferenze, incontri e cicli di formazione.
 
Temi educativi: molte scuole private sono collegate alle sette, e propongono, attraverso inserzioni affisse sui muri delle grandi città, insegnamento di supporto o di correzione.
 
Temi collegati alla trasformazione personale: già si è vista l'importanza delle sette apparse dopo il 1968. In questa sede si dirà che vengono principalmente sfruttati dalla Facoltà di Parapsicologia di Parigi, da Scientology, Meditazione Trascendentale e Famiglia di Nazareth.
 
Temi collegati al fiorire della sessualità: sono impiegati in particolare dalle sette Organizzazione Analyse Actionelle, The Family e i Raeliani.
 
Gli strumenti di propaganda impiegati dalle sette sono estremamente vari: sollecitazioni per strada o porta a porta, diffusione di riviste, pubblicità tramite esposizioni o stampa, conferenze, cicli di formazione. Qualsiasi siano i soggetti o gli strumenti impiegati dalle sette, i passi psicologici del futuro adepto sembrano essere oggi meglio conosciuti.
 
Come sottolinea il Dott. Jean-Marie Abgrall (Autore de Il Cervello Prigioniero), «il reclutamento del seguace transita per tre fasi attraverso le quali si otterrà gradualmente l'adesione; al contempo appare una forma di dipendenza intellettuale ed emotiva. In cambio il nuovo seguace sarà sedotto, persuaso e infine affascinato dalla setta e dai suoi membri reclutatori.»
 
La prima fase di reclutamento è naturalmente quella della seduzione. Ha lo scopo di proporre un'alternativa tentatrice alle difficoltà della vita quotidiana. È raro che i futuri seguaci si presentino spontaneamente alla struttura settaria: i primi contatti generalmente avvengono su iniziativa degli agenti reclutatori della setta, valutati in prima persona sull'efficacia del loro proselitismo.
 
Il principio di seduzione vuole che il primo contatto sia inteso a sostenere il processo di identificazione tra reclutatore e reclutato. Questa identificazione poggia su un certo numero di criteri che rendono possibile, al potenziale seguace, percepire una corrispondenza tra se stesso e il suo interlocutore. Questo feeling può essere ottenuto per somiglianza di atteggiamento, o approvazione sistematica della forza persuasiva delle domande espresse dal futuro seguace. Il successo di questa fase seduttiva è naturalmente profondamente condizionato dal tipo di pubblico a cui il reclutamento è diretto, e pertanto al luogo di incontro che viene generalmente stabilito in base alla densità della frequentazione. Il Dott. Abgrall specifica perciò che «le "vendite porta-a-porta" (tipiche dei Testimoni di Geova) impiegheranno sollecitatori in famiglia (padre, madre, figli o simili) essendo il reclutamento familiare spesso illusorio e condotto senza reali vincoli in famiglia. L'"ambito giovanile dinamico" degli Scientologisti sarà più adatto alla propaganda in città universitarie, club salutisti o caffè all'aperto [...]. Chi non riconosce i giovani evangelisti Mormoni con i loro capelli tagliati corti, l'eterno blazer blu e la cravatta discreta? Come non notare l'impressione di buona eleganza, buona ma un po' troppo all'antica dei Testimoni di Geova? Tutto questo è oggetto di scelte deliberate derivanti da un preciso studio dell'immagine da trasmettere al prossimo.»
 
Il sentimento di identificazione viene ottenuto inoltre attraverso la scelta degli strumenti impiegati per il contatto iniziale: se il famoso "test della personalità" della Chiesa di Scientology può suggerire che ogni passante sia importante, l'organizzazione di cicli di conferenze su civiltà antiche interesserà più studenti della facoltà di storia che non di economia, mentre altri saranno maggiormente attirati dall'iniziazione a tecniche di comunicazione o di miglioramento dell'efficienza. Si ricorderà infine che il principio di seduzione è stato accuratamente impiegato, nella sua logica definitiva, da David Mose, fondatore della setta dei Bambini di Dio, che predicava chiaramente il "pescare l'amore" o l'"adescamento missionario" per reclutare nuovi seguaci, e il cui movimento venne dissolto nel 1978 per prostituzione.
 
In ogni caso il reclutatore deve avere una buona capacità di percepire il sistema di riferimento di chi l'ascolta, le sue componenti emotive.
 
La seconda fase del reclutamento, una volta stabilite le presunte linee di affinità, consiste nel persuadere il futuro seguace della credibilità del linguaggio. Lionel (Persuasione, PUF, 1985) definisce le "4C" [componenti] di una sana comunicazione persuasiva: un messaggio, per essere persuasivo e al contempo riconoscere la presunta libera volontà del possibile convertito, deve essere credibile (è necessario che sia basato sull'evidenza), coerente (assenza intrinseca di contraddizioni), conforme (continuità sull'argomento) e congruente (adeguatezza tra messaggio e aspettative dell'ascoltatore). L'obiettivo del reclutatore, nel campo del proselitismo, consiste nel fare in modo che l'ascoltatore passi gradualmente dal mondo reale a quello del credo, senza scatenare il fenomeno del rigetto. Questo passaggio progressivo è ottenuto con falsificazione (travestimento della realtà), simulazione (rendere credibile un messaggio erroneo), dissimulazione, calunnia, ambiguità, tutte tecniche che rendono possibile adattarsi alle aspettative dell'ascoltatore, e passare dalla persuasione alla mistificazione. Queste tecniche, in sé, non sono biasimevoli; in ogni caso esse costituiscono la base per ogni tipo di marketing e non sono punibili dalla legge. Una delle personalità sentite dalla Commissione ha pertanto presentato la difesa a cui si possono appellare le sette: «Qualsiasi cosa è manipolazione, non si può far nulla. Affari, politica, i processi dell'amore, la discussione democratica, la pubblicità, la televisione: tutti tendono a manipolare. In ogni caso non ci si deve far prendere dal panico: chiunque nel mondo manipola chiunque nel mondo.»
 
Si vedrà che il pericolo del linguaggio persuasivo usato dalle sette non è tanto nel linguaggio adoperato, quanto nelle conseguenze dell'adesione a cui esso conduce.
 
L'ultima componente dei passi che conducono all'adesione è il fascino, generalmente ottenuto al momento dell'incontro con il nucleo centrale delle dinamiche settarie (risultati positivi di un test, assistere a un rituale, incontrare il guru ecc.), che introdurrà il carattere magico nella relazione tra il futuro seguace e la setta, causerà l'irruzione dell'universo simbolico della stessa e condurrà al desiderio di impegnarsi.
 
Questa rapida panoramica dei caratteri dominanti delle tecniche di reclutamento impiegate dalle sette mostra le particolari caratteristiche dei gradini volti ad ottenere il consenso espresso del futuro seguace, ed illustra che le tecniche impiegate non sono tecniche di coercizione, ma di persuasione: il seguace è formalmente d'accordo.
 
Diversi interlocutori della Commissione hanno posto in risalto questo paradosso: l'originalità dei gruppi settari sta nel fatto che, in particolare durante il processo che conduce all'adesione, la vittima è attore [attore nel senso letterale del termine, cioè di chi agisce - NdT]. Si può fare un certo parallelismo con le fasi della tossicodipendenza: «Abbiamo controversie con i genitori dei tossicodipendenti. Essi pensano - e in un certo senso hanno ragione - che senza l'orribile spacciatore loro figlio sarebbe stato un angelo. Dimenticano che i nove decimi della strada che il loro infelice figlio ha percorso, con o senza persone responsabili, è stata per sua volontà, per poi cadere nelle braccia del suddetto spacciatore. Non si dovrebbe escludere la quota di volontarietà del seguace, che non è uno sprovveduto da manipolare - siete voi, sono io - ma [...] è entrato deliberatamente». A questo proposito, un'immagine usata da una persona sentita dalla Commissione sembra particolarmente adatta a rendere comprensibili i gradini percorsi dal futuro seguace: «le sette non sono reti che cadono dall'alto sulle persone, ma nasse entro cui ci si infila».
 
 
 
c) Potere finanziario
 
È innegabile che un certo numero di sette disponga di mezzi finanziari particolarmente significativi.
 
Lafayette Ron Hubbard, fondatore di Scientology, in un suo discorso a Newark ha, tra le altre cose, dichiarato non senza un certo cinismo: «se si vuole veramente diventare milionari, il modo migliore è fondare la propria religione
 
Questo fatto è naturalmente riconosciuto dalla maggioranza dei leader di setta sentiti dalla Commissione, anche se sono stati assai evasivi sugli esatti bilanci delle loro associazioni. Una stima degli stessi resta perciò la principale preoccupazione di chi si oppone alle sette, e pertanto si incorre nel rischio di sovrastimarli in maniera considerevole. Detto questo, se la setta ritiene che le informazioni in circolazione non siano conformi alla realtà, è su di essa che ricade l'onere di illustrare con trasparenza i propri mezzi finanziari, il che è molto lontano da quanto avviene. Le sette hanno pochi motivi per lamentarsi - cosa che comunque non mancano di fare - sulla mancanza di obiettività nei giudizi relativi alla loro base finanziaria.
 
Il lavoro collettivo svolto dal Centro Roger Ikor, Sette, Emergenza Statale, contiene diverse informazioni che rendono possibile acquisire consapevolezza sul vero impero finanziario che certe associazioni rappresentano.
 
I casi della setta di Moon o di Scientology sono troppo noti per essere qui sottolineati.
 
A proposito della Meditazione Trascendentale, CCMM fa notare che il diritto di iniziazione viene calcolato sulla base dello stipendio mensile, e che il prezzo di un corso di Sidhi ammonta a FF 40.000 [circa 11,8 milioni di lire nel 1999 - NdT].
 
La stessa fonte suggerisce che il contributo richiesto per entrare nel Movimento Raeliano francese è del 3% del reddito annuo netto, del 7% per il movimento internazionale, e del 10% per l'appartenenza al "governo mondiale".
 
Il potere finanziario della Soka Gakkai deriva, secondo la stessa fonte, dai suoi recenti investimenti immobiliari (campo di Forging Mills a Trets, castello delle Rocce con Castori).
 
L'importanza delle somme in oggetto chiarisce la strategia di molte associazioni che scelgono di costituirsi in paesi che hanno una legislazione fiscale "tollerante": ne consegue che molte prediligono gli Stati Uniti (dove il Primo Emendamento della Costituzione viene interpretato in modo estremamente liberale), diversi stati dell'America meridionale o ex paesi comunisti.
 
In generale i leader di setta sentiti dalla Commissione non negano questo potere finanziario, arrivando al punto, non senza humor o cinismo, di affermare che le loro associazioni non rappresentano religioni che predicano la povertà come virtù.
 
In generale suggeriscono:
 
 
  • Che le loro risorse provengono da contributi volontari versati dai fedeli per compensare certi servizi (religiosi o meno), dalla vendita di pubblicazioni e da donazioni di privati;
  •  
  • Che i loro conti sono approvati da studi contabili con licenza e di solida reputazione;
  •  
  • Che si conformano alle richieste delle autorità fiscali, avendo generalmente accettato le rettifiche imposte dall'amministrazione.
 
 
Alcuni leader arrivano al punto di ammettere i particolari collegamenti che li legano alle imprese. Nel contributo scritto depositato dalla Chiesa di Scientology di Parigi alla Commissione, si può leggere: «Inoltre, come qualsiasi cittadino, gli Scientologisti lavorano nel mondo degli affari e per questo motivo dirigono imprese private. A volte succede che sostengano la Chiesa con donazioni, ma questo, in nessun caso, è un obbligo. È a discrezione personale. Infine esiste una struttura chiamata WISE il cui scopo è riunire imprese che hanno deciso di applicare la tecnologia manageriale del Sig. Hubbard, e creare un mondo imprenditoriale dove regni maggiore etica.»
 
A proposito degli ex-membri - e la Commissione ne ha ascoltati alcuni - dalle loro testimonianze risulta che:
 
 
  • L'ammontare dei contributi versati supera di gran lunga i servizi resi, e i seguaci, che spesso sono portati a versare alle sette gran parte del loro reddito, si trovano addirittura coinvolti in debiti di proporzioni difficili da immaginare;
  •  
  • Il carattere volontario di questi contributi può spesso essere soggetto a garanzia, tanto elevato è lo stato di dipendenza dei donatori verso la setta, il che li conduce a porsi domande sull'aver mantenuto la propria libera volontà.
 
 
Lo stile di vita dei leader conduce a pensare che l'interesse personale degli stessi venga prima degli scopi religiosi, ufficialmente dichiarati, delle loro associazioni.
 
Questa situazione non li preoccupa: infatti le associazioni assegnano mezzi significativi al proselitismo, e istituiscono inoltre strutture legali che permettano loro di aumentare i mezzi da cui possono trarre profitto.
 
Il fatto che il Consiglio di Stato abbia finora rifiutato ad alcune associazioni il beneficio o la possibilità di ricevere donazioni o lasciti dipende da una stretta interpretazione del carattere delle associazioni che costituiscono i differenti movimenti religiosi o filosofie.
 
La sentenza Association Fraternity of the Servants of the New World (EC, 21/01/1983) perciò conferma la legalità di un decreto del Primo Ministro che ha rifiutato l'autorizzazione ad accettare un lascito perché «ammettere che l'associazione [...] abbia come scopo anche l'esercizio di un culto, è giustificare la sua produzione di edizioni e la diffusione di pubblicazioni dottrinali: considerato [...] che non ha questo come scopo esclusivo, è di conseguenza infondato sostenere che il decreto sotto accusa ha erroneamente confermato la decisione prefettizia che rifiutava l'autorizzazione a ricevere il lascito.»
 
In un caso simile (Associazione Religiosa della Chiesa Apostolica Armena di Parigi, EC 29/10/90), il Consiglio di Stato, senza evidenziare l'esistenza di una attività commerciale come nel caso precedente, conferma il rifiuto alla richiesta dell'associazione: «considerando che in base all'articolo 2 del suo statuto... lo scopo dell'Associazione Religiosa della Chiesa Apostolica Armena di Parigi è in particolare di "promuovere la vita spirituale, educativa, sociale e culturale della comunità armena", l'associazione richiedente non può, di conseguenza, essere ritenuta avere l'esercizio del culto quale scopo esclusivo...»
 
È per tutti questi motivi che un certo numero di associazioni sceglie di distinguere i diversi poli all'interno delle proprie attività, separando in particolare le attività esclusivamente religiose, svolte all'interno di associazioni religiose, dalle attività commerciali (pubblicazioni, librerie) condotte nell'ambito di imprese registrate.
 
Questo cambiamento, peraltro perfettamente legale, non può tuttavia non preoccupare, considerato che la maggioranza delle associazioni esibisce chiaramente (e da un punto di vista prettamente legale non è possibile biasimarle) la volontà di assegnare gran parte dei loro mezzi finanziari all'espansione dei loro movimenti: tutti i leader di setta sentiti dalla Commissione hanno affermato la vocazione della loro associazione alla diffusione delle loro credenze attraverso il proselitismo.
 
L'importanza dei mezzi a disposizione di un certo numero di associazioni settarie, e i documenti ricevuti dai Membri della Commissione testimoniano in particolare il lusso delle loro attività, giungono a rafforzare in maniera incontestabile la capacità di attrazione delle sette e ad aumentare l'efficacia delle tecniche di reclutamento impiegate.
 
 
 
 
 
 
II. - UN FENOMENO MULTIFORME CON RISVOLTI COMPLESSI
 
A. - UN FENOMENO DIVERSIFICATO
 
A causa dell'estrema diversità dei movimenti che lo compongono, è particolarmente difficile tracciare in Francia un quadro completo del fenomeno settario.
 
Il rapporto del Sig. Alain Vivien suddivideva, nel 1982, le 116 sette elencate in tre categorie: orientali, sincretiche ed esoteriche, razziste e fasciste.
 
Informazioni Generali ha recentemente adottato un criterio che rende possibile raffinare ulteriormente l'analisi. Spiegheremo il metodo adottato dal DCRG e i principali risultati del suo studio, così come sono stati comunicati su richiesta della Commissione.
 
 
 
1. - Metodi adottati da Informazioni Generali
 
Il criterio seguito da Informazioni Generali consiste nell'assegnare ogni movimento studiato ad una "famiglia" di pensiero o pratica [religiosa]. Per la classificazione sono stati individuati tredici classificatori che, per rendere chiara l'analisi, è corretto riprendere in breve.
 
 
  • Analisi dei criteri di qualificazione dottrinale delle sette
 
 
Gruppi "New Age"
 
Sono state raggruppate sotto questo classificatore le organizzazioni che promuovono una corrente neo-spiritualista che si rifà all'assoluto come ad una "coscienza di energia", ed impiegano una varietà di tecniche al fine di porre in collegamento il fedele e l'assoluto.
 
Le dottrine New Age, rese popolari da un grande numero di autori, si basano sull'idea che il mondo sta per entrare in una nuova era, quella dell'Acquario, che corrisponderebbe a un nuovo risveglio spirituale segnato da profondi mutamenti. Sono pertanto basate sul millenarismo dell'anno 2000 (il millennio corrisponde ai mille anni di regno attesi prima del giorno del Giudizio Universale). I sostenitori di queste dottrine puntano spesso a definire la religione come destinata a sostituire, nel nuovo mondo, le religioni cristiane dell'Era dei Pesci che a loro volta hanno soppiantato il mosaico di religioni (Era dell'Ariete) e le religioni babilonesi (quella del Toro).
 
Come riportato dal dizionario delle religioni, queste dottrine si basano su un dato numero di convinzioni, tra le quali la «reincarnazione e la legge del karma. La conquista spirituale come obiettivo dell'esistenza individuale, e il risveglio di una coscienza planetaria come fine dell'esistenza collettiva, la natura divina della coscienza interiore, e il ruolo del corpo come luogo di integrazione cosmica; una antropologia che lascia spazio a un corpo astrale sottile ed etereo, e una cosmologia che parla di angeli e di spiriti; la credenza in un Cristo cosmico che anima l'universo come un'energia sottile, e l'esistenza di incarnazioni cristiche, come Gesù, che giungono periodicamente a guidare l'umanità verso il suo destino spirituale.»
 
 
Gruppi "alternativi"
 
In generale propongono una diversa organizzazione di circuiti economici, modelli produttivi, commercio mondiale, rapporti umani.
 
Di conseguenza il movimento Humana Francia (scuole TVIND) presenta come dottrina l'aiuto umanitario (primariamente dedicato alle vittime di fame, guerre, malattie, catastrofi), assistenza con promozione di progetti nel Terzo Mondo e studi intesi a contribuire alla ricerca sulle cause della povertà e della sofferenza.
 
Il Movimento Umanista, fondato nel 1969 dall'argentino Mario Rodriguez Cobos, conosciuto come Silo, è basata sull'ideologia del siloismo, e s'è dato l'obiettivo di sradicare la violenza e le sofferenze personali a mezzo dello sviluppo individuale e della trasformazione sociale. Questo movimento è incentrato su solidarietà, attività non-violente, non discriminazione, lotta ai monopoli, cooperative e auto-gestione.
 
 
Gruppi "evangelici" e "pseudo-cattolici"
 
Riuniti sotto questi due qualificatori rinveniamo movimenti che, facendo riferimento alla tradizione cristiana (protestante in un caso, cattolica nell'altro), si raccolgono attorno a persone (pastori, ex preti) che sviluppano un atteggiamento da guru. Nel caso dei gruppi "pseudo-cattolici", le loro dottrine sono generalmente così lontane dalla teologia della Chiesa da essere escluse dalla sua comunione.
 
Tra i gruppi evangelici più attivi si possono elencare in particolare Alleanza Universale, Chiesa Evangelica della Pentecoste di Besancon, la Famiglia ("The Family", ex "Bambini di Dio") e, naturalmente, la setta di Moon.
 
La setta di Moon (Associazione per l'Unificazione della Cristianità Mondiale) insegna il fallimento di Gesù, la sua misera morte senza essere stato in grado di dar vita alla famiglia perfetta. Sarebbe stato assegnato al Reverendo Moon il compito di creare questa famiglia, addirittura in conformità al desiderio di Gesù Cristo, che gli è apparso nel 1936. Per raggiungere questo obiettivo, il Reverendo dovrebbe, in particolare, acquisire un potere economico che gli permetta di sopraffare Satana. Questa organizzazione è molto rappresentativa dei movimenti evangelici puri.
 
Tra i movimenti pseudo-cattolici più attivi si citeranno "Invito alla Vita Intensa" (cfr. infra) e "Tradizione, Famiglia e Proprietà" [TFP], collegata all'associazione "Futuro della Cultura".
 
L'obiettivo della TFP è restaurare la civiltà cristiana (campagne di "Futuro della Cultura" contro il servizio di messaggi pornografici, la distribuzione di preservativi, campagne della TFP contro i film "Je vu salue, Marie" o "L'Ultima Tentazione di Cristo"), ma anche la lotta contro la riforma agraria in Brasile (il fondatore della TFP è il brasiliano Plinio Corrŕa de Oliveira), contro il socialismo e per la restaurazione della monarchia.
 
 
Movimenti "apocalittici"
 
Predicono tutti un imminente cataclisma mondiale (come quelli già annunciati dai Testimoni di Geova per il 1874, 1914, 1925 e 1975) riferendosi sia all'Apocalisse di San Giovanni che alle dottrine induiste dei cicli.
 
 
Movimenti "neo-pagani"
 
Mentre dal punto di vista cristiano i pagani sono membri di popoli non raggiunti dalla predicazione cristiana, o che l'anno rifiutata, il concetto di neo-paganesimo rivive come il fare riferimento a divinità differenti da quella della Bibbia. I movimenti "neo-pagani" generalmente guardano alla mitologia Celtica o Scandinava, e anche all'animismo.
 
Si citeranno, per la Francia, tre movimenti che professano tali dottrine: Ordine Monastico di Avvalon, Suicidio delle Rive e Chiave dell'Universo.
 
 
Movimenti "satanici"
 
Questi gruppi hanno in comune il ritorno all'adorazione dell'"Avversario" della tradizione biblica, Satana, con una abbondante demonologia. Rinveniamo i movimenti che seguono, scaturiti da tale corrente: Istituto Azazel, Circolo Iniziatico dell'Unicorno Occidentale, Chiesa Filosofica Luciferina e Croci della Nuova Babilonia.
 
 
Movimenti curativi
 
Le teorie "curative" possono essere definite come quelle che professano una modalità di cura non riconosciuta dalla scienza medica ufficiale. Il grado di pericolosità di queste teorie varia a seconda di quanto integrano o sostituiscono tecniche di maggiore spessore scientifico, e la misura in cui coinvolgono o meno interazioni con ritrovati prescritti dai medici.
 
I movimenti curativi ["di guarigione" - NdT] sono estremamente variati. Uno dei più antichi è la religione Antonista, fondata da Louis Antoine al termine del secolo scorso. Il concetto di malattia viene rifiutato, così come quello di morte (credenza nella reincarnazione): è l'intelligenza che crea la sofferenza, e solo la fede in sé stessi la rimuove, e non l'intervento di professionisti della salute.
 
Il movimento HUE Francia (branca francese dell'Insitute for Human and Universal Energy Reseach, Inc. ["Istituto per la Ricerca di Energia Umana e Universale"] - IHUERI) è collegato a tendenze più propriamente New Age o Orientali. La terapia suggerita consiste nell'«iniettare energia universale nell'organismo del paziente [...] liberando i canali di energia», grazie a un'azione che si estrinseca nel mantenere aperti i chakra. Le tecniche della IHUERI coprono tutte le patologie.
 
Più recente, e in apparenza cattolica, il gruppo "Invito alla Vita Intensa" è stato fondato nel 1977 da Yvonne Trubert. La sua dottrina, basata sull'asserzione del carattere benefico di certe "armonizzazioni" e "vibrazioni", attinge da parecchie teorie, comprese quelle mediche.
 
Andrebbe notato che i movimenti curativi reclutano, in proporzioni considerevoli, tra professionisti della salute, medici o paramedici, fatto che uno degli interlocutori della Commissione ha interpretato come segue: [il seguente passaggio mi risulta oscuro, e pertanto ho preferito riprodurre il testo originale, NdT] «Aujourd§hui, de nombreux m - ce n§est pas moi qui prendrai position - les e classique. Ils cherchent donc des voies nouvelles dans les ms que l§on voit fleurir: mn particulier les m amen ă╩J§ai trouvous sommes en train d§e nouvel arrivant a ainsi la caution de ses confrante, j§allais dire sur un plan scientifique. Il entre donc dans la secte, il y dle. Tous les gourous que j§ai ntelligence!»
 
 
Movimenti "orientali"
 
Sotto questo qualificatore di riferimento viene compresa un'ampia diversità di movimenti che fanno riferimento a religioni e dottrine della metafisica orientale come Buddismo, Induismo e Taoismo. In questa tendenza si possono includere: Associazione Sri Chinmoy di Parigi, Centro di Meditazione Mahatayama, Federazione Francese per la Coscienza di Krishna, Maha Shakti Maudir, Missione Snimi Atmananda Afma Bodha Satsanga, Missione Shi RAM Chandra e, naturalmente, la Soka Gakkai.
 
La Soka Gakkai afferma di insegnare (a dispetto dello scisma del 1990 con Nichiren Shoshu) le dottrine di Nichiren, monaco buddista del tredicesimo secolo che professava una versione nazionalista e intollerante del Buddismo. Al fedele viene garantito l'accesso a pace e felicità solo se rispetta un certo numero di pratiche, tra cui la recitazione gonkyo di alcuni capitoli del Sutra del Loto, la recitazione daimoku di formule di adorazione, la devozione al mandala, la pergamena su cui questa invocazione è stata iscritta. La Soka Gakkai si propone come religione universale che unificherà il Buddismo e la società.
 
 
Movimenti "occulti"
 
Per occultismo si intende il credo nell'esistenza e nell'efficacia di pratiche (il dizionario Roberts evoca in particolare alchimia, astrologia, cartomanzia, chiromanzia, divinazione, magia, necromanzia, telepatia) che non sono riconosciute né dalla religione né dalla scienza, e che richiedono una particolare iniziazione.
 
Laddove l'esoterismo postula l'esistenza di una suprema tradizione dell'Uomo che non gli sarebbe stata rivelata, e che può essere conosciuta solo attraverso l'insegnamento, l'occultismo insegna la ricerca di capacità di magia iniziatica. Esistono comunque innumerevoli collegamenti tra i due filoni che autorizzano a parlare di una tendenza esoterico-occultista.
 
Secondo questi l'uomo è composto di tre principi (fisico, astrale e divino), il cui equilibrio è stato spezzato e che è opportuno re-instaurare attraverso l'iniziazione, che rende possibile recuperare il collegamento tra visibile e invisibile, ciò che si percepisce e ciò che rifugge i sensi.
 
Rilevanti in questa tendenza di pratiche assai varie appaiono: Movimento di Ontologia Metodologica Cultura e Tradizione, Associazione Nuova Acropoli Francia (ANAF), Fratellanza Rosacroce e l'Ordine degli Scribi Scientifici e dei Misteri Iniziatici. Importante è inoltre l'Ordine del Tempio Solare, fondato nel 1984 da Luc Jouret e le cui attività si sono tragicamente concluse il 5 ottobre 1994 (massacri di Morin Heights e Friburgo, Canada e Svizzera).
 
 
Movimenti "psicoanalitici"
 
Difficili da definire, i movimenti "psicoanalitici" sviluppano varie tecniche pseudo-psicologiche applicate alla cura di svariati traumi inconsci.
 
Facoltà di Parapsicologia, Famiglia di Nazareth (fondata sugli insegnamenti della psicologia esistenziale, confondendo il ruolo dello psicoterapeuta con quello del Maestro spirituale) sono rappresentativi di questo movimento, di cui la Chiesa di Scientology appare, tuttavia, l'elemento dominante.
 
Una rivista dell'associazione, pubblicata in occasione del quarantesimo anniversario del movimento, presenta le dottrine di Scientology nel modo seguente:
 
«Scientology incorpora un insieme di conoscenze derivato da verità fondamentali. Tra le principali troviamo:
 
«L'Uomo è un essere spirituale e immortale.
 
«La sua esperienza si spinge ben oltre la durata di una vita.
 
«Le sue capacità sono illimitate anche se al presente non vengono sfruttate.
 
«Inoltre Scientology ritiene che l'uomo sia fondamentalmente buono e che la sua salvezza spirituale dipenda da se stesso e dai suoi simili, così come dal conseguimento della fratellanza con l'universo. Perciò Scientology è una filosofia religiosa nel senso più profondo del termine, perché tende al completo recupero dell'innata identità spirituale dell'uomo - le sue attitudini, il suo stato di coscienza e la certezza della sua immortalità. Inoltre, dal momento che la religione si occupa del confronto dello spirito con se stesso, con l'universo e con altre forme di vita, ed è primariamente la credenza in esseri spirituali, Scientology segue una tradizione religiosa antica come l'umanità. Ma allo stesso tempo, quanto Scientology rappresenta è nel complesso nuovo. La sua tecnologia religiosa è nuova, la sua organizzazione ecclesiastica è nuova, e la sua importanza per l'uomo del ventesimo secolo è del tutto nuova
[...]
 
«Il primo strumento di applicazione delle verità fondamentali di Scientology verso il recupero dello spirito umano si chiama auditing. Si tratta della pratica centrale di Scientology ed è amministrata da un auditor, dal latino audire, "colui che ascolta". [...].
 
«Per raggiungere questo obiettivo gli auditor di Scientology vengono assistiti individualmente, conducendoli ad esaminare la loro esistenza attraverso una serie di gradini attentamente studiati da Ron Hubbard. Seguendo questo processo graduale le persone possono migliorare la propria capacità di affrontare le cose e di stare meglio nel loro ambiente - eliminando a uno ad uno gli strati di esperienze che le opprimono in modo così pesante.
 
«L'auditing, pertanto, non è una cosa a cui ci si sottomette. I benefici si ottengono solamente con partecipazione attiva e buona comunicazione.
 
«L'impiego da parte dell'auditor dell'elettropsicometro, o elettrometro, è specifico della religione di Scientology ed un aspetto rivoluzionario nel campo dello sviluppo spirituale. Gli auditor usano l'elettrometro per aiutare a localizzare le zone di disagio o sofferenza spirituale esistenti al di sotto dell'attuale livello di coscienza. Quando queste aree dolorose vengono portate alla luce, il soggetto può esaminarle senza le influenze soggettive che accompagnano le pratiche della consulenza spirituale delle altre religioni.
 
«Ron Hubbard ha sviluppato l'elettrometro sapendo che lo spirito trattiene immagini mentali, autentiche registrazioni delle esperienze passate. Queste immagini contengono energia e massa. Quando la persona guarda una di queste immagini mentali o pensa a qualcosa, l'elettrometro registra con precisione i cambiamenti subiti da questa massa mentale e da questa energia
[...]
 
«Dianetics ha annunciato la scoperta di una parte finora sconosciuta e pericolosa della mente, un'area che contiene numerose registrazioni di esperienze dolorose e di incoscienza sotto forma di immagini mentali. Esse si trovano al di sotto del livello di coscienza e il loro insieme compone ciò che è chiamato "mente reattiva" - la fonte di tutte le paure, emozioni, dolori e malattie psicosomatiche. Passo dopo passo, l'auditing agisce sulla "mente reattiva" fino a che il suo contenuto viene svelato e i suoi effetti dannosi sull'individuo non vengono rimossi. Quando questo viene ottenuto, si è raggiunto un nuovo stato dell'essere che in Scientology è chiamato "Stato di Clear". La personalità fondamentale dell'individuo, le sue attitudini artistiche, la sua forza personale e il suo carattere individuale, gentilezza e onestà insite nel suo essere vengono recuperate.
 
«Clear per l'uomo è un nuovo stato, ma Il Ponte conduce a sommità di ancora maggiore libertà spirituale. Oltre allo Stato di Clear vi sono i livelli di Thetan Operante (OT). Il Thetan è lo spirito immortale, l'individuo stesso, non il suo corpo o la sua mente, cosa che su questi livelli si manifesta in modo chiaro.
 
«Lo Stato di Clear è volto ad eliminare ciò che non appartiene propriamente all'essere spirituale. Lo scopo di Thetan Operante è vincere le sofferenze dell'esistenza e recuperare la certezza e le attitudini dell'originario stato spirituale dell'essere. A questo livello l'individuo sa di essere separato dalle cose materiali come la forma fisica e l'universo fisico.
[...]
 
«Un'altra pratica fondamentale della religione di Scientology è la formazione - lo studio dei principi di Scientology. La religione di Scientology offre molti corsi di avanzamento perché, come si è detto, le verità scoperte in Scientology possono essere usate per migliorare le condizioni di ogni area della vita. Detto questo, i corsi di avanzamento più significativi sono quelli che rendono possibile diventare auditor, considerato che il primo principio di tutti i corsi è che Scientology è una filosofia religiosa applicata, e l'avanzamento dipende dall'applicazione.
 
«Il cammino che gli Scientologisti compiono ricevendo auditing e studiando gli scritti di Scientology è chiamato "Il Ponte". Questo richiama alla mente un concetto antico - una via immaginata da lungo tempo che collega l'abisso esistente tra lo stato attuale dell'uomo e livelli di coscienza molto più alti. Il Ponte è composto da passi graduali in modo che i benefici acquisiti siano progressivi, prevedibili e chiari.
[...]
 
«Questa è l'essenza di Scientology: Il Ponte, auditing e corsi; ciò viene fatto ogni giorno dell'anno in tutte le chiese di Scientology del mondo. La missione di Scientology è niente di più e niente di meno che il recupero dello spirito umano. E quattro decenni dopo la fondazione della Chiesa, è questa attitudine al raggiungimento dell'obiettivo che risale alla notte dei tempi che fa in modo che sempre più uomini e donne di tutti gli ambienti e culture si rivolgano a Scientology».
 
 
Movimenti UFO
 
L'UFOlogia è la credenza in una pluralità di mondi abitati e nella realtà dei "visitatori dallo spazio"; in altre parole, postula l'esistenza degli extraterrestri.
 
L'associazione meglio conosciuta in questa area appare senza dubbio il movimento Raeliano.
 
Il movimento Raeliano è stato fondato nel 1975 da Claude Vorilhon. Nel 1973 questi sarebbe stato contattato dal Presidente del Consiglio degli Eterni per diffondere, come profeta, la nuova religione atea. Questa religione è basata sulla credenza nell'esistenza degli Elhoim, abitanti di un pianeta a nove miliardi di chilometri dalla Terra, e creatori scientifici di ogni forma di vita sul nostro pianeta. Essi gli avrebbero rivelato il vero significato degli eventi raccontati nella Bibbia (la balena di Jona sarebbe un sottomarino atomico, la torre di Babele un meteorite) e ispirato il suo messaggio basato sulla critica del sistema democratico a beneficio della "geniocrazia", la gerarchia di razze umane e la promozione di valori eugenici. La "Meditazione Sensuale" che rende possibile raggiungere l'"orgasmo cosmico" costituisce una delle pratiche predicate dai Raeliani, sempre alla ricerca di un luogo - e di risorse - favorevoli alla costruzione di una ambasciata dove gli Elhoim giungeranno per stringere un contatto ufficiale con l'uomo.
 
 
Movimenti sincretici
 
Sotto il termine "sincretico" si colloca l'insieme eterogeneo di movimenti che presentano una sintesi tra diverse religioni, comprese le primitive, e anche tra tradizioni Orientali e Occidentali. Questa tendenza contempla movimenti estremamente vari, come il dominio di Efeso, Seimeikyo Europe, e l'Associazione di Meditazione in Francia.
 
Le due associazioni che raccolgono il maggior numero di seguaci sono indubbiamente i Cavalieri del Loto d'Oro e la Fratellanza Universale Bianca.
 
Fondata da Omraam MikhaŰl A´vanhov nel 1947, quest'ultima si presenta in forma di scuola iniziatica che propone un esoterismo sincretico basato sul culto del Sole, le leggi del karma e la "galvanoplastica spirituale".
 
L'associazione dei Cavalieri del Loto d'Oro fu fondata nel 1967 da Gilbert Bourdin; la sua principale dottrina è l'aummismo, che professa che la prima parola di Dio all'inizio della creazione dell'universo è stata "Aum". Come conseguenza, i Cavalieri si dedicano ad una pratica che consiste nell'emissione un milione di volte del suono "om", e nella recitazione del mantra "Om Ah Hum", che si suppone neutralizzi le vibrazioni delle forze occulte. Lo scopo di questa nuova mistica universale e sincretica, in grado di avvicinare Est e Ovest, è salvare la terra e il cosmo dall'autodistruzione per l'instaurazione dell'età dell'Oro e la sua nuova società.
 
Gilbert Bourdin, alias il Cristo Re della Nuova Alleanza, alias Hamsah Manarah, alias Melchizedek, nel 1990 si è autoproclamato "Messia multiplanetario", a seguito di una lunga sequela di schermaglie contro una moltitudine di nemici. La città santa di Mandarom è insediata a Castellane.
 
 
Informazioni Generali, ove necessario, al fine di raffinare l'analisi ha integrato il "tipo dominante" con un "tipo associato", attenendosi ai criteri già illustrati.
 
 
  • Il concetto di tipi "dominanti" e "associati"
 
 
L'analisi ha condotto, per esempio, a distinguere all'interno dei movimenti "New Age" le sette che possono essere inquadrate solo come parte di questo movimento, da quelle dottrine che attingono elementi da tendenze "curative", "sincretiche" e "Orientali".
 
Allo stesso modo è possibile, all'interno dei movimenti apocalittici, distinguere i movimenti "evangelici" da quelli più specificatamente "orientali".
 
Mentre la dottrina dei Testimoni di Geova è troppo nota perché sia necessario ripercorrerla in questa sede, la Chiesa Universale del Bene è un'altra setta di tipo "apocalittico/evangelico". Fondata dall'americano Herbert W. Armstrong (1892-1896), si è sviluppata in Europa negli anni '50. La sua dottrina è basata sull'"Anglo-Israelismo", secondo cui i veri Israeliti, discendenti dalle dodici tribù d'Israele, sono gli anglosassoni e gli europei dell'Occidente. La restaurazione della Chiesa Anglo-Israelita insegna a riconoscere nella Regina d'Inghilterra la legittima erede del Regno di David. La regina dovrà comunque cedere il suo trono a Cristo quando questi tornerà sulla terra.
 
L'Università Spirituale Internazionale di Brahma Kumaris è più rappresentativa della tendenza orientale all'interno delle sette apocalittiche. Fondata da Brahma Baba Lekk Raj, l'Università annuncia l'imminenza di un olocausto nucleare e la sopravvenienza del mondo futuro. Nell'attesa di questo evento, la pace interiore dell'uomo può derivare da un certo numero di pratiche, la più elevata delle quali è il Rajah-Yoga.
 
 
Si specifica infine che nell'ipotesi - assai frequente - in cui una setta non possa essere inserita in una singola corrente di pensiero, Informazioni Generali ha cercato di considerare come tipo dominante quello a cui sia attribuito empiricamente ed implicitamente il più alto grado di pericolosità. Pertanto, i criteri "apocalittici", "curativi", "psicoanalitici" e "satanici" sono generalmente posti davanti ai nove altri possibili tipi che potrebbero essere riscontrati per la setta considerata. Una setta il cui nome evochi spontaneamente un movimento orientale (per esempio "Sri Sathya Sai"), sarà di conseguenza classificata come relativa alla tendenza "curativa", in quanto diversi elementi del suo messaggio sono manifestamente taumaturgici.
 
 
 
2. - Risultati dell'indagine
 
L'analisi che Informazioni Generali ha svolto su questa base e comunicato alla Commissione, da una parte rende possibile praticare una distribuzione delle sette tra le varie correnti di pensiero e, dall'altra, rappresentare il vasto profilo dell'evoluzione del movimento settario.
 
 
Distibuzione delle sette tra le correnti di pensiero
 
La distribuzione delle sette per tipo dominante rivela il peso dominante della tendenza "New Age". Tra le sette prese in considerazione da Informazioni Generali (173 in totale), 49 sono elencate come "New Age", 19 come "Orientali", 18 come "Curative", 16 come "Occulte", 15 come "Apocalittiche" e 13 come "Evangeliche". Le categorie di "Pseudo-cattoliche", "Psicoanalitiche" e "Sincretiche" raccolgono ciascuna 9 movimenti. Infine le tendenze "UFO" (5 movimenti), "Alternative" (4 movimenti), "Sataniche" (4 movimenti) e "Neo-pagane" (3 movimenti) costituiscono senz'altro una minoranza.
 
Dei 173 movimenti studiati, 69 vengono inseriti in una singola corrente di pensiero. Uno studio della distribuzione delle "tipologie associate" delle restanti 104 sette evidenza la prevalenza del criterio "curativo" (citato 46 volte) e del criterio "New Age" (20 casi). Gli altri tipi associati sono evocati meno di dieci volte.
 
Se si ragiona in termini di numero delle strutture, si nota ovunque una consistente diversità all'interno del movimento settario: l'applicazione dei due criteri "tipo dominante" e "tipo associato" conduce ad enumerare 56 categorie di sette. Nessuna di queste categorie comprende più di cinque movimenti, con sei eccezioni degne di nota:
 
 
  • Il movimento "New Age/Curativo" comprende 20 movimenti il cui numero di seguaci è tuttavia ridotto (eccetto che per Hue-Francia).
  •  
  • Il movimento "New Age" puro comprende 17 movimenti con un pubblico relativamente esiguo (meno di 500 seguaci).
  •  
  • Il movimento "Orientale" puro comprende 9 strutture di cui alcune raccolgono un alto numero di seguaci (Sri Chinmoy, Shri RAM Chandra, Soka Gakkai);
  •  
  • Il movimento "Evangelico" puro riunisce 8 movimenti con seguito limitato;
  •  
  • Il movimento "Curativo/New Age" raccoglie 6 strutture con seguito limitato;
  •  
  • Il movimento "Evangelico/Curativo", sebbene non numeroso in termini di numero di gruppi (5), ha un forte seguito, che comprende Alleanza Universale, La Chiesa Evangelica della Pentecoste di Besancon, la Chiesa Neo-apostolica, il Mondo di Fede e Vita Cristiana in Francia.
 
 
Uno studio ristretto alle sole sette il cui numero di seguaci è relativamente significativo (superiore a 500), ci porto a realizzare l'impressione di una forte prevalenza delle sette del tipo "New Age" o "Curativo".
 
 
 
TIPOLOGIA DELLE SETTE IL CUI NUMERO DI SEGUACI È SUPERIORE A 500
 
 
Nome della setta Tipo dominante Tipo associato
Alleanza Universale Evangelico Curativo 
ANTHROPOS - Associazione per la Ricerca dello Sviluppo Olistico dell'Uomo New Age Curativo 
Associazione Testimoni di Geova Apocalittico Evangelico 
Associazione Lucien J. Engelmajer  Curativo Psicoanalitico 
Associazione SRI Chinmoy di Parigi Orientale 
Associazione Subud di Francia - Susila Dharma Francia Orientale Sincretico
CEDIPAC SA (ex-GEPM) Evangelico 
Cavalieri del Loto D'Oro Sincretico 
Comunità dei Piccoli Fratelli e Piccole Sorelle del Sacro Cuore Pseudo-Cattolico
Culto Antonista Curativo Sincretico 
Dominio d'Efeso Sincretico New Age 
Chiesa di Scientology di Parigi Psicoanalitico Curativo 
Chiesa Evangelica della Pentecoste di Besancon Evangelico Curativo 
Chiesa Neo-apostolica di Francia Evangelico Curativo 
Chiesa Universale di Dio Apocalittico Evangelico 
Chiesa Universale del Regno di Dio Curativo  Evangelico 
Chiese Internazionali di Cristo in Francia Apocalittico Evangelico 
Energia Umana e Universale Francia - HUE Francia New Age Curativo 
Fratellanza Universale Bianca Sincretico Curativo 
Fratellanza di Nostra Signora Pseudo-Cattolico 
Istituto di Scienza Vedica Maharishi Pargi - C.P.M. - Club della Meditazione Orientale Curativo
Invito alla Vita Intensa Pseudo-cattolico Curativo 
Occhi Aperti Apocalittico Curativo 
Casa di Giovanni New Age Sincretico 
Mondo della Fede - Mondo Evangelizzatore Evangelico Curativo
Movimento Graal in Francia Curativo Occulto 
Movimento Raeliano Francese UFO Curativo 
Cultura e Tradizione di Ontologia Metodologica Occulto UFO 
Paris Dharma Sah - Lotus Sangha di Buddismo Sociale Europeo Orientale Curativo
Missione Shri Ram Chandra  Francia Orientale 
Società Internazionale di Trilogia Analitica Psicoanalitico Curativo 
Soka Gakkai International Francia Orientale 
Unione di Associazioni, Centri e Gruppi di Sri Sathya Sai Curativo Orientale
Università Spirituale Internazionale di  Brahma Kumaris Apocalittico Orientale
Vita Cristiana in Francia - Centro di Vita Cristiana Evangelico Curativo 
Viswa Nirmala Dharma - Sahaja Yoga Orientale Apocalittico 
 
 
 
Si pone in evidenza inoltre che le tendenze "Orientale", "Evangelica" e "Apocalittica" comprendono rispettivamente 7, 6 e 5 movimenti, laddove quella "New Age" ne racchiude solo 3. Inoltre, se la tendenza "Curativa" raccoglie solo 5 sette, questo criterio viene citato 15 volte come tipologia associata.
 
Il lavoro svolto da Informazioni Generali fornisce, oltre a un quadro del fenomeno settario, elementi che rendono possibile seguire la sua evoluzione sul medio periodo.
 
 
Evoluzione tipologica del fenomeno settario
 
È possibile riscontrare le seguenti grandi tendenze nell'evoluzione del fenomeno settario.
 
 
  • La "New Age" appare responsabile della ritirata dell'"Alternativo" e della preparazione dell'"Apocalittico".
 
 
La "New Age" è una tendenza spirituale e filosofica "piglia-tutto" importata dagli Stati Uniti alla metà degli anni '80, ed appare la numero uno nella competizione fra le sette alle soglie del terzo millennio. Di fatto, nuovi gruppi o network dedicati all'"Età dell'Acquario" vengono creati quasi ogni giorno laddove, nello stesso tempo, le sette significative e ormai vecchie (FBU, Nuova Acropoli) cercano di "rinverdire" le loro dottrine incorporando temi "New Age".
 
Un'autentica nebulosa, composta sia da semplici organizzatori di corsi di addestramento alla ricerca di clienti che da veri e propri guru che controllano una struttura, la "New Age" diviene nociva nel momento in cui può predisporre i suoi seguaci a prendere, per esempio, strade più pericolose di tipo "apocalittico".
 
L'avvicinarsi dell'anno 2000, infatti, corrisponde a una considerevole moltiplicazione dei gruppi "apocalittici" o millenaristi, in parte a causa del male interpretato messaggio (fondamentalmente ottimista) dei "New Ager". Inoltre, grandi battaglioni di seguaci delusi provenienti dalle fila evangeliche (Testimoni di Geova, Avventisti...) o dai movimenti sincretici potrebbero andare a ingrandire il movimento.
 
In ogni caso, il movimento "New Age" ha fatto regredire in proporzioni considerevoli il dominio esclusivo del movimento "alternativo", che era fermamente ancorato al panorama settario fin dagli anni '70 (comunità di "ritorno alla terra" con carattere tribale come Ecoovie).
 
 
  • Le sette "Orientali" si sono rinnovate
 
Le attuali sette "Orientali" sono il nocciolo duro e le eredi delle sette religiose dominanti negli anni '70 e '80. Gruppi come Krishna, Meditazione Trascendentale e Soka Gakkai sono generalmente le sole superstiti, laddove sono comparse correligionari importanti (HUE, sette giapponesi...). La spiritualità orientale ha sempre affascinato, anche se oggigiorno è in competizione con gruppi "New Age" e incorpora sempre più precetti "curativi" particolarmente dannosi.
 
 
  • Il dominio di componenti "curative" invade la maggioranza delle tendenze settarie, seguendo l'esempio "New Age"
 
Con la componente "New Age", ora nel panorama settario le pseudo-terapie di origine divina o "naturale" operano su larga scala. Confinata fino ad anni recenti nella sfera delle religioni orientali (Mahikari, HUE...) o cristiane (IVI, gruppi evangelici...) oggigiorno la componente "curativa" dominante è stata trapiantata anche nella maggioranza di tendenze settarie su larga scala (occultistica, sincretica, psicoanalitica)... quando non è sufficiente some singolo obiettivo della setta (Federazione Internazionale per lo Sviluppo dell'Alimentazione Istintiva).
 
Imponendosi con gradi diversi, dal semplice predicatore a procedimenti "terapeutici" completi, questa componente dominante presenza altresì pericoli variabili che dipendono dall'affermare o meno di poter curare le malattie più gravi, e se prescrivono il rifiuto della medicina ufficiale.
 
 
  • Il vasto "occulto" sembra scarsamente minacciato dai suoi saldi vicini "neopagani" e "satanici"
 
Oltre ai numerosi movimenti esoterici non presi in considerazione (Rosacroce AMORC, Martinisti...), strutture multiple di tradizione neo-templare, iniziatica ecc. perpetuano una tendenza "occulta" che oggi viene spesso ibridata con contributi delle correnti "New Age" o "curative". Il margine di queste fratellanze, che spesso sono principalmente interessate all'assistenza finanziaria dei loro membri, da tempo immemorabile ruota attorno a gruppi neopagani ("Druidi"...) o Satanici (WICCA...) il cui aspetto folcloristico non dovrebbe far dimenticare l'ideologia elitaria, aggressiva e frequentemente razzista.
 
Sulla scacchiera settaria, tutte queste tendenze "magiche" sembrano essersi spostate di poco. Tuttavia l'estrema segretezza di alcuni di questi gruppi non rende possibile individuarli sistematicamente, e i gruppi satanici ispirano timori che non dovrebbero essere presi alla leggera perché, seguendo l'esempio dei loro "correligionari" degli Stati Uniti o dei paesi Scandinavi, è probabile che i Luciferiani francesi abbandonino le loro attuali attività folkloristiche per azioni criminali: profanazioni di cimiteri, traffico di droga, reati di sangue...
 
 
  • Le tendenze "evangeliche", "pseudo-cattoliche" e "sincretiche" resistono abbastanza bene
 
Come nel caso della tendenza orientale, i cui aspetti esotici mantengono i ranghi sulla scena delle sette, questi movimenti religiosi dominanti sperimentano sempre più il bisogno di sviluppare, su base puramente addizionale e remunerativa, insegnamenti (e servizi) incentrati sulla cura divina. Le "piccole chiese" dirette da falsi vescovi si stanno altresì mantenendo con l'uso caricaturale di rituali cattolici romani o orientali.
 
Dall'altra parte i movimenti evangelici dominanti, spesso animati da autentici pastori naufragati nel ruolo di guru, beneficiano sempre della libertà di prosperare ai loro margini offerta dalle strutture Protestanti ufficiali. I gruppi sincretici, da parte loro, resistono con difficoltà alla vaghezza "New Age".
 
 
  • È innegabile la passione per le sette "moderne" che sostengono di avere basi psicoanalitiche
 
Senza dubbio, nelle dinamiche settarie degli anni recenti, la tendenza "psicoanalitica" occupa il terzo posto su un podio già ricoperta dalla "New Age" e dai movimenti "curativi". La difficoltà di operare una precisa descrizione che descriva questo trend spiega perché l'informazione quantitativa ad esso relativa traduce la sua influenza solo in modo estremamente carente.
 
Con avanguardie come Scientology, oggi questa tendenza sembra essere uno dei sostituti privilegiati delle dottrine religiose tradizionali. È sufficiente osservare la proliferazione di dispensari che propongono corsi di addestramento e seminari di "sviluppo personale"... finanziati a volte all'interno di strutture di formazione vocazionale.
 
Esistono certamente più "clienti" che "fedeli", ma i casi di derive settarie si moltiplicano. Il danno causato alle vittime è particolarmente serio (rovina, pazzia, suicidio...) poiché, in questo tipo di setta, le tecniche di manipolazione mentale sono estremamente sofisticate.
 
 
  • La tendenza "UFO" resta contenuta ma prospera
 
Guidati dal movimento Raeliano e da Siderella, gli "ufisti" non fanno molta scuola. Il potere umano progredisce meno degli addebiti per i servizi suggeriti dalla persona in carica. Qui di nuovo l'aspetto pittoresco nasconde spesso concetti più inquietanti, come la "geniocrazia" (o "governo delle élites") dei Raeliani.
 
 
 
B. - PRATICHE SPESSO PERICOLOSE
 
I pericoli che le sette presentano, altrimenti chiamate "derive" settarie, meritano la nostra maggiore attenzione. Di fatto sono questi i pericoli che giustificano l'indagine dettagliata che deve portarli all'attenzione pubblica e, ricordiamo, ha condotto all'istituzione della nostra Commissione di Inchiesta. È pertanto consigliabile analizzarli nel dettaglio.
 
Tuttavia, prima di procedere, è necessario chiarire un possibile malinteso: non tutti i movimenti spirituali differenti dalle religioni tradizionali, movimenti che comunemente vengono definiti sette, sono pericolosi. Prendiamo ad esempio i Battisti, i Quaccheri, i Mormoni. Il loro ruolo può, a volte, essere addirittura considerato assai positivo: «Nelle sette incontrate il meglio e il peggio [...]. A volte, attraverso le sette, alcuni trovano un senso di appartenenza a un gruppo caldo e cordiale, altri rinvengono un indirizzo di vita, altri ancora vengono sfruttati. Tra i miei pazienti alcuni sono entrati in una setta. Non vorrei che ne uscissero per nessuna ragione al mondo, perché la setta agisce come loro tutore temporaneo.»
 
Pertanto la Commissione è stata molto cauta nel non fare un amalgama tra tutti i gruppi spirituali esistenti. Ha ritenuto di doversi limitare all'esame degli effetti dannosi causati solamente dalle sette pericolose. E questo per cercare di diffondere al meglio i mezzi per contrastarle. Questi effetti negativi sono stati denunciati in più occasioni, sia dalla stampa che dalle stesse autorità pubbliche. Il Rapporto di Alain Vivien del 1983, l'opinione della Commissione Consultiva nazionale sui Diritti Umani del 10 Dicembre 1993 e le risposte del Governo alle Interrogazioni Parlamentari ne testimoniano alcune, così come, sulla scena internazionale, i rapporti del Sig. Richard Cottrell del Parlamento Europeo del 1984 o di Sir John Hunt del Consiglio d'Europa nel 1991. Inoltre, durante i suoi lavori, la Commissione ha notato che nessuno ne ha contraddetto l'esistenza.
 
Per analizzare i pericoli esistenti in un certo numero di sette, la Commissione stessa si è basata principalmente su due fonti informative che garantiscono grande obiettività: per la precisione, ordini di tribunali giudiziari e dati raccolti da Informazioni Generali. Ha inoltre impiegato, in misura minore e con la prudenza necessaria, la testimonianza diretta di ex seguaci.
 
I seguenti punti rilevano che, se le sentenze dei tribunali testimoniano molte illegalità commesse dalle sette o da alcuni dei loro membri, forniscono solamente un resoconto assolutamente incompleto dei loro molteplici pericoli.
 
 
 
1. - Molteplici e svariate illegalità
 
Da tutte le sentenze a cui la Commissione ha avuto accesso, in particolare quelle fornite dalla direzione degli Affari Penali e dal Ministero di Giustizia, emerge che molte sette sono state responsabili, negli ultimi dieci anni, di illegalità. Esse concernono sei campi principali [dei quali si riportano in seguito esempi specifici - NdT]: attacchi fisici alla persona umana, maltrattamenti, aggressione aggravata, sequestro, omissione di soccorso, abuso della professione medica.
 
Il tribunale di Versailles ha stabilito, nella sua sentenza dell'8 e 9 febbraio 1995 (N. 234) che il Sig. e la Sig.ra Mihaes, leader della setta "La Cittadella", si sono resi colpevoli, tra l'altro, di violenza su un minore quindicenne, allontanamento e sequestro. Il resoconto dei fatti stilato dalla Corte è eloquente:
 
«Atteso che il Sig. Solomon, che ha fatto parte di questo gruppo [La Cittadella] dal 1974, ne è fuoriuscito nel 1990, è rientrato qualche tempo dopo con la moglie, laddove i loro due figli maggiorenni Karen e Pascal come la figlia minore Dana Solomon erano rimasti nel movimento;
 
«Che il Sig. Solomon e la moglie il 25 agosto 1991 erano riusciti a riavere con difficoltà la figlia Dana, che all'epoca si trovava presso il castello di Courcillon in custodia presso la famiglia Mihaes;
 
«Che Dana Solomon spiegava che in questa comunità i figli erano di norma separati dai genitori e che venivano sottoposti a vari maltrattamenti inflitti loro, in particolare dalla Sig.ra Mihaes, Sig.ra Esther Antoine e Sig. Axel Schmidt;
 
«Che lei stessa, in diverse occasioni, è stata battuta, sequestrata, costretta a digiunare, ed è stata generalmente privata di alimentazione sufficiente;
 
«Atteso che è stato stabilito che, sotto copertura dell'applicazione di precetti biblici, la bambina era stata costretta a digiunare, a confessioni pubbliche, era stata soggetta a punizioni che, oltre al danno, conducono al fatto che Dana Solomon è rimasta in isolamento così come è restata vittima, trattenuta contro la sua volontà nella casa del custode della proprietà di Vésinet, senza riscaldamento durante i mesi invernali, mentre le veniva concesso solo un pasto frugale, e che conducono al fatto che Dana Solomon è rimasta vittima dello spostamento di residenza, "in punizione" nella residenza della coppia Bahjejian e separata dai suoi fratelli e sorelle.
 
«Atteso che in riferimento con maggiore precisione agli imputati, è stabilito che la Sig.ra Delia Mihaes, che ha sempre contestato le accuse sollevate nei suoi confronti, ha commesso i fatti che le vengono contestati in questo caso, compiendo molto spesso atti di violenza in riferimento ai ragazzi Stéphane, Jonathan, Céline e Claire Antoine, Dana Solomon, così come a riguardo dei suoi figli gemelli Octavius e Flavius;
 
«Che ciò ha seriamente compromesso la salute e l'educazione di questi bambini per averli sottoposti alle privazioni e alle punizioni precedentemente esposte;
 
«Che è stato inoltre stabilito che si è resa complice del sequestro esercitato sulla persona di Dana Solomon
[...]»
 
Il tribunale provinciale di Digione ha dovuto condannare, con sentenza del 9 gennaio 1987 (N. 118-87), il direttore assistente del centro "Narconon" di Grangey-on-Ource per omissione di soccorso. Questo centro, istituito dalla Chiesa di Scientology, propone la disintossicazione applicando i metodi di Ron Hubbard; per la precisione, la procedura di "purificazione" è basata principalmente su numerose ore di sauna al giorno, "auditing" e una significativa assunzione di vitamine. In questo caso la vittima era stata a lungo in trattamento per epilessia, e si era rivolta a questa organizzazione perché desiderava "essere liberata dalla droga". Il centro A, senza esame medico preliminare, l'ha posta in una camera di "disintossicazione". Tuttavia gli esperti medici hanno dimostrato che la sua morte è stata causata da «crisi epilettica dovuta all'assenza di cura sufficiente al suo manifestarsi, e di assenza di trattamento di emergenza durante la crisi». La sentenza non lascia dubbi sulle responsabilità del Centro.
 
«Che se Jocelyne Dorfmann ha assunto la decisione di ridurre l'assunzione di farmaci, poi di interromperla a rischio di compromettere la sua salute, gli imputati non hanno mai cercato di ostacolarla con la necessità di un esame medico d'ammissione, che avrebbe probabilmente reso possibile controindicare la cura disintossicante; è inconcepibile che la vittima possa essere stata accettata senza questo esame e seria terapia, nonostante avesse dichiarato il suo stato di salute e di epilessia, laddove gli imputati hanno ammesso di essere a conoscenza che in caso di malattia seria il trattamento medico non doveva essere interrotto;
 
«Che se al momento in cui si è verificata la prima crisi gli imputati non ne avessero colto l'esatta natura, la ripetizione delle crisi e la loro crescente intensità avrebbe dovuto evocare un'origine diversa da uno stato di mancanza che, secondo gli esperti medici, non può essere confuso con uno stato epilettico;
 
«Che non hanno considerato utile chiedere direttamente alla vittima, mentre era ancora cosciente, se queste dimostrazioni potessero corrispondere alle convulsioni epilettiche di cui aveva riferito, o di rivolgersi al medico più vicino
[...]»
 
Inoltre, in questi ultimi anni, sono stati osservati diversi casi di abuso della professione medica. Si ricorderà, per esempio, l'episodio alquanto significativo del Sig. Main, a capo di una comunità religiosa denominata "Il Buon Pastore", che, dichiarando il titolo di vescovo (era stato ordinato tale da ecclesiastici che non obbedivano più a Roma dopo il Consiglio Vaticano II), affermava di curare o alleviare i suoi "fedeli" con parole, preghiere, imposizione delle mani, impiego del pendolo e pratica di esorcismi. Le conclusioni del Tribunale Provinciale di Périgeaux, nella sua sentenza del 22 giugno 1994 (N. 894), non necessitano commenti: Il Sig. Main è stato riconosciuto colpevole di abuso della professione medica con sentenza del 22 giugno 1994.
 
Sono inoltre state pronunciate sentenze in riferimento alla violazione di diversi obblighi familiari, in particolare da parte di genitori, seguaci di sette, a riguardo dei loro figli.
 
Pertanto, per esempio, la Corte di Appello di Rennes ha giudicato (sentenza del 13 febbraio 1993 - sposi Durand) che il Sig. e la Sig.ra Durand, membri della setta Sahaja Yoga, hanno «seriamente compromesso la salute e la sicurezza di loro figlio Yoann venendo meno alle misure necessarie», come da art. 357.1 codice penale, inviando il ragazzino di sei anni e mezzo in una scuola di Dharamsala diretta da seguaci della setta. Le motivazioni della sentenza meritano di essere citate:
 
«[...] considerando [...] che in base a un banale prospetto illustrativo che forniva un semplice orientamento generale [...], Domenica e Josette Durand [...] nell'aprile del 1990 hanno assunto la decisione di iscrivere [...] il loro figlio Yoann, senza accompagnarlo durante il viaggio, a una scuola il cui contenuto educativo, in Inglese e Hindi, non era loro realmente noto [...], che non hanno offerto al bambino alcuna garanzia sull'esito di insegnamento, condizioni e modi di vita che attendevano il bambino, il cui fascicolo rivela che erano particolari e in un ambito climatico assai duro [...]; senza assicurarsi, prima della partenza del bambino, se lo attendevano infrastrutture mediche e organizzazione sanitaria; senza addirittura informarsi dai medici specializzati più vicini dei rischi che il bambino avrebbe corso in un'area del mondo colpita da serie malattie epidemiche generalmente sconosciute in Europa; senza valutare i rischi, per un bambino di sei anni e mezzo, del sentimento di abbandono, anche di rifiuto laddove il bambino era a conoscenza della nascita di una stretta relazione con un altro bambino nella vita domestica, e che questo altro bambino manteneva relazioni particolarmente privilegiate con i nonni materni, i coniugi Héline;
 
«
[...] che il rapporto stilato da tre esperti che hanno esaminato il bambino il 5 luglio 1991 ha evidenziato significativa degenerazione psichica collegata alla separazione brutale e prolungata descritta con precisione dal tribunale, mentre successivi esami hanno rilevato un chiaro miglioramento nel bambino una volta ritornato nel suo nucleo familiare, e riprendendo parte alla scuola normale»
 
A volte i fatti non sono così apertamente biasimevoli. Il giudice allora si astiene dal condannare direttamente i genitori/seguaci, ma rifiuta loro l'esercizio della patria potestà o della custodia. È in questa direzione, per esempio, che ha giudicato il Tribunale Provinciale di Avignone il 25 maggio 1992 (sentenza N. 673/92):
 
«Certamente non spetta al Tribunale giungere a conclusioni su pratiche positive o misfatti della setta [...] dei Testimoni di Geova, ma solo "nell'interesse dei minori" [...] indicare il parente con cui i bambini hanno la loro abituale residenza, e decidere sull'esercizio della patria potestà.
 
«Dopo aver enumerato parte dell'impressionante elenco di interdizioni che i seguaci di questa setta - a cui Madam non contesta di aver aderito - devono rispettare, la Sig.ra Audoyer fa giustamente notare, nel rapporto di indagine sociale depositato, la probabilità che esse blocchino il futuro di bambine come Debora e Flora.
 
«L'educazione dei bambini non dovrebbe davvero consistere in un indottrinamento basato su una particolare visione da cataclisma da cui solo i seguaci della setta verranno salvati, ma al contrario in un risveglio dello spirito, un'apertura verso tutti i campi della conoscenza e tutte le discipline, così come verso le relazioni con il prossimo senza discriminazioni di razza, religione e idee.
 
«Allo stato attuale, al fine di preservare il presente e il futuro di queste due bambine
[...] sembra necessario stabilire la loro residenza abituale con il padre, che eserciterà la patria potestà [...]»
 
Le sette, inoltre, nel corso degli anni recenti si sono rese colpevoli spesse volte di calunnia, diffamazione a mezzo stampa e violazione della sfera privata.
 
Di conseguenza, nella sentenza del 13 ottobre 1993 (Sig. Abgrall C./Sig.ra Lefévre) il Tribunale Provinciale di Parigi ha condannato per diffamazione la Sig.ra Lefévre, direttore della pubblicazione Etica e Libertà, una delle riviste della Chiesa di Scientology. Infatti un articolo di questa pubblicazione intitolato "Una Milizia di Pensiero" e dedicato all'Associazione per la Difesa Individuale e della Famiglia [ADFI], rivolgeva affermazioni relative al rapimento e sequestro da parte di membri di quest'associazione, e in particolare dell'internamento in ospedale psichiatrico, nel 1991, di uno Scientologista di Marsiglia, messo in atto con la complicità di J. M. Abgrall, psichiatra, laddove le accuse non potevano essere provate.
 
Allo stesso modo la Corte d'Appello di Douai, con la sentenza del 18 marzo 1982 (N. 302), ha riconosciuto che il Centro Dianetics Hubbard era colpevole di «calunnia pubblica, paragonabile a ingiuria», per aver scritto quanto segue in riferimento all'ADFI:
 
«... appare vitale, per la libertà di religione e di pensiero, denunciare e fermare gli intrighi di questo gruppo fascista che spara su tutto quanto si muove che sia nuovo o diverso...»
 
Si può inoltre evocare il caso di diffamazione confermato dalla Corte Suprema d'Appello il 28 Aprile 1987 (A.J.), simile a quello della violazione della sfera privata da parte dell'associazione Etica e Libertà, in una decisione resa lo scorso 15 marzo dal Tribunale Provinciale di Parigi (N. 9).
 
Diverse decisioni giurisdizionali testimoniano inoltre la pratica assai frequente dell'evasione fiscale da parte di certe associazioni.
 
La Suprema Corte d'Appello, per esempio, il 25 giugno 1990 ha confermato (Blanchard Henri e altri) la decisione della Corte d'Appello di Parigi del 26 gennaio 1988 che condannava il presidente dell'Associazione per l'Unificazione della Cristianità Mondiale (AUCM), vale a dire la branca francese della setta di Moon, per evasione fiscale. La decisione mostra in particolare che l'organizzazione, sotto la copertura di associazione con fini religiosi, ha conseguito significativi profitti non dichiarati:
 
«[...] Atteso che Henry Blanchard è tornato di fronte al tribunale correzionale per aver fraudolentemente trattenuto la AUCM, di cui è Presidente, dalla costituzione e dal pagamento delle tasse aziendali, e di aver consapevolmente omesso di passare, o di lasciar passare, i documenti sostitutivi del giornale mastro e del libro degli inventari, insieme o parte delle scritture;
 
«Atteso che
[...] il giudice ha concluso che la AUCM ha solo l'apparenza di un'associazione e che esercita, con la messa in vendita di un giornale, un'attività da cui trae profitto, di cui una parte significativa, priva di ricevuta, è stata impiegata, via prestanomi, per acquistare mobili e immobili occulti di cui, per alcuni, l'assegnazione non può essere specificata; [...]»
 
Altresì condannati per evasione fiscale, tra gli altri, sono stati l'Associazione per la Coscienza di Krishna (AICK) (cfr. in particolare 19 ottobre 1989, Corte d'Appello di Bourges, N. 461/89) e la Chiesa di Scientology (in particolare 3 febbraio 1995, Corte d'Appello di Parigi, N. 7). Anche in questo caso le organizzazioni avevano conseguito sostanziali profitti commerciali per mezzo di associazioni che non erano tenute a perseguire questo obiettivo.
 
Inoltre la Corte d'Appello di Parigi, 2 febbraio 1995, ha stabilito che la Chiesa di Scientology aveva presentato una passività di 41 milioni di franchi [6.842.900 dollari USA nel 1999 - NdT] che aveva posto in rettifica legale. Il Tribunale Commerciale di Parigi ha pronunciato, il 30 novembre 1995, la messa in fallimento della Chiesa di Scientology di Parigi per non aver pagato al fisco e al URSSAF l'ammontare di 48 milioni di franchi [8.011.200 dollari USA nel 1999 - NdT].
 
Si pongono in evidenza ancora molteplici casi di truffa, frode, abuso di fiducia.
 
Il Tribunale Provinciale di Draguignan ha pertanto, con decisione del 20 marzo 1995 (N. 882/95), condannato due persone (il Sig. Galiano e la Sig.ra Pison) per truffa, essendosi rispettivamente presentanti come Cristo e la Vergine. E questo per le seguenti ragioni:
 
«Come conseguenza di tutti gli elementi presi in esame, da alcune messinscena in luoghi di ritrovo pubblici, hanno persuaso persone credule dell'esistenza di una capacità sovrannaturale che avrebbe permesso loro di sperare in una vita migliore o in una cura, sfruttando l'alibi della scienza, per la precisione la professione di psicoanalista per uno, e di dentista per l'altro. Nel cercare di farsi dare o mentre percepivano somme, hanno commesso il reato di truffa.»
 
La Suprema Corte d'Appello di Cassazione ha inoltre giudicato, il 15 novembre 1995 (A. Pouteau), che la società a responsabilità limitata Wide, di cui Alain Pouteau era manager e che le indagini hanno mostrato essere «sotto il comando della Chiesa di Scientology», sfruttava, a fini commerciali, un centro di formazione, e aveva diffuso pubblicità nella stampa, e circolari ai municipi, in cui il centro si impegnava a procurare ai candidati, al termine della formazione, un impiego presso un'azienda seria, «si è reso colpevole di frode perché non è stato in grado di garantire un impiego a chi seguiva i suoi corsi».
 
Il celebre caso della setta di Fréchou illustra perfettamente, inoltre, l'abuso di fiducia perpetrato dai leader di sette a danno dei loro seguaci. Difatti questi si erano impropriamente attribuiti il titolo di prete, il che ha permesso loro di estorcere significative quantità di regali dai loro fedeli seguaci (cfr. in particolare 10 maggio 1991, Corte di Appello di Agen, N. 215/91).
 
Infine la giurisprudenza fornisce rapporti di molteplici violazioni delle leggi sul lavoro o sulla previdenza sociale.
 
«La denuncia di sfruttamento spietato dei seguaci da parte dei leader, disprezzo di leggi sociali, orari di lavoro, mancanza di remunerazione e assistenza previdenziale [...] trova conferma nel fatto che Ecoovie non emette alcun contratto di lavoro, salario, dichiarazione alla previdenza sociale o al dipartimento tributario relativa ai seguaci che impiega, limitandosi ad appellarsi al fatto che si tratta di volontari». È così, per esempio, che il Tribunale Provinciale di Parigi ha descritto nella sua sentenza del 10 luglio 1985 (N. 263) il modo in cui la setta Ecoovie concepiva l'applicazione dei regolamenti del lavoro e delle leggi sulla previdenza sociale.
 
In anni recenti, in conclusione, a scapito delle sette sono stati emessi numerosi giudizi su svariati fronti, sulla base di fatti materiali innegabili.
 
Tuttavia alla Commissione è stato fatto notare che questo approccio evidenzia i pericoli connessi a certi movimenti settari solo in modo incompleto.
 
 
 
2. - Una dannosità che spesso oltrepassa il campo delle illegalità riscontrate dai tribunali
 
Ovviamente non tutte le azioni biasimevoli commesse dalle sette vengono sottoposte a giudizio. Ne siamo ben lontani. I giudizi richiedono, difatti, il sussistere di diverse condizioni spesso difficili da ottenere:
 
 
  • È necessario, innanzitutto, che la persona che ha subito un danno ne sia cosciente. Per i seguaci, tuttavia, la regola che viene loro imposta dal guru è inevitabilmente buona. È necessario pertanto che il seguace prenda sufficiente distanza dalla setta, di solito mentre la sta lasciando, al fine di conseguire questa presa di coscienza;
  •  
  • A questo punto la parte interessata decide di sporgere denuncia. Tuttavia questo passo è assai lontano dall'essere automatico: molti preferiscono "girare definitivamente pagina" su un periodo traumatico della loro vita; altri si affidano prontamente ad associazioni di difesa, ma non osano dare inizio a procedimenti per mancanza di fiducia o per timore di rappresaglie;
  •  
  • La prova del reato, così come la responsabilità della sua istigazione, secondo la maggioranza di persone sentite dalla Commissione è difficile da portare, e questo a causa dell'"originalità" dei reati settari dove le vittime sono a volte, a causa del loro momentaneo assenso, veri e propri attori;
  •  
  • È inoltre necessario che i fatti corrispondano a una incriminazione prevista e sanzionata dalla legge, il che, per esempio, non è ovvio in casi di manipolazione mentale;
  •  
  • Infine, nel caso intervenga un giudizio, occorre farlo rispettare, cosa che a volte incontra grandi difficoltà per la molteplicità dei mezzi che certi movimenti sono in grado di dispiegare: procedure dilazionatorie, pressioni di ogni tipo, auto-dissolvimento o, molto semplicemente, fuga all'estero.
 
 
Le informazioni fornite alla Commissione da Informazioni Generali, così come le testimonianze che ha ricevuto, conducono a pensare che i pericoli che certi movimenti settari presentano per l'individuo e per la società siano, in realtà, al contempo più numerosi, più diffusi e più gravi di quanto la sola lettura di ordini di tribunale possa suggerire.
 
L'elenco sotto riportato, suddiviso in dieci categorie, raggruppa i pericoli che il fenomeno settario presenta per gli individui da un lato, e per la società dall'altro, come la Commissione ha potuto apprenderli durante l'insieme dei suoi lavori.
 
 
 
a) Pericoli per l'individuo
 
Il primo di essi è la destabilizzazione mentale. Questa espressione va intesa come destabilizzare qualcuno allo scopo di assoggettarlo all'influenza di qualcun altro a mezzo di persuasione, manipolazione e tutti gli altri mezzi materiali.
 
Secondo Informazioni Generali, i 172 movimenti settari coercitivi elencati ricorrerebbero a pratiche che possono essere qualificate in questo modo.
 
La destabilizzazione mentale può assumere forme diverse e, in particolare, aspetti molto insidiosi, come illustrano i "test della personalità" e l'"auditing" proposti dalla Chiesa di Scientology. Ecco come un ex seguace di questa associazione ha descritto alla Commissione la sua esperienza con il test:
 
«Questo test, composto da circa 200 domande che concernono denaro, famiglia, lavoro ecc. ecc. ha, secondo me, una base psicologica che tuttavia lascia spazio a un'analisi - oggi fatta al computer - che gli conferisce un aspetto molto impositivo, che tende a enfatizzare i difetti sopra ogni altra cosa.
 
«I difetti vengono pertanto amplificati, mentre le buone qualità vengono piuttosto sottostimate, il che rende possibile concludere che vi sono cose da fare, e che il Centro di Dianetica ti propone quelle cose
[...] e da lì si è tentati a proseguire.»
 
Di conseguenza il processo di destabilizzazione mentale è già iniziato. Raggiunge un ulteriore livello quando la parte interessata "procede" sul serio e accetta di dedicarsi all'"auditing" di Dianetics:
 
«Ho fatto cinque o sei ore di auditing. In queste sessioni conosciute come Dianetica [...] ti fanno chiudere gli occhi - un po' come dallo psicologo - e si rivivono i momenti difficili. Personalmente ho parlato del mio primo amore da adolescente - il che ha implicato un crescendo emotivo, a casa, che mi ha un po' turbato.
 
«A questo punto il male era davvero stato fatto, perché desideravo andare avanti...
»
 
La parte interessata andò davvero avanti, il che lo condusse ad uno stato di alienazione e di estrema dipendenza.
 
Questa pratica, si evince, è oltremodo insidiosa perché è priva di basi scientifiche ed è esercitata con il consenso della vittima, in modo progressivo e all'interno di un ambito perfettamente legale.
 
Certi procedimenti sono, d'altra parte, assolutamente più brutali. Operano, per esempio, al fine di indebolire l'individuo imponendogli una disciplina assai rigorosa, o comprimendo il suo spirito critico con richieste di azioni ripetitive o preghiere in modo da ottenere la sua completa obbedienza. Le testimonianze raccolte relative a una giornata tipica di un seguace dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna, in particolare con le sue undici ore di lavoro e le sei ore di devozione quotidiane, lo attestano.
 
Questi processi possono addirittura, a volte, portare i seguaci ad un avanzato stato di stanchezza patologica.
 
Si nota inoltre, seppure più raramente, il ricorso a tecniche soporifere che si spingono fino all'ipnosi profonda, o alla prescrizione di farmaci, permettendo alla setta di conseguire, per riprendere l'espressione del Colonnello Morin, un autentico "stupro psicologico" del seguace.
 
Sulla psiche delle persone a cui vengono applicate queste forme di destabilizzazione mentale si possono avere serie conseguenze come depressione, comportamento schizofrenico o grave stato di dipendenza.
 
Certe sette, inoltre, rivolgono ai loro seguaci richieste finanziarie esorbitanti. Secondo Informazioni Generali, questo costituirebbe, al giorno d'oggi, il caso di 76 sette.
 
È particolarmente vero per la Chiesa di Scientology. Questa farebbe pagare, per certi corsi, oltre 70.000 franchi [11.725 dollari USA nel 1999, NdT]. Parecchie testimonianze raccolte dalla Commissione evidenziano come questo avrebbe condotto molti seguaci a serie posizioni debitorie.
 
Si può anche citare l'Associazione per l'Unificazione della Cristianità Mondiale, che avrebbe richiesto da 7.000 [$1.173] a 14.000 franchi [$2.345] ad ognuna delle 72.000 persone che il reverendo Moon ha sposato collettivamente a Seoul lo scorso agosto.
 
Lo sfruttamento finanziario sarebbe anche il caso, in particolare, dell'Alleanza della Rosacroce, Nuova Acropoli, i Cavalieri del Loto d'Oro, la Chiesa Universale del Regno di Dio, la Grande Loggia e il Movimento Raeliano francese.
 
Di frequente viene posta in evidenza la rottura del seguace con il suo ambiente di origine. Questo è ovvio con le sette che praticano la vita comunitaria, ma esse non sono numerose. È più insidiosa ma altrettanto reale all'interno di sette i cui seguaci continuano, apparentemente, a svolgere la loro normale vita familiare e sociale, ma il cui impegno li conduce gradualmente a cessare ogni reale relazione tra il mondo esterno e il movimento a cui appartengono. Ed è precisamente questo l'obiettivo che il leader della setta desidera ottenere, offrendo al seguace l'incentivo per dedicare più tempo possibile alla setta, con i suoi riti e credenze: porre fine ad ogni contatto con chi potrebbe probabilmente insinuare dubbi nello spirito del seguace, risvegliare il suo senso critico e, infine, sviarlo dalla setta.
 
Secondo le informazioni raccolte dalla Commissione, 57 movimenti spirituali presenterebbero questo pericolo, in particolare Alleanza Universale, la Chiesa di Scientology, i Testimoni di Geova, IVI, The Family e il Movimento Umanista.
 
Nell'illustrare quanto sopra ci limiteremo a sottolineare la testimonianza rilasciata da un ex Testimone di Geova:
 
«[...] Se oggi decido di scrivere è per rompere i venti anni di silenzio mantenuti in perenne angoscia mentale a causa di una setta, che è [...] la setta dei Testimoni di Geova. Ho vissuto l'inferno.
 
«La gente vive in autarchia, non partecipa alla vita economica o culturale del paese. Sono un pericolo perché, molto semplicemente, ti distruggono; vieni portato via dalla tua famiglia, dagli amici, addirittura dalla società. Vieni isolato da tutto, esiste solo un comune indottrinamento per tutti i discepoli, e [illeggibile] se cerchi di essere te stesso. È vietato.»
 
Le pratiche di certe sette minano l'integrità fisica dei seguaci. Secondo le informazioni ottenute dalla Commissione, 82 sette rappresenterebbero questo tipo di pericolo per i loro membri. Può trattarsi di maltrattamenti, aggressione aggravata, sequestro, omissione di soccorso o abuso della professione medica, ma anche di aggressioni sessuali.
 
Sono state presentate diverse denunce contro il guru di Mandarom, Gilber Bourdin, per stupro, tentato stupro e aggressione sessuale. La parte interessata, inoltre, è stata posta sotto osservazione, e sotto controllo legale lo scorso giugno.
 
È risaputo che all'interno della setta dei Bambini di Dio (oggi dissolta) erano generalmente praticati prostituzione e incesto. Qui di seguito, per esempio, è come la figlia di David Berg, fondatore del movimento, descrive l'atteggiamento di suo padre nei suoi confronti in "Shukan Bushun" del 30 luglio 1992:
 
«Mio padre mi ha fatto per la prima volta pressioni per avere una relazione sessuale con lui quando avevo otto anni, in Texas. Ho resistito, ma nonostante questo sono stata stuprata. È stata una cosa a tal punto brutale che sono rimasta assolutamente sconvolta, e non sono riuscita a parlarne con nessuno.
 
«[...] Sfortunatamente quando mio padre aveva questi attacchi di desiderio sessuale non poteva essere controllato, anche se l'oggetto del suo desiderio era sua figlia.
 
«[...] Un giorno mio padre ha raccolto insieme i membri della famiglia e ha annunciato: "L'incesto è una cosa buona. È per questo che Adamo ed Eva hanno avuto discendenti [...]»
 
Un'altra seguace ha fornito informazioni relative alla pratica della "pesca amorosa", che costituiva nel prostituire i bambini «con l'intenzione di guadagnarsi più seguaci e ottenere sostegno». Auto-dissoltasi nel 1978, questa setta sarebbe stata ricreata sotto un altro nome ("The Family"), denominazione a cui oggigiorno corrisponde effettivamente un'associazione settaria.
 
Tutti, infine, abbiamo in mente i drammi su vasta scala, tra cui il suicidio collettivo in Guyana nel 1979, che ha causato 923 vittime, o quello di Waco, nel 1993, che ha ucciso 88 persone.
 
In aggiunta, l'intruppamento dei bambini riguarderebbe 28 movimenti.
 
Oltre alla "Cittadella", le cui azioni sono già state ricordate, sono sette che praticano l'intruppamento di bambini in forme più o meno insidiose i Testimoni di Geova, l'Associazione per l'Unificazione della Cristianità Mondiale, la Comunità di Théba´de, la Chiesa di Scientology di Parigi, la Chiesa Cristica di Nuova Gerusalemme, la Federazione Francese per la coscienza di Krishna, The Family e la Gran Loggia.
 
Oltre a questi effetti negativi sui singoli individui, le sette possono inoltre rivelarsi particolarmente dannose alla comunità nel suo insieme.
 
 
 
b) Pericoli per la comunità
 
Per cominciare, certe sette presentano un messaggio apertamente antisociale. Il fatto non è stupefacente: i movimenti che raccomandano pratiche contrarie alla legge e alla morale pubblica devono ben giustificarle; perciò spiegano spesso ai loro seguaci perché queste leggi e morale pubblica sono cattive, e che solo i principi della setta meritano di essere seguiti.
 
Secondo Informazioni Generali, 46 organizzazioni contengono messaggi antisociali, tra cui rinveniamo i Cavalieri del Loto d'Oro, la Federazione Francese della Coscienza di Krishna, The Family, il Suicidio delle Rive, il Movimento Raeliano e l'Ordine dell'Immacolato Cuore di Maria e di San Luigi di Monfort.
 
Inoltre, parecchie organizzazioni arrecano disturbo alla legalità.
 
Secondo le indicazioni fornite alla Commissione dal Ministero degli Interni questo sarebbe il caso di 26 sette, tra cui Testimoni di Geova, Nuova Acropoli, Chiesa di Scientology, Federazione Francese della Coscienza di Krishna, Suicidio delle Rive e il Movimento Raeliano francese.
 
La testimonianza raccolta su Nuova Acropoli, che paragona la setta al movimento neofascista, è piuttosto eloquente. Eccone un estratto:
 
«[...] Ma, sfortunatamente, in Nuova Acropoli con il passare degli anni gli ideali vengono meno. È come dire entrare in una scuola di filosofia con una facciata onesta, e trovarsi molto rapidamente in una setta con scopi politici, con un'ideologia di estrema destra e di orientamente neofascista, e se non reagisci rapidamente rischi di trovarti in uniforme di stile paramilitare (blu marina per le donne, nera per gli uomini e marrone per gli ufficiali), la fascia al braccio, stendardo in mano, a cantare canzoni di guerra a cadenza militare per poi abbassare la testa, inginocchiarti, con il braccio levato in alto, e salutare un'aquila contro uno sfondo solare.
 
«
[...] Inoltre si tratta di uno dei nemici dichiarati della democrazia, buona solo per i codardi e i deboli, così sostengono i leader di Nuova Acropoli. E poi sono ostili ad ogni forma di opposizione, ed è probabile che diventeranno molto pericolosi. Per loro, il fine giustifica i mezzi [...]»
 
Certe sette si trovano generalmente sotto processo, come quanto sopra riportato testimonia. Tuttavia è opportuno specificare che i difficili rapporti con la giustizia che alcune sette mantengono, possono avere due facce: i procedimenti di cui sono oggetto a causa del carattere punibile o pregiudizievole delle loro azioni; le azioni che esse intraprendono nei confronti di persone che, secondo loro, danneggiano la loro immagine.
 
A questo proposito la Commissione ha avuto occasione di evidenziare che la maggioranza delle persone sentite che si sono pubblicamente espresse sugli effetti negativi di certi movimenti settari, sono stati da essi querelati per diffamazione. La Chiesa di Scientology, per esempio, è molto avvezza a questo. Di norma, i tribunali archiviano i casi.
 
Si rilevano anche diversi episodi di disturbo nell'economia, e secondo l'analisi di Informazioni Generali queste pratiche sono presenti in 51 organizzazioni. È il caso dell'Associazione per la Ricerca sullo Sviluppo Olistico dell'Uomo, Associazione Nuova Acropoli Francia, Athanor, Centro Risorse per l'Informazione e Contatto per la Prevenzione del Cancro, Chiave per l'Universo, Chiesa di Scientology, Movimento Raeliano Francese e Soka Gakkai International Francia. Si evince, infatti, come certe sette possano aver fatto ricorso a lavoro nero o a varie forme di frode e truffa.
 
Inoltre molte persone hanno ricordato alla Commissione le infiltrazioni o i tentativi di infiltrazione che le sette avrebbero messo in opera nel cuore dell'autorità pubblica. Nella stessa direzione, alcuni giornalisti hanno cercato per diversi anni di dimostrare l'influenza che certe sette possono esercitare - Chiesa di Scientology in testa - nell'apparato statale.
 
Per quanto concerne la Commissione, essa non si sente autorizzata, in questo Rapporto, a rilasciare affermazioni sulle accuse portate alla sua attenzione nel corso dei lavori, ma di cui non ha i mezzi per accertarne la consistenza. Qualcuno l'ha considerato ingenuo, e al fine di dirimere la questione ha proposto un faccia-a-faccia con le astute iniziative di gruppi che possono assai abilmente mettere in atto gli stratagemmi che permettono loro di conseguire il proprio scopo. Tuttavia, semplicemente, la Commissione ha ritenuto suo dovere mantenersi cauta e rifiutare di riportare accuse le cui conseguenze possono risultare di una certa gravità, senza essere almeno in grado di provarle. Anche così, non ha mancato di allertarsi di fronte a certi elementi che le sono stati comunicati. Pertanto sensibilizza il personale amministrativo responsabile sulla necessità, senza cadere nella paranoia, di dar prova di grande vigilanza per evitare, per lo meno, che a sette e ad organizzazioni che rientrano in questo ambito vengano assegnati sussidi o contratti, per ignoranza sulla loro vera natura.
 
Molteplice, vario, complesso, il fenomeno settario presenta innegabili pericoli per l'individuo e per la società. E questo è ancora più grave poiché possono assumere forme insidiosissime. Nessuna categoria sociale o professionale ne è esclusa, e se i giovani sembrano esserne i più colpiti, nelle sette si trovano persone di tutte le età.
 
Pertanto oggi sorge una domanda essenziale: questi pericoli hanno avuto la tendenza ad aumentare negli ultimi dieci anni?
 
A questa domanda è difficile dare una risposta precisa, perché, allo stato attuale delle cose, è impossibile valutare con esattezza la loro evoluzione nel complesso dei movimenti. Tuttavia, le opinioni raccolte dalla Commissione per conto di diversi osservatori ci portano a pensare che se le pratiche delle sette non sono oggi più pericolose di ieri, molte più persone ne restino vittima.
 
A queste condizioni sembra particolarmente significativo conoscere, d'altro canto, se gli strumenti legali esistenti siano sufficienti per affrontarli, e che cosa la pubblica autorità può fare per meglio ostacolare queste derive.
 
 
 
 
 
 
III. - NECESSIT└ DI UNA RISPOSTA ADEGUATA AI PERICOLI DELLE SETTE
 
Quando si tenta di analizzare le cause della difficoltà che le autorità pubbliche riscontrano nel cercare di fermare le derive settarie, le tre principali sono: gli strumenti del diritto esistenti non renderebbero possibile ostacolarle; il sistema legale in vigore è in generale adatto, ma incompleto, di conseguenza permette di affrontarle solo in parte; infine, forse questo sarebbe adeguato, tuttavia non viene applicato in modo completo e soddisfacente.
 
L'analisi degli strumenti legali conduce la Commissione a ritenere che in generale essi siano adatti ai problemi sollevati dalle sette, e non richiedano una riforma generale.
 
Tuttavia va notato, come abbiamo rilevato in precedenza, che è risultato spesso arduo perseguire organizzazioni con comportamento criminale. La risposta a questi problemi passa pertanto per un atteggiamento assai pragmatico, basato in primo luogo su un'ampia prevenzione, una migliore applicazione della legge, e il miglioramento di alcuni punti del sistema legale esistente.
 
 
 
A. - UN DISPOSITIVO GENERALE EQUILIBRATO CHE NON GIUSTIFICHI UNA RIVOLUZIONE LEGALE
 
Ogni movimento spirituale, fino al punto in cui esprime convinzioni religiose o, per lo meno, credenze, è protetto dai principi della libertà di coscienza. Questa libertà, che viene definita come la prerogativa di agire in accordo alle indicazioni della propria coscienza, in particolare in materia religiosa, è, si ricorderà, protetto dall'articolo 10 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e dei Cittadini del 1789, dal 5░ paragrafo del preambolo della Costituzione del 1946 così come dall'Articolo 2 della Costituzione del 1958.
 
Questa libertà è ugualmente sancita, in modo ancor più preciso, da diverse Convenzioni Internazionali di cui la Francia fa parte. Per esempio l'Articolo 9 della Convenzione Europea per la Protezione dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali, ratificata in Francia nel 1973, e l'Articolo 18 del patto internazionale relativo a legislazione civile e politica del 1966, entrato in vigore in Francia nel 1981. In aggiunta, ogni movimento spirituale gode del diritto di incontrarsi, garantito dalla legge del 30 giugno 1981, così come del diritto di associazione, previsto dall'Articolo 2 della legge del 1 luglio 1901 relativa al contratto di associazione.
 
Tuttavia queste tre libertà possono essere esercitate solamente entro determinati limiti.
 
Al primo posto rinveniamo il rispetto per l'ordine e la legalità, vale a dire, in senso lato, per pace, sicurezza, salute e moralità pubblica. Perciò l'Articolo 3 della legge del 1 luglio 1901 prima citata stabilisce che «qualsiasi associazione fondata per una causa, o in previsione di un proposito illecito, contrario alla legge e contrario alla morale, o il cui scopo sia attaccare l'integrità del territorio nazionale e la forma repubblicana del Governo, non ha valore e non viene riconosciuta». Pertanto nella sua seduta del 14 maggio 1982 (Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna), il Consiglio di Stato ha stimato che le sole restrizioni verosimilmente applicabili all'esercizio del culto di Krishna potevano essere tracciate in rispetto alla pace pubblica, e in rispetto alla necessità di garantire regole in materia di igiene e di sicurezza in locali atti a ricevere il pubblico.
 
Al secondo posto viene il rispetto per la libertà e i diritti del prossimo, poiché, come l'Articolo 4 della dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789 afferma: «la libertà consiste nel fare tutto ciò che non danneggia gli altri». Pertanto, per esempio, questa rappresenta una replica al Ministro dell'Interno a due domande scritte poste dal Sig. Alain Vivien, che persegue con un'azione di carattere penale per una infrazione alla legge N. 78-17 del 6 gennaio 1978, relativa a elaborazione dati, schedature e libertà, la setta che, a mezzo di indagini o sondaggi relativi all'uso di tranquillanti, invia ai suoi seguaci o non-seguaci questionari contenenti richiesta di informazioni relative a identità, residenza, professione e numero di telefono della persona che risponde, e delle personalità conosciute nei seguenti ambiti: politica mondiale, media, arti, legge e finanze (Rep. quest. écrites min. int. n. 8465 et 8467 : JOAN [Q] 10 aprile 1989, p. 1691).
 
Infine viene il rispetto per il principio di laicità, su cui poggia la separazione tra Stato e Chiesa, stabilito dalla legge del 9 dicembre 1905, come sulla neutralità dello Stato nei confronti del culto. L'Articolo 9 di questa legge puntualizza che: «La Repubblica non riconosce, non finanzia e non sovvenziona alcun culto».
 
Basato su un equilibrio tra, da un lato, libertà di coscienza, di incontro e di associazione e, dall'altro, sul rispetto per la legge e per l'ordine, i diritti e le libertà del prossimo e la laicità della Repubblica, il regime di culto permette pertanto, nell'assicurare l'espressione di tutte le credenze, di affrontare i pericoli delle sette.
 
 
 
1. - Regolamenti che, garantendo la libertà di religione, rendono possibile reprimere gli abusi dei movimenti settari
 
Se il movimento spirituale dispone dei mezzi legali per esistere e svilupparsi, la legge prevede un significativo arsenale che rende possibile sanzionare gli abusi che potrebbero essere perpetrati sotto la copertura dell'esercizio della libertà religiosa.
 
 
 
a) I movimenti spirituali dispongono di diverse opzioni legali attraverso le quali esprimersi
 
Questi movimenti possono, in primo luogo, organizzarsi come associazioni non-registrate. Le associazioni non-registrate hanno l'autorizzazione, in base all'articolo 4 della legge del 1 luglio 1901, di raccogliere contributi. È consentito loro inoltre istituire fondi per far fronte alle spese dell'associazione, aprire un conto corrente postale e firmare contratti di lavoro. Non sono oggetto di specifici controlli amministrativi.
 
Il fatto di non essere registrate impedisce loro, d'altra parte, di godere di personalità giuridica. Ne consegue che non possono possedere o acquisire eredità immobiliari, e neppure costituirsi parte in procedimenti legali.
 
È assai difficile discernere quanti movimenti settari scelgano questo stato, che non implica alcuna forma di pubblicazione, ma con probabilità sono piuttosto pochi.
 
L'opzione legale che appare più spesso usata dalle sette è quella di associazione registrata, prevista dalla legge del 1 luglio 1901. Per beneficiare di questo stato è sufficiente, in conformità all'articolo 5 della suddetta legge:
 
 
  • Inoltrare dichiarazione alla prefettura della regione, o alla sotto-prefettura del distretto in cui l'associazione ha registrato la sua sede legale, menzionando «il titolo e l'oggetto dell'associazione, la sede della sua impresa, e nome, professione, residenza e nazionalità della persona che, a titolo non specificato, è incaricata della sua amministrazione o della sua direzione»
  •  
  • Allegare due copie dello statuto;
  •  
  • Rendere pubblica l'associazione, entro un mese, con una inserzione nell'"Albo Ufficiale" di un estratto contenente data della dichiarazione, titolo e oggetto dell'associazione, e le indicazioni relative alla sua sede registrata.
 
 
Munite di personalità legale, queste associazioni possono in particolare, oltre all'esercizio dei diritti riconosciuti alle organizzazioni non registrate:
 
 
  • Acquisire, possedere e gestire i contributi dei loro membri, i locali destinati alla loro amministrazione e all'incontro dei loro affiliati e gli edifici strettamente necessari al raggiungimento degli obiettivi che si propongono;
  •  
  • Possedere mobili e immobili ed essere titolari di diritto di locazione relativi a edifici residenziali;
  •  
  • Percepire doni materiali, liberalità dalle imprese di fornitura pubblica e sussidi pubblici da Stato, regioni, dipartimenti, comuni o imprese pubbliche;
  •  
  • Riscuotere remunerazioni per i servizi resi;
  •  
  • Costituirsi parte in procedimenti legali.
 
 
Dall'altra parte, possono essere soggette a controlli del fisco (articolo 1989 del codice generale delle imposte) e dell'ispettorato del lavoro (articolo 143.5 del codice sul lavoro), possibilità che ci dispiace non vengano impiegate maggiormente.
 
Inoltre non possono - ad eccezione di quelle riconosciute di pubblica utilità e per quelle i cui scopi sono esclusivamente di assistenza, beneficenza, ricerca medica o scientifica - ricevere donazioni o lasciti.
 
Ottenibile con assoluta facilità, lo status di associazione registrata offre molti diritti, mentre impone poche restrizioni. La maggioranza delle sette lo adotta.
 
Un numero assai minore di movimenti religiosi gode dello status di associazione religiosa. Questa modalità viene definita dalla legge del 6 dicembre 1905 relativa alla separazione tra Stato e Chiesa.
 
La creazione di "associazioni religiose" è soggetta, oltre alle condizioni previste per le associazioni registrate, ad altri obblighi particolari. Queste associazioni devono avere come unico scopo l'esercizio della preghiera, essere composte da almeno sette persone in parrocchie con una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, o quindici persone da 1.000 a 20.000 abitanti, e 25 appartenenti in parrocchie con oltre 20.000 abitanti.
 
Beneficiano di tutti i diritti garantiti alle associazioni registrate, eccetto quello di ricevere contributi da Stato, regioni e comuni, a causa del principio della separazione tra Stato e Chiesa.
 
Possono in aggiunta percepire, oltre alle elemosine, alle collette per la preghiera e alle donazioni per cerimonie e servizi religiosi, legati testamentari (articolo 19, sub-paragrafo 4 della legge del 9 dicembre 1905). Tuttavia questa possibilità è soggetta a una autorizzazione concessa da ordinanza prefettizia, quando il valore del legato è uguale o inferiore ai 5 milioni di franchi [1,6 miliardi di lire nel 1999], e con sentenza del Consiglio di Stato qualora si ecceda questa somma.
 
Inoltre, in base agli articoli 200 e 238 (a) del codice fiscale generale, i loro beneficiari possono dedurre dalle tasse sul reddito, o dai redditi societari, entro un certo limite, una percentuale dei legati concessi.
 
Infine è consigliabile osservare che, secondo l'articolo 24 della legge del 9 dicembre 1905, l'edificio assegnato all'esercizio del culto è esentato dalle tasse sul suolo di pertinenza statale, regionale e comunale, e che i ministri di culto sono soggetti, in applicazione dell'articolo L. 721.1 del codice per la sicurezza sociale, a un regime speciale di sicurezza sociale.
 
Infine queste associazioni sono oggetto di controllo finanziario da parte dell'Amministrazione di Registrazione, e da parte dell'Ispettorato Generale delle Finanze.
 
Fino ad ora a poche sette è stato riconosciuto questo status.
 
Alcune si dichiarano "associazioni religiose", includendo questa espressione nel loro statuto. È il caso, per esempio, della "Associazione religiosa dei Testimoni di Geova" e della setta di Mandarom, che nel 1991 ha assunto il nome di "associazione religiosa del tempio piramidale dell'unità delle religioni". Questo non significa, tuttavia, che siano state riconosciute come tali dall'amministrazione. Inoltre non beneficiano di questo statuto.
 
È la giurisprudenza amministrativa che ha specificato i contorni del concetto di associazione religiosa, offrendone una definizione restrittiva.
 
La sua concezione di oggetto religioso è pertanto sfociata nel rifiutare questo stato alla Unione degli Atei (EC, Union of Atheists, 17/06/1988), laddove la Commissione Europea sui Diritti Umani ha considerato che questa associazione potrebbe, per analogia degli opposti, essere riconosciuta come religiosa. Il Consiglio di Stato tuttavia ha giudicato che la pubblicazione e vendita di libri religiosi (EC, Association Brotherhood of the Servants of the New World, 21/01/1983) o un'attività educativa, sociale e culturale, costituiva il prolungamento di una attività religiosa (EC, 20/10/1990, Association of the Armenian Apostolic Church of Paris), e non potevano essere considerate attività religiose.
 
Il Consiglio di Stato ha anche rifiutato di riconoscere lo status di associazione religiosa ai Testimoni di Geova, in una seduta dell'Assemblea del 1 febbraio 1985 (EC, 1/02/1985, Christian Association of the Witnesses of Jehovah), considerando che questa associazione non aveva una attività conforme alla legalità e all'interesse nazionale.
 
L'assenza di una motivazione precisa per quest'ultima decisione ha portato ad alcune critiche da parte della dottrina, in particolare del Prof. Jacques Robert, che ha valutato che si dovrebbe condurre l'amministrazione e il Pubblico Ministero a prendere nota della nullità della summenzionata associazione da parte della Corte di Grande Instance, in accordo con le condizioni degli articoli 3 e 7 della legge del 1 luglio 1901, che tale restrizione alla libertà di culto conduce alla ricostituzione del culto riconosciuto, situazione a cui la legge del 9 dicembre 1905 intendeva precisamente porre termine.
 
È sempre in accordo con questi criteri giurisprudenziali che l'amministrazione concede lo stato di associazione religiosa. Tenendo conto della moltiplicazione delle associazioni che si presentano nella forma di nuovo movimento religioso, e che con probabilità richiederanno di beneficiare dello stato di "associazione religiosa", non è assodato che queste amministrazioni dispongano da sole dei mezzi atti a deliberare con piena cognizione di causa su tali richieste.
 
Certi movimenti religiosi svolgono le loro attività nell'ambito di congregazioni. In Francia esistono attualmente circa 500 congregazioni, di cui la metà riconosciute fin dal 1970. Quasi tutte riguardano la Chiesa Cattolica, ma tra di esse si contano 4 congregazioni ortodosse, sei buddiste e 1 protestante.
 
I loro statuti legali sono organizzati secondo il Titolo III della legge del 1 luglio 1901. Questo testo prevede che siano riconosciute con decreto e con assenso del Consiglio di Stato, e concede loro gli stessi vantaggi attribuiti alle associazioni religiose. Tuttavia la legge non fornisce una definizione di congregazione, e la giurisprudenza è estremamente carente su questo punto.
 
In ogni caso, secondo l'Ufficio dei Culti del Ministero dell'Interno, un numero esiguo di sette ha richiesto di beneficiare di questo status. In questa direzione, è stata recentemente formulata una richiesta da parte di Mandarom de Castellane (Cavalieri del Loto d'Oro), ma è stata rifiutata.
 
Altre sette ricorrono inoltre, direttamente o indirettamente, allo status di società. È il caso, per esempio, della Chiesa di Scientology, che diffonde le sue dottrine attraverso molteplici società di formazione e servizi. A questo punto si applicherà la giurisprudenza comune alla forma legale della società.
 
Infine è opportuno citare l'esistenza di svariate modalità speciali. Si tratta di particolarità legali specifiche di certe regioni, la cui esistenza è dovuta a ragioni storiche.
 
È in particolare il caso del sistema dei culti dell'Alsazia-Mosella, fondato su uno statuto di concordato. È caratterizzato principalmente dal mantenimento della distinzione tra culti riconosciuti e non riconosciuti, la gestione dei culti riconosciuti da parte di fondazioni di proprietà pubblica, la remunerazione dei ministri, determinati obblighi finanziari, particolari vantaggi fiscali, e un controllo più stretto da parte dell'amministrazione. Questo è anche il caso del sistema di missioni religiose nei territori d'oltremare e di Saint-Pierre-et-Miquelon, così come del sistema denominazionale regionale in Guyana.
 
Se pertanto i movimenti spirituali beneficiano di numerose opzioni legali attraverso le quali esprimersi, la legge rende tuttavia possibile reprimere gli abusi.
 
 
 
b) Un significativo arsenale legale rende possibile penalizzare le "derive" settarie
 
Per convincersi è sufficiente esaminare, per ogni genere di pericolo settario identificato dallo studio di Informazioni Generali, i mezzi legali a disposizione delle vittime e delle autorità. Per ovvie ragioni la repressione di pratiche di destabilizzazione mentale è particolarmente delicata. Essendo questo il caso, si possono utilizzare un certo numero di disposizioni per arrivare allo scopo. In particolare citiamo:
 
 
  • Articolo 31 della legge del 9 dicembre 1905 relativa alla separazione tra Stato e Chiesa, che punisce «con la pena delle multe previste per la violazione della 5░ classe, e con la detenzione da 10 giorni a un mese, o una sola di queste sanzioni, coloro i quali, in via di fatto, praticando violenza o minacce contro l'individuo, facendogli temere di perdere il lavoro, o di danneggiare la sua persona, famiglia o patrimonio, avrà determinato di esercitare o astenersi dall'esercitare un culto, di essere parte o di cessare di essere parte di una associazione religiosa, di contribuire o astenersi dal contribuire alle spese del culto»
  •  
  • Pene previste contro le telefonate moleste, o aggressioni sonore reiterate per disturbare la quiete altrui (Articolo 222.16 del nuovo codice penale);
  •  
  • Pene che reprimono l'oltraggio alla morale, le offese contro la pubblica decenza e la molestia sessuale (Articolo 283 e seguenti, e articolo 330 e seguenti del codice penale, art. 227.23 e seguenti, 222.32, 222.33 e 227.25 e seguenti del nuovo codice penale);
  •  
  • Condizioni penali relative al traffico di droga (Articolo 222.34 e seguenti del nuovo codice penale), nell'ipotesi che una setta inciti i suoi seguaci al consumo di droghe;
  •  
  • Pene relative all'esercizio illegale della medicina (Articolo L-372 e seguenti del codice di salute pubblica);
 
 
Ma la Commissione fa notare - con dispiacere - che raramente è stato fatto ricorso a queste sanzioni nell'ambito della lotta alle derive settarie.
 
Oltre a queste pene tradizionali, il nuovo codice penale in applicazione dal marzo 1994 comprende una nuova incriminazione che probabilmente costituisce un mezzo legale addizionale per ostacolare le pratiche di alcuni movimenti settari. Si tratta dell'articolo 313-4, il quale afferma: «l'abuso fraudolento di uno stato d'ignoranza o di una situazione di debolezza, sia che si tratti di un minore che di una persona particolarmente vulnerabile a causa di età, malattia, deficienza fisica o psichica, o in stato di gravidanza, siano essi apparenti o noti all'autore o meno, al fine di obbligare il minore o la persona vulnerabile ad un'azione o una astensione che potrebbe risultare per lei seriamente pregiudiziale, è punibile con tre anni di detenzione e con una multa di 2.500.000 franchi». Interamente nuovo - come gli articoli 225-13 e 225-14 che saranno citati in seguito quando esamineremo i mezzi per combattere le truffe e l'abuso di fiducia - questo articolo, senza essere specifico per le sette, sembra rivelarsi di particolare interesse al fine di reprimere casi di destabilizzazione mentale perpetrati da sette distruttive che in precedenza passavano per le maglie della rete della legge penale. La Commissione può solo esprimere il desiderio che i giudici facciano uso dell'art. 313-4 ogni qualvolta sia possibile, allo scopo di sanzionare atti biasimevoli commessi dalle sette.
 
Infine, ma non si tratta di repressione, il codice civile comprende sanzioni relative alla protezione di maggiorenni che possono essere applicati in alcuni casi di profonda destabilizzazione. Pertanto la legge protegge «la persona maggiorenne le cui facoltà mentali deteriorate le rendano impossibile provvedere ai propri interessi», o la persona che «per la sua prodigalità, intemperanza o pigrizia sia esposta a cadere nella necessità o comprometta l'esecuzione dei suoi obblighi familiari» (Articolo 489 del codice civile). Avviene così anche «quando le facoltà mentali siano deteriorate da malattia, infermità o da attenuanti dovute all'età» (Articolo 490 del codice civile). Può quindi essere applicata una modalità di salvaguardia della giustizia (Articolo 491 e seguenti), di controllo (Articolo 492 e seguenti) o di curatela (Articolo 508 e seguenti).
 
Per contrastare il vuoto [legale] sollevato delle esorbitanti richieste finanziarie di certe sette, si potrebbero citare:
 
 
  • Articoli del codice penale e del nuovo codice penale che puniscono furto (Articolo 379 e seguenti del codice penale, e 311.1 e seguenti del nuovo codice penale), truffa (Articolo 405 del codice penale e 313.1 del nuovo codice penale) e abuso di fiducia (Articolo 406 e seguenti del codice penale, e 314.1 e seguenti del nuovo codice penale) ;
  •  
  • Sanzioni esistenti relative a pubblicità falsa o ingannevole (legge N. 73.1193 del 27 dicembre 1973, articolo 44; legge N. 78.23 del 10 gennaio 1978, articolo 30);
  •  
  • Regolamenti sulla richiesta di elemosina sulla pubblica via (circolare del 21 luglio 1987, relativa all'invocazione della pubblica generosità);
  •  
  • Articoli 225.13 («ottenere da una persona, abusando della sua vulnerabilità o della sua situazione di dipendenza, servizi non remunerati, o per una remunerazione chiaramente non proporzionata alla rilevanza del lavoro svolto, è punibile con due anni di detenzione e una multa di 500.000 franchi» [160 milioni di lire nel 1999]) e 225.14 («sottoporre una persona, abusando della sua situazione di dipendenza, a condizioni di lavoro e alloggio incompatibili con la dignità umana è punibile con due anni di detenzione e una multa di 500.000 franchi») del nuovo codice penale, che rende possibile sanzionare forme dirette o indirette di manifesto sfruttamento finanziario. Si può solo sperare che queste nuove sanzioni vengano frequentemente applicate per contrastare efficacemente lo sfruttamento finanziario dei seguaci delle sette.
 
 
Diversi mezzi rendono possibile far fronte all'isolamento sociale:
 
 
  • Gli obblighi imposti dal codice civile ai coniugi (Articolo 212 e seguenti del codice civile). Citiamo in particolare l'articolo 215, che specifica che «i coniugi sono vicendevolmente tenuti alla comunità della vita» e che «la residenza della famiglia è stabilita nel luogo scelto di comune accordo», come nell'articolo 220.1, che prevede che «se uno dei coniugi trascura seriamente i suoi compiti e mette in pericolo gli interessi della famiglia, il giudice per gli affari della famiglia può prescrivere tutte le misure urgenti che questi interessi richiedono»;
  •  
  • Gli obblighi genitoriali stabiliti dallo stesso codice e le pene prescritte da questo codice ogni qualvolta gli obblighi non vengano rispettati: confisca (articolo 378 e seguenti), perdita o privazione condizionale della patria potestà (Articolo 373 e seguenti);
  •  
  • L'articolo 371.4 del codice civile, stabilisce che: «il padre e la madre non possono, eccetto che per seri motivi, ostacolare la relazione personale del figlio con i nonni», e che in considerazione della situazione eccezionale, il giudice per gli affari familiari può garantire il diritto alla corrispondenza o alla visita di alcune altre persone, genitori o meno;
  •  
  • Pene relative all'abbandono di minore, abbandono della famiglia, attacco all'esercizio della patria potestà o messa in pericolo di minore (articoli 227.1 e seguenti del nuovo codice penale).
 
 
Diverse clausole rendono possibile punire gli attacchi all'integrità fisica:
 
 
  • Allontanamenti e sequestri (Articolo 341 e seguenti e 354 e seguenti del codice penale; articolo 224.1 e seguenti del nuovo codice penale);
  •  
  • Aggressione aggravata (Articolo 309 e seguenti e 354 e seguenti del codice penale; art. 224.1 e seguenti del nuovo codice penale);
  •  
  • Tortura (Articolo 303 del codice penale; art. 222.1 e seguenti del nuovo codice penale);
  •  
  • Omissione di soccorso (Articolo 63 del codice penale; art. 222.7 e seguenti del nuovo codice penale);
  •  
  • Omicidio (Art. 296 e seguenti del codice penale; art. 221.1 e seguenti del nuovo codice penale);
  •  
  • Stupro (Articolo 332 e seguenti del codice penale; art. 222.23 e seguenti del nuovo codice penale);
  •  
  • Prostituzione e induzione alla prostituzione (Articolo 334 e seguenti del codice penale; art. 225.5 e seguenti del nuovo codice penale);
  •  
  • Contribuire alla delinquenza e corruzione di minori (Articolo 334.2 del codice penale; art. 227.22 del nuovo codice penale);
  •  
  • Pericoli che minacciano salute, sicurezza o moralità di un minore non emancipato, o le condizioni della sua educazione (Articolo 375 e seguenti del codice penale che consentono alla giustizia di ordinare misure di benessere educativo).
  •  
  • Il problema dell'intruppamento di un bambino, oltre alle clausole sopra citate, rende possibile contrastare l'isolamento sociale attraverso l'applicazione dei regolamenti relativi all'istruzione obbligatoria, (legge del 28 marzo 1882, ordinanza N. 59.45 del 6 gennaio 1959 e decreto N. 66.104 del 18 febbraio 1966 sull'istruzione obbligatoria, e decreto N. 59.39 del 2 gennaio 1959 sulla scolarità e sulle pene per deviazione di minori - art. 354 e seguenti del codice penale, e art. 227.7 e seguenti del nuovo codice penale).
 
 
I principi di libertà di pensiero e di espressione impediscono naturalmente alle sette che sviluppano una tendenza antisociale di preoccuparsi, dal momento che verranno punite solamente per azioni di diffamazione o ingiurie indirizzate a istituzioni pubbliche o loro rappresentanti (articolo 30 e seguenti della legge del 29 luglio 1881 sulla libertà di stampa; 1░ articolo della legge dell'11 giugno 1887 relativa a diffamazione e ingiurie a mezzo corrispondenza privata o telegrafica);
 
In relazione a turbative dell'ordine sociale, il sistema è allo stesso tempo preventivo e repressivo. Per quanto concerne le misure preventive, quasi tutte le norme rendono possibile garantire sicurezza, tranquillità, salute e morale pubbliche. Si possono citare, per esempio, gli adempimenti richiesti per luoghi atti a ricevere il pubblico (Articolo R 123-1 e seguenti del codice di costruzione e dimora), nell'istituzione privata dell'insegnamento (legge del 15 marzo 1850 sull'insegnamento, legge del 30 ottobre 1886 sull'organizzazione dell'istruzione primaria, legge N. 59-1557 del 31 dicembre 1959 sui rapporti tra Stato e istituzioni educative private, decreto N. 60-389 del 22 aprile 1960 relativo al contratto di associazione tra educazione pubblica statale impartita da istituzione educativa privata) o la regolamentazione della pubblicità a favore di materiali o procedure terapeutiche (Articolo L 551 e seguenti e R 5055 e seguenti del codice di salute pubblica). A questo proposito si noti che, in relazione alle sette, la stima della turbativa dell'ordine pubblico non sempre appare rilevante se confrontata al modo in cui viene gestito all'estero, il che è testimoniato dal fatto che recentemente il reverendo Moon ha potuto tenere una conferenza nel nostro paese, laddove questa autorizzazione gli è stata rifiutata in diversi paesi europei.
 
A proposito di misure repressive si possono ricordare, tra gli altri, oltre al principio generale dell'art. 3 della legge del 1 luglio 1901 sopra menzionato, l'articolo 7 della stessa legge, che stabilisce gli strumenti di scioglimento di un'associazione fondata per causa o scopo illecito, contrario alla legge, alla morale o i cui scopi siano in conflitto con l'integrità del territorio nazionale e con la forma repubblicana del governo; il paragrafo V regola le forme di culto o le clausole che permettono lo scioglimento di gruppi di combattimento e milizie private (legge del 10 gennaio 1936 relativa a gruppi di combattimento e milizie private, Articolo 1░).
 
A proposito di battaglie legali, è opportuno discernere, come abbiamo rilevato, due casi:
 
 
  • I procedimenti di cui sono oggetto alcune sette a causa del carattere punibile o pregiudizievole delle loro azioni che, nel rappresentare un pericolo, siano esse stesse autorizzate;
  •  
  • Le azioni portate avanti in relazione a persone che, a detta loro, hanno macchiato la loro immagine, contro cui possono essere sollevate, secondo i casi, i reati di diffamazione o ingiuria (Articolo 30 e seguenti della legge del 29 luglio 1881 sulla libertà di stampa), attacchi alla personalità, attacchi alla vita privata (Articolo 226-1 e seguenti del nuovo codice penale), attacchi alla segretezza (art. 226-13 e seguenti dello stesso codice), denuncia calunniosa (Art. 226-16 e seguenti stesso codice) o quelli relativi alla confidenzialità della corrispondenza (Art. 225-15 stesso codice) o all'inviolabilità della residenza (Art. 2, Art. 226-4 e seguenti stesso codice), oltre all'articolo 700 del nuovo codice di procedura civile (giudizio di costi o spese occorse non incluse/comprese nei costi).
 
 
La turbativa in campo economico può essere controllata in particolare dalla Direzione Generale delle Imposte e dalla Direzione Generale delle Dogane, per violazioni ai regolamenti sulle imposte sul reddito; dall'Ispettorato del Lavoro, per infrazioni al decreto sui giusti standard di lavoro; dai vari servizi della sicurezza sociale, per il mancato rispetto del codice di sicurezza sociale. Come citato in precedenza, la Commissione è tuttavia dispiaciuta per l'esiguo numero di controlli operati, per mancanza di mezzi e/o a causa di una insufficiente sensibilizzazione dei servizi interessati ai problemi sollevati dalle sette.
 
La legge francese pertanto offre, come si può osservare, molteplici strumenti - molto più numerosi di quelli contenuti nell'elenco riportato, che è incompleto - per evitare i diversi pericoli presentati da certi movimenti settari. Tuttavia è giocoforza rilevare che le clausole sopra esposte vengono raramente applicate per reprimere le azioni biasimevoli commesse da alcune sette. Il problema non è pertanto di riformare un sistema che la Commissione considera globalmente adatto alla lotta contro le derive settarie, quanto farlo valere con la necessaria determinazione.
 
 
 
2. - Una riforma radicale non appare auspicabile
 
Un certo numero di persone impegnate a vario titolo contro i pericoli presentati dal fenomeno settario ritiene che l'attuale sistema legale debba essere profondamente riformato. Le riflessioni svolte in questo campo assumono due direzioni differenti: la prima considera necessario elaborare uno status legale specifico per le sette, la seconda è favorevole al riconoscimento delle sette come religioni a pieno titolo. Pur considerando interessanti queste proposte, la Commissione è giunta alla conclusione che non sarebbe utile né opportuno sconvolgere il nostro sistema legale.
 
 
 
a) Inopportunità di uno status specifico per le sette
 
La creazione di uno status legale specifico per le sette, al fine di rispondere agli specifici pericoli che presentano, in prima istanza potrebbe apparire un'idea attraente. Di fatto diverse riserve si oppongono a tale scelta.
 
Per prima cosa, è vero che il fenomeno settario ha caratteristiche intrinseche: separazione dalle religioni tradizionali, presenza frequente di un guru o di forti vincoli spesso imposti ai seguaci, come alcuni hanno testimoniato. Da qui è derivata l'idea che un chiaro ambito legale corrisponderebbe a questo singolare fenomeno. Inoltre rappresenta un fenomeno, come abbiamo visto, che tende a svilupparsi e le cui forme mutano. Potrebbe pertanto giustificare un adattamento della legge. In terzo luogo, presenta molteplici e significativi pericoli che giustificano un'azione di maggiore portata da parte delle autorità pubbliche, che generalmente passa per la promulgazione di nuove disposizioni legali.
 
Alcuni specialisti considerano inoltre che il nostro arsenale legale non sia perfettamente adatto ai problemi che le sette sollevano. Così, per esempio, il Colonnello Morin sviluppa la tesi, esposta in particolare in Sectarus, secondo cui la legge francese non rende possibile reprimere lo "stupro della psiche", un vuoto che la sua tesi deplora.
 
Vediamo come anche l'UNADFI, nel numero 36 (quarto trimestre del 1992) della sua rivista Bulles, dedicata a sette e diritto, considera la questione:
 
«Di conseguenza, senza ignorare la difficoltà e addirittura la sua apparente impossibilità, legiferare sulla materia è realmente da escludere? Allo stesso modo in cui un imputato può essere assolto dall'accusa di diffamazione se adduce prove sulla veridicità dei fatti ritenuti diffamanti, non sarebbe possibile riconoscere che un'accusa di "manipolazione" potrebbe essere inventata, a condizione di riportare prova della veridicità dei fatti manipolativi?
 
«Con questa intenzione, non sarebbe inevitabilmente necessario ricorrere alla perizia psichiatrica (oggi alcuni psichiatri sono ancora inconsapevoli del processo di manipolazione mentale praticato dalle sette). Sembra sia possibile addurre prova della manipolazione sperimentata in una setta, cominciando da criteri esaminati in episodi precisi, perfettamente dimostrabili, del tutto convincenti, considerato che non si tratta di casi individuali o isolati, ma collettivi e ripetuti. Questi fatti renderebbero possibile provare che i seguaci hanno perso, in relazione alle perverse pratiche della setta, il loro spirito critico e la loro libera volontà e a volte sono divenuti incondizionatamente fanatici, pronti a credere, dire e fare qualsiasi cosa, non importa cosa
[...]»
 
E cita l'esistenza in Italia del reato di "plagio" [oggi abrogato - NdT], vale a dire una fattispecie intesa a condannare qualsiasi pressione esercitata su una persona a mezzo di fascinazione personale che si basi su superiorità sociale o culturale.
 
Altri specialisti insistono infine sul fatto che non solo l'attuale sistema non permette di contrastare efficacemente i pericoli delle sette, ma che, in aggiunta, considera i vari movimenti spirituali in modo diseguale. Su questo punto il Prof. Joel Benoit d'Onorio fa notare in aggiunta, in La Semaine Juridique (No 20, 1988):
 
«L'esame di diversi testi può portare alla luce un certo precedente per le istituzioni cattoliche nella comunità nazionale: la legge e il decreto del 1901, in seguito la legge del 1921 sulla congregazione religiosa, il memorandum con Saint-Siége sulla consultazione governativa preliminare in relazione alla nomina dei vescovi, lo scambio di lettere diplomatiche del 1923 sulle associazioni diocesane sostitute, per i cattolici, con associazioni religiose del 1905 rifiutate da Roma, l'accordo legale del 1801 per i tre dipartimenti dell'Alsazia-Mosella, così come va tenuta presente la giurisprudenza di certi elementi di diritto canonico che compongono una tipologia legale speciale. In verità non si ricava nulla, che dipenda da una legge o addirittura da una Costituzione, un esperimento storico di diversi secoli: la Francia è una nazione laica di tradizioni cattoliche. È diventata, in un certo senso, "catto-laica".
 
«Allo stesso modo, ma a un livello inferiore, considerando la loro rappresentatività sociologica, gli altri culti riconosciuti nel passato (protestanti ed ebrei) hanno altresì beneficiato di un trattamento particolare da parte delle autorità pubbliche che hanno imparato a conoscerle nel corso di circa due secoli, e questo non è il caso dei nuovi movimenti religiosi, anche di quelli inoffensivi
[...]»
 
Da qui è derivata l'idea che sarebbe auspicabile elaborare uno status legale specifico per i nuovi movimenti religiosi, che possa assicurare che si conformino alle leggi della Repubblica e che permetta di riconoscerli meglio. Secondo alcuni potrebbe assumere la forma di un accordo legale o una convenzione. Pertanto, per esempio, Philippe Gast scrive in Les Petites affiches (No 90, 28/07/1995): «In un momento in cui l'attualità dipinge come delirante questa o quell'altra setta, o riporta gli abusi di questa o quell'altra religione, si dovrebbe valutare la necessaria individuazione di criteri che rendano possibile distinguere tra movimenti religiosi, sette "buone" e sette "cattive". Per farlo è necessario, inizialmente, basarsi su alcune riflessioni concettuali, prima di cercare di elaborare soluzioni positive che riuscirebbero a introdurre un cartello di movimenti spirituali autentici».
 
Alla fine del suo lavoro, tuttavia, la Commissione non ha ritenuto auspicabile raccomandare l'individuazione di uno status legale specifico per le sette. Una iniziativa di questo genere solleverebbe in primo luogo un problema di definizione. Si è appurato quanto sia realmente arduo definire il concetto di setta, e i limiti che i diversi possibili approcci hanno presentato. Tuttavia lo sviluppo di uno status legale specifico per le sette richiederebbe necessariamente una scelta in favore di alcune di esse, cosa che non mancherebbe di inficiare ogni possibile disputa. Supponiamo, per esempio, che venga mantenuto il significato più ampio, quello che considera sette tutti i nuovi movimenti spirituali, a differenza delle religioni tradizionali: come giustificare, allora, il fatto che questi movimenti, i quali possono a volte mostrare le stesse caratteristiche [delle religioni tradizionali], vengono assoggettati a regimi differenti? Come spiegare l'applicazione della stessa legge specifica a fenomeni tanto diversi come le tendenze spirituali pacifiche e le sette pericolose? Se, al contrario, si opta per una definizione restrittiva, secondo la quale le sette corrispondono a tutti i movimenti spirituali che presentano pericoli per l'individuo e la comunità, sorge il problema di saper definire i criteri di pericolo. Tuttavia il carattere multiforme, sottile e variabile del fenomeno rende evidente che si tratta, quanto meno, di un'iniziativa pericolosa.
 
In secondo luogo, questa scelta non appare del tutto compatibile con diversi dei nostri principi repubblicani. Nei fatti porterebbe a un diverso trattamento dei movimenti spirituali, il che non solo andrebbe a detrimento del principio di uguaglianza, ma anche a quello della neutralità dello Stato in relazione al culto. Inoltre, considerando che lo scopo sarebbe in particolare quello di prevenire derive settarie, risulterebbe possibile un restringimento delle attività delle sette a cui sarebbe assai difficile giungere senza inficiare la libertà di religione, di riunione o di associazione.
 
Terzo, le argomentazioni portate a sostegno di questa proposta non appaiono rilevanti.
 
Come si è visto la legge francese non manca certo di risorse per contrastare i pericoli presentati dalle sette; in breve, migliorare l'attuale situazione richiede un minore adattamento delle disposizioni esistenti e maggiore applicazione efficace delle stesse.
 
In relazione alla questione secondo cui la legge positiva sostantiva non rende possibile combattere certe forme di manipolazione mentale, quelle che alcuni descrivono come "stupro della psiche", è corretto osservare che le sanzioni previste dal nuovo codice penale contro truffa, esercizio abusivo della professione medica, abuso della debolezza o abuso della vulnerabilità costituiscono buoni mezzi di difesa contro questo tipo di pratica. Inoltre appare, di fatto, difficile spingersi oltre nella repressione dei metodi di persuasione, perché si corre il rischio di intaccare il principio della libertà di espressione.
 
Infine, se tutte le credenze spirituali e religiose non vengono assoggettate alle stesse modalità, esse non sono neppure nella medesima situazione, e questo perché alcune presentano pericoli e altre no. È tuttavia accertato che alcune differenze sono tali solo per motivi storici: è in particolare il caso della legislazione speciale in vigore nell'Alsazia-Mosella.
 
L'idea di dar vita ad uno status legale speciale e specifico per le sette è stata inoltre rifiutata, nel complesso, dalle pubbliche autorità e dagli specialisti. Pertanto la Commissione Nazionale Consultiva sui Diritti Umani ha dichiarato, nella sua opinione del 10 dicembre 1993, che «ritiene che la libertà di coscienza garantita dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino (1789), dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani (art. 9) rende inopportuna l'adozione di una legislazione specifica in relazione al fenomeno conosciuto come sette, legislazione che rischierebbe di inficiare una libertà fondamentale».
 
Allo stesso modo, Alain Vivien ha dichiarato in una intervista concessa al Figaro del 29 aprile 1992: «Non si dovrebbe creare una legislazione particolare, perché si correrebbe il rischio di rendere martiri le sette. L'arsenale a nostra disposizione è del tutto sufficiente, basta applicarlo!».
 
Infine, nel corso dei suoi lavori la Commissione non ha inteso sostenere l'idea di una legislazione specifica per le sette: le rare persone che potevano essere favorevoli si sono trovate del tutto d'accordo che, nei fatti, qualsiasi iniziativa in questo senso sarebbe risultata quanto meno inadatta.
 
 
 
b) I rischi nel riconoscere le sette come religioni a tutto campo
 
Alcuni ritengono che sarebbe opportuno, senza dar vita a modalità specifiche, riconoscere i nuovi movimenti religiosi come religioni a tutto campo.
 
Questa idea è stata difesa, in particolare durante un convegno dei Testimoni di Geova organizzato il 26 novembre 1993 con l'Assemblea Nazionale, dal Centro di Formazione e Studi Legali. La ragione principale chiamata a supporto di questa tesi è che, sebbene siano religioni, questi movimenti non beneficiano dello stesso status delle religioni tradizionali.
 
È vero, come si è visto, che lo status di associazione religiosa e di congregazione viene generalmente rifiutato ai movimenti comunemente definiti sette. Inoltre si può sostenere che concedere loro il beneficio di questo status, permetterebbe all'autorità pubblica di controllarle meglio. Tuttavia, questa idea non sembra aver riscosso successo.
 
Nei fatti non si comprende come sarebbe possibile riconoscere come religioni a tutto campo alcuni movimenti che, come un certo numero di sette, non lavorano per un fine esclusivamente religioso, o presentano pratiche contrarie all'ordine pubblico e ai diritti e libertà del cittadino. Da questo punto di vista, l'equilibrio su cui si basa la legge del 9 dicembre 1905 tra libertà di coscienza e di associazione da un lato, e rispetto dell'ordine pubblico dall'altro, non lascia spazio alla questione.
 
Sapendo questo, è del tutto naturale che movimenti il cui oggetto è esclusivamente religioso e che si conformano alle leggi della Repubblica vengano riconosciuti, su loro richiesta, con lo status di associazione o congregazione religiosa. Tuttavia, a norma di legge, sta all'amministrazione, anche al giudice amministrativo, in caso di disputa, esaminare se queste condizioni siano effettivamente esistenti.
 
Non è pertanto necessario procedere a una radicale riforma degli status legali esistenti per risolvere i problemi sollevati dalle sette; nei fatti si tratta piuttosto, mantenendo questi [status], di immaginare mezzi pratici per affrontarli.
 
 
 
B. - PER UNA RISPOSTA PRAGMATICA AL FENOMENO DELLE SETTE
 
Pertanto la Commissione è, da un lato, fermamente convinta dell'impossibilità, sia legale che fattuale, di spingersi nella direzione di una legislazione specifica intesa a ostacolare gli intrighi delle sette che possono essere considerate pericolose, oltre ai rischi inclusi nell'inerzia quando il concetto di libertà di coscienza è spinto all'estremo. Di conseguenza alla Commissione sembra che la sola risposta adatta al fenomeno delle sette non possa essere, per ragioni allo stesso tempo di principio e di fattibilità, che pragmatica e diversificata, in modo da tenere conto, per quanto possibile, di una realtà complessa.
 
Diversi interlocutori della Commissione hanno spiegato di aver assunto, alcuni di loro da molti anni, misure per contrastare i pericoli che certe sette prospettano all'individuo e alla società. Tutti, inclusi quelli che sarebbero assolutamente favorevoli a una specifica legislazione anti-sette ma convengono che non sarebbe la giusta soluzione, adottano sistemi paragonabili basati su realismo e pragmatismo, anche se non conferiscono necessariamente priorità alle medesime misure, che riflettono solo la diversità di orizzonti da cui provengono.
 
Questo tipo di approccio porta oggi la Commissione a valutare che il sistema più probabile per combattere con efficacia i pericoli che certe sette prospettano all'individuo e alla società debba articolarsi intorno a tre assi principali: miglioramento della conoscenza delle sette, e diffusione di questa conoscenza; applicazione più severa delle leggi esistenti; rafforzamento di alcuni punti della legislazione esistente. Inoltre è consigliabile aiutare gli ex seguaci in modo più efficace, considerato che a volte vengono spogliati completamente, sia in senso materiale che psicologico, e ai quali attualmente non viene offerta alcuna forma di assistenza corrispondente ai loro bisogni.
 
 
 
1. - Conoscere e far conoscere meglio
 
Per contrastare le derive settarie in modo efficace ed equo è necessario disporre, prima di tutto, di una buona conoscenza del fenomeno. Senza averlo bene inquadrato è infatti probabile che non se ne comprenderanno appieno i pericoli che si possono presentare, e di conseguenza applicare una cura inadeguata. In aggiunta è altresì necessario che l'informazione raccolta sia soggetta a una adeguata diffusione, basata su una politica di prevenzione che resta, e la Commissione ne è convinta, il mezzo migliore per lottare contro lo sviluppo del fenomeno settario. Questa azione di diffusione di informazione relativa ai movimenti settari e alle loro pratiche deve essere diretta a tutti i servizi amministrativi interessati e all'opinione pubblica, in particolare ai giovani.
 
 
 
a) Conoscere meglio
 
Si è costretti a riconoscere che oggigiorno non si possiede una conoscenza dettagliata del fenomeno settario. Perciò si è considerato, per esempio, quanto è stato arduo misurare la sua rilevanza quantitativa - vale a dire il numero di seguaci o raggruppamenti - e apprezzare la sua progressione in modo preciso. La Commissione ritiene conveniente colmare questo vuoto creando un osservatorio di studio sulle sette, che sarà in grado di giocare il suo ruolo in maniera completa solo se, al contempo, il dispositivo di informazione e analisi operante all'interno di ogni ministero verrà migliorato.
 
 
 
1) Creare un osservatorio interministeriale collegato al Primo Ministro
 
Oggi in Francia non esiste una struttura provvista di mezzi sufficienti per seguire con precisione la globalità del fenomeno settario. In effetti il Ministero dell'Interno, grazie a quaranta agenti delle Informazioni Generali distribuiti su tutto il territorio, raccoglie informazioni interessanti su istituzione, manovalanza e intrighi delle sette. Ma non c'è dubbio che l'informazione è solo parziale. I servizi di polizia non hanno davvero i mezzi, e non fa neppure parte della loro missione, per dedicarsi all'analisi degli aspetti sociologici, psicologici, medici e legali del fenomeno.
 
Inoltre l'Istituto di Studi per l'Alta Sicurezza Interna (IHESI) ha istituito nel 1992 un gruppo di lavoro sulle sette. Tuttavia questo gruppo non ha un'esistenza ufficiale. In aggiunta non dispone di mezzi sufficienti per assicurare il monitoraggio continuo delle attività settarie.
 
Anche il Ministero per gli Affari Sociali ha istituito una missione di studio. Dal 1992 un funzionario della Gestione della Funzione Pubblica ha l'incarico di seguire, tra le altre cose, la questione delle sette. Inoltre, nel 1993 il ministero ha approvato una convenzione di ricerca con l'Associazione per la Ricerca Interdisciplinare su Educazione e Salute (ARIES). La convenzione sancisce che nel 1996 l'ARIES fornirà al ministero un rapporto di studio sulle sette. Detto questo, anche questo dispositivo è assai limitato in termini di mezzi.
 
Infine non può essere trascurato il ruolo significativo giocato dalle associazioni per la difesa delle vittime delle sette - L'Unione Nazionale delle Associazioni per la Difesa dell'Individuo e la Famiglia (UNADFI) e il Centro di Risorse, Educazione ed Azione Contro la Manipolazione Mentale (CCMM) - nella raccolta e pubblicazione di informazioni sui movimenti settari.
 
In relazione alla progressione del fenomeno settario e ai pericoli che certi movimenti presentano, appare necessaria un'organizzazione fornita di personalità amministrativa e legale separata, e di mezzi specifici. Una struttura di questo tipo è auspicata da molto tempo.
 
Già nel 1982 il rapporto Ravail aveva suggerito la creazione di una commissione interministeriale. Nel 1983, nel suo rapporto al Primo Ministro, il Sig. Alain Vivien suggeriva: «che un funzionario di alto livello fosse designato a fianco del Primo Ministro per seguire la globalità del problema delle sette, per coordinare le riflessioni e, se necessario, mobilitare i dipartimenti governativi interessati... Attraverso l'iniziativa di un funzionario di alto livello, la commissione interministeriale suggerita dal rapporto Ravail potrebbe riunirsi quando necessario senza rappresentare obbligatoriamente una amministrazione eccessiva, la cui rigidità presenterebbe senza dubbio diversi svantaggi».
 
La Commissione Consultiva Nazionale sui Diritti Umani, nella sua opinione del 10 dicembre 1993 relativa al fenomeno conosciuto come sette, proponeva «l'istituzione di una struttura di coordinamento interministeriale intesa a fornire periodicamente un rapporto sull'evoluzione del fenomeno delle sette, e al coordinamento dell'applicazione di misure legislative e legali rilevanti; la creazione di un centro pubblico di informazione su questi gruppi, che raccolga e diffonda tutte le informazioni, e che assicuri assistenza legale alle vittime».
 
Questa idea, inoltre, è stata difesa nell'ambito della Commissione per le Questioni Legali e i Diritti Umani del Consiglio d'Europa. Pertanto Sir John Hunt, nel suo rapporto del 1991 su sette e nuovi movimenti religiosi, ha affermato che «dovrebbero essere create organizzazioni indipendenti per raccogliere e diffondere informazioni concrete e obiettive su natura e attività delle sette». Diverse persone ascoltate dalla Commissione di Inchiesta hanno suggerito la creazione di un osservatorio interministeriale.
 
Questa organizzazione dovrebbe assolvere tre compiti principali:
 
 
  • Studiare e seguire il fenomeno, in particolare in connessione ai servizi amministrativi interessati (Ministero degli Interni, Affari Sociali, Giustizia, Finanze, Pubblica Istruzione, Esteri...) con un approccio interdisciplinare: sociologico, economico, amministrativo, oltre che legale e medico.
  •  
  • Informare il Primo Ministro e, con la sua autorizzazione, i servizi amministrativi interessati dei risultati delle sue osservazioni e studi, in particolare sui problemi correnti.
  •  
  • Rivolgere proposte al Primo Ministro tese a migliorare i mezzi di lotta contro i pericoli delle sette, che potrebbero diventare l'oggetto di un rapporto annuale da rendere pubblico.
 
 
Questa organizzazione dovrebbe essere fornita di uno statuto che le permetta di adempiere al meglio possibile alla sua missione. Senza entrare nel dettaglio, sembra auspicabile che presenti le seguenti caratteristiche principali:
 
 
  • Costituire un servizio interministeriale collegato direttamente al Primo Ministro come sono, ad esempio, la Commissione sulla Semplificazione delle Formalità (COSIFORM), l'Istituto per la Prevenzione dei Rischi Tecnologici, e il Comitato Centrale di Indagine su Costi e Spese della Pubblica Amministrazione. Collegarla a un ministero particolare non avrebbe giustificazione, essendo il fenomeno che tocca collegabile a diversi ministeri.
  •  
  • Essere un osservatorio, poiché non agirebbe per assolvere a un compito di gestione o esecuzione, come un servizio amministrativo tradizionale, né per ricoprire una propria capacità decisionale.
  •  
  • Essere composto da persone credibili, per loro competenze diversificate, al fine di assicurare il necessario approccio interdisciplinare al fenomeno. I membri di questa authority, nominati dal Primo Ministro, dovrebbero perciò includere, oltre ai rappresentanti di tutti i servizi amministrativi interessati, specialisti di discipline varie come sociologi, avvocati e in particolare medici. Sarebbe forse preferibile, per garantire a questi membri una perfetta indipendenza e per proteggerli da ogni rischio di pressione, che i loro nomi non fossero resi pubblici.
  •  
  • Disporre di mezzi propri. Per svolgere la sua missione, l'osservatorio dovrebbe possedere risorse finanziarie specifiche, anche se indubbiamente vi sarebbe interesse, all'inizio, a mantenere una struttura leggera fornita dei mezzi legali atti al conseguimento della propria missione. Sarebbe pertanto necessario conferirle la capacità di ottenere da qualsiasi persona la trasmissione di documenti, assoggettati alla segretezza professionale, segretezza che concerne la difesa nazionale, la sicurezza dello Stato e della politica estera, e del rispetto della vita privata.
 
 
Prendendo in considerazione l'importanza del lavoro già svolto all'interno del gruppo istituito presso l'Istituto per gli Studi sull'Alta Sicurezza Nazionale, costituirebbe indubbiamente un buon metodo impiegare sulla materia, nell'ambito del nuovo osservatorio come sopra definito, la competenza che si è dimostrata affidabile.
 
 
 
2) Migliorare, in ogni ministero interessato, il dispositivo di studio delle sette
 
Incontestabilmente, negli ultimi anni, la conoscenza sui movimenti settari dei ministeri interessati è migliorata. L'istituzione da parte della Gestione Centrale delle Informazioni Generali di una rete di agenti - i "corrispondenti delle sette" - incaricati di seguire localmente il fenomeno, la realizzazione nel 1994 di una guida ai movimenti settari e l'attuale progetto di database interni lo attesta. Allo stesso modo lo testimonia la missione di studio creata dalla Gestione della Funzione Pubblica nel 1992.
 
Tuttavia i mezzi possono essere ulteriormente migliorati. Difatti le minute dell'incontro interministeriale del 9 aprile 1991 riportano che «i servizi talvolta ignorano la natura settaria di determinate associazioni». Evidentemente pertanto non vi sono incaricati particolari che seguano il problema delle sette nei ministeri della Pubblica Istruzione, Giustizia, e neppure agli Esteri. A queste condizioni, sarebbe utile se ogni ministero interessato si impegnasse in una riflessione sui mezzi per migliorare la sua conoscenza delle sette, e su come affrontare meglio i problemi che sollevano.
 
Sarebbe inoltre opportuno che, in ciascuno di essi, fosse designata una persona incaricata di seguire codeste questioni, che lavori in collegamento con l'osservatorio interministeriale, la cui creazione è stata sopra raccomandata, allo scopo di evitare, come talvolta si verifica, che due servizi svolgano lo stesso lavoro.
 
Infine sarebbe auspicabile che i ministeri interessati, a mezzo di una circolare o di istruzioni, attirassero l'attenzione dei loro servizi sui problemi sollevati dalle sette e indicassero loro i principi che dovrebbero guidare le azioni di risposta [ai problemi].
 
 
 
b) Far conoscere meglio
 
La maggioranza delle persone sentite dalla Commissione si è trovata d'accordo su almeno un punto. La prevenzione è certamente la modalità di azione che deve essere favorita nella lotta allo sviluppo delle sette. L'informazione, in particolare rivolta ai giovani, sembra pertanto costituire un collegamento essenziale per i servizi da attuare. Effettivamente i media e le associazioni per la difesa delle vittime svolgono già alcune azioni in questa direzione. Di conseguenza, oltre alle pubblicazioni che già producono, UNADFI e CCMM organizzano regolarmente convegni o briefing presso varie istituzioni come scuole, università, club e ospedali. Nel 1993 il CCMM ha addirittura prodotto, con l'assistenza dell'associazione "Io, Tu, Lui/Lei", un film della durata di trenta minuti intitolato Le sette... trappole!, che presenta quattro scene di vita quotidiana in cui potrebbe avvenire il reclutamento. L'UNADFI progetta di realizzare presto un cortometraggio sull'argomento, inteso ad essere impiegato come supporto per gli incontri che organizza.
 
Tuttavia l'intervento di queste associazioni è, per sua natura, specifico e localizzato. Inoltre il loro messaggio può sempre rischiare di essere parziale. Tra l'altro un membro di una di queste organizzazioni ha dichiarato alla Commissione: «le associazioni non hanno sempre i mezzi per indagare. Non dico che siano sospette o settarie, ma mancano di mezzi, a volte di distacco. Non sono l'ideale. Non ci si può sostituire agli accusatori, giocare agli inquisitori. Riceviamo segnalazioni; a volte impieghiamo sei mesi o un anno per recuperare informazioni. È un compito estremamente complicato».
 
I media, da parte loro, si sono molto interessati alla questione delle sette negli ultimi anni, in modo particolare a seguito del dramma di Waco nel Texas nell'aprile del 1993, della morte di 58 membri del Tempio Solare in Svizzera nell'ottobre del 1994, e dell'attacco perpetrato dalla setta Aum a Tokyo il marzo scorso. Il problema è che l'informazione è intermittente e incentrata principalmente sugli aspetti folcloristici o sensazionalistici. Come uno specialista in materia sentito dalla Commissione ha dichiarato: «[i giornalisti] amano la sensazione. Manteniamo con loro ottimi rapporti, ma sono piuttosto deluso. Ogni volta che vengono uccise trenta persone vengo intervistato alla TV, ma poi cala il silenzio fino alla volta successiva. Quando vengo informato di un accadimento, dico a me stesso: "dovrò fare cinque trasmissioni TV, poi tre interventi alla radio, poi...", in seguito tutto tace per i successivi sei mesi o un anno [...]».
 
Lo Stato medesimo dovrebbe pertanto assumersi maggiormente l'incarico della diffusione dell'informazione sui pericoli che le sette possono presentare, con campagne televisive rivolte alla maggioranza del pubblico, e attraverso la Pubblica Istruzione, avendo come destinatari bambini e adolescenti. Questa campagna informativa dovrebbe essere accompagnata da una migliore formazione dei professionisti, in modo particolare dei funzionari pubblici interessati al problema.
 
 
 
1) Informare i giovani attraverso la Pubblica Istruzione
 
Al momento non è stato istituito alcuno strumento informativo per gli studenti nell'ambito della Pubblica Istruzione. Tutte le fonti confermano che il reclutamento è particolarmente forte tra i giovani, perché essi possono presentare certe fragilità, il loro giudizio non è definitivamente formato, e perché sono inclini ad essere attratti dagli ideali che certe sette sostengono di offrire. La necessità di uno sforzo informativo nella loro direzione è stata sottolineata da molti degli interlocutori della Commissione. Tuttavia, all'interno della Pubblica Istruzione attualmente nulla è stato fatto in questa direzione. Sarebbe pertanto desiderabile che lo studio del fenomeno settario venisse aggiunto ai programmi degli studi sociali.
 
Inoltre, sarebbe necessario organizzare ogni anno un briefing in tutti gli istituti scolastici, dalle scuole elementari fino alle superiori, allo scopo di sensibilizzare i giovani su questo argomento. Tuttavia, è essenziale che questa informazione sia del tutto obiettiva. La difficoltà dell'impresa deriva dal bisogno di dispensare informazioni che non possano essere tacciate di parzialità, considerato che l'obiettività in questo campo è un concetto particolarmente delicato da definire e applicare. Per conseguire i migliori risultati, queste sedute informative dovrebbero essere organizzate sotto l'autorità di diversi insegnanti, che riceverebbero una formazione particolare allo scopo. La creazione di un supporto video realizzato sotto il controllo della Pubblica Istruzione costituirebbe un apprezzabile supporto didattico.
 
 
 
2) Organizzare una campagna informativa per il pubblico generico, in particolare attraverso le stazioni televisive
 
Oltre ai giovani, si raccomanda di informare l'intera opinione pubblica sui pericoli che certe sette possono rappresentare. Infatti è importante che i genitori siano informati, perché sensibilizzarli su questi problemi può influire sull'educazione che trasmettono ai loro figli. In aggiunta, anche gli adulti possono, in gran numero, lasciarsi intrappolare in prima persona. Questa informazione diretta al pubblico generale si dimostra necessaria anche per evitare che i pubblici funzionari e i privati vengano spinti, in buona fede, ad appoggiare associazioni dannose, poiché sono all'oscuro delle loro attività. Si è visto, difatti, che molte sette hanno cercato di "infiltrarsi" nelle maggiori cariche dello Stato per attrarre comunità locali, o per negoziare convenzioni con compagnie nazionali o private. Solo l'informazione su larga scala riuscirà a ridurre la loro influenza.
 
La Commissione propone pertanto che il governo organizzi una vasta campagna informativa, in particolare televisiva - che si basi essenzialmente sulle stazioni pubbliche - ma che faccia anche ricorso ad altri strumenti mediatici. Questa campagna potrebbe essere organizzata dal Comitato Francese di Educazione alla Salute, considerato che questa istituzione organizza anche campagne contro l'AIDS e la tossicodipendenza.
 
 
 
3) Estendere e migliorare la formazione di persone che, nell'ambito delle loro attività professionali, in particolare i pubblici funzionari, si trovino a confrontarsi con i problemi sollevati dalle sette
 
Alla Commissione di Inchiesta, nel corso dei suoi lavori, è parso necessario che le persone che a qualsiasi titolo sono toccate dai problemi settari nella loro attività professionale, in particolare funzionari pubblici, ricevano una formazione ad hoc in questo campo. Infatti non si dovrebbe dimenticare quanto il fenomeno sia allo stesso tempo vasto, complesso e clandestino. Poiché, come sostengono diversi specialisti del settore, «le sette avanzano spesso sotto copertura».
 
Le persone interessate sono principalmente gli ufficiali di polizia e i gendarmi, magistrati, insegnanti, assistenti sociali, ma anche medici ed avvocati. Di conseguenza sembra opportuno prevedere, sia nella formazione iniziale che in quella continuativa destinata ai dipendenti pubblici, ma anche per chi lavora nei settori privati interessati, programmi o almeno campagne pubblicitarie - sotto forma per esempio di convegni - sui problemi sollevati dalle sette e sui mezzi a cui possono ricorrere per porvi rimedio.
 
Di recente la Direzione Centrale di Informazioni Generali (DCRG) ha aperto la strada. Per tre anni, capi della polizia in tirocinio, ispettori in tirocinio e funzionari successivamente assegnati a Informazioni Generali hanno ricevuto formazione in materia di sette. Inoltre il DCRG organizza una volta all'anno uno o due giorni di formazione per gli agenti incaricati di seguire le sette. Sembra essenziale, a questo proposito, che l'addestramento specifico venga destinato anche a chi studia alla Scuola Nazionale di Magistratura, alle scuole per capi della polizia e agli ispettori di polizia, ai poliziotti e alle gendarmerie. È importante in aggiunta che ne benefici chi studia per diventare professore e chi si prepara per la professione medica e legale.
 
 
 
2. - Applicare meglio le leggi esistenti
 
Non è necessario descrivere in dettaglio l'arsenale legale che ci permette di lottare contro i pericoli delle sette, che abbiamo visto essere diversificato e sufficiente a coprire tutti gli intrighi dei movimenti settari che presentano un carattere dannoso per l'individuo e/o la società. Tuttavia il lavoro intrapreso dalla Commissione ha portato rapidamente all'impressione - che è divenuta certezza al termine delle sue riflessioni - che le possibilità offerte dalle condizioni esistenti non siano sempre impiegate fino in fondo - non come sarebbe necessario.
 
Diversi interlocutori della Commissione hanno pertanto affermato che esiste una significativa sproporzione tra il numero di illegalità commesse dalle sette e il numero di denunce e giudizi. Altri sono rimasti stupefatti di fronte all'esiguo numero di scioglimenti amministrativi o legali pronunciati in relazione al numero di associazioni coercitive esistenti.
 
La Commissione è pertanto convinta che lo sviluppo delle sette potrebbe effettivamente essere rallentato da una migliore applicazione della legge. Ciò presuppone una maggiore sensibilizzazione dei professionisti interessati ai pericoli del fenomeno settario, e la necessità di mobilitare tutti i mezzi esistenti al fine di contrastarli. Mentre siamo assolutamente consapevoli che un'evoluzione di questo tipo di mentalità non sarà immediata, la Commissione è convinta che si tratta di uno degli elementi - per non dire l'elemento essenziale - nei dispositivi di lotta contro il fenomeno settario. Questa presa di coscienza sarà naturalmente sostenuta dalle azioni generali di informazione discusse in precedenza. Ma in certi campi sarà necessario integrarla in maniera molto diretta, in relazione agli intrighi dei movimenti settari, con istruzioni precise dello Stato ai suoi agenti, che dovranno dare prova di giusta attenzione. Un passo di questo tipo, secondo la Commissione, dovrà investire le Procure.
 
 
 
1) Disposizioni generali del Ministero della Giustizia ai magistrati delle procure, nel chiedere loro di esaminare le denunce presentate dalle vittime delle sette con maggiore attenzione, e di cogliere l'occasione, ogni qual volta sia necessario, di occuparsi dei casi che giungono alla loro attenzione.
 
In molti casi, alla Commissione è stato riferito che un pubblico ministero avrebbe rifiutato di aprire una istruttoria o di continuare un procedimento sebbene, secondo chi ha fatto rapporto circa questa inerzia, il caso sarebbe stato del tutto giustificato.
 
È consigliabile specificare, a questo proposito, che, secondo il Ministero della Giustizia, delle 60 denunce relative a sette indirizzate alle procure generali delle Corti di Appello tra il 1990 e il 1995, solo 27 procedimenti sono giunti a conclusione. Si riferivano in particolare a casi di truffa, minacce, profanazione di tombe, omicidio non premeditato, sottrazione di minore, sequestro di persona, abbandono di minori, violenza, offese, abuso della professione medica, violenza e vie di fatto. Di questi, 16 casi non hanno avuto luogo a procedere, 7 sono stati archiviati e 3 hanno sortito condanne.
 
La Commissione, a questo riguardo, non intende esprimere un'opinione sull'operato della giustizia, a maggior ragione perché non possiede gli elementi per apprezzare in modo preciso le situazioni in questione. Tuttavia, non può trascurare del tutto queste denunce, alcune delle quali sembrano evidentemente rilevanti. Anche andando oltre la loro natura più o meno corrispondente ai fatti, il fatto stesso che venga suggerita una tale ipotesi è in sé deplorevole, perché è probabile che scoraggi le vittime delle sette dal rivolgersi ai tribunali.
 
A queste condizioni sarebbe auspicabile che il Ministro della Giustizia desse particolari istruzioni ai magistrati delle procure al fine di attrarre la loro attenzione sulla portata del fenomeno settario, sulle sue forme, i suoi pericoli, il bisogno di contrastarli in modo più efficace, e sui mezzi legali esistenti allo scopo. Sarebbe opportuno esaminare con maggiore attenzione le denunce presentate dalle vittime delle sette e, se necessario, attivarsi per occuparsi dei casi che giungono alla loro attenzione.
 
 
 
2) Disposizioni generali da parte del Ministero dell'Interno ai dipartimenti di polizia, e da parte del Ministero della Difesa ai servizi di gendarmeria, nel raccomandare loro di praticare maggiore vigilanza in relazione alle derive settarie.
 
Al fine di procedere contro le azioni commesse dalle sette e, se necessario, mantenerle sotto sorveglianza, è necessario che possano essere rilevate dai dipartimenti di polizia e di gendarmeria, e che il Pubblico Ministero ne afferri il significato. Questo è il motivo per cui i ministri della Difesa e dell'Interno dovrebbero attirare l'attenzione dei loro servizi, fra quelli interessati al fenomeno settario, sulla vigilanza che devono mostrare al riguardo, oltre alle misure che è necessario assumere in caso di infrazioni, per la protezione delle vittime e per la designazione del Pubblico Ministero.
 
 
 
3) Chiedere all'amministrazione di essere più rigorosa nelle sue missioni di supervisione e controllo in relazione alle sette che presentano pericoli o non rispettano la legge.
 
Non è ammissibile che amministrazioni e imprese pubbliche possano, come già è accaduto, firmare contratti di fornitura o servizio con organizzazioni collegate a sette pericolose, o concedano loro autorizzazioni. E neppure è tollerabile che certe associazioni possano contravvenire, in piena impunità, alle regole della tassazione sul reddito, alle leggi sul lavoro e a quelle sulla sicurezza sociale. È pertanto necessario che i ministri, ciascuno nel suo campo di competenza, chiedano ai loro servizi di manifestare maggiore rigore quando stipulano contratti con organizzazioni esterne, nel concedere autorizzazioni, o sono impegnate in missioni di controllo. A questo livello, le amministrazioni dovrebbero avere accesso a informazioni che potrebbero essere loro consegnate, su richiesta, dall'osservatorio interministeriale, la cui creazione è stata in precedenza raccomandata.
 
 
 
4) Invitare i pubblici ufficiali ad essere più prudenti nel concedere sussidi a determinate associazioni
 
Alcune sette pericolose, come abbiamo visto, hanno beneficiato di sussidi pubblici. Ovviamente il numero di casi è limitato. Sarebbe auspicabile comunque che i pubblici ufficiali esaminassero in maniera più rigorosa la destinazione dei sussidi che concedono alle associazioni; e, se necessario, in collaborazione con l'osservatorio interministeriale sulle sette. Il Primo Ministro dovrebbe sollecitare l'attenzione del governo su questo punto, e il Ministro dell'Interno fare altrettanto con tutte le autorità locali.
 
 
 
5) Decretare lo scioglimento delle associazioni responsabili quando necessario
 
Diverse associazioni settarie, come abbiamo visto, violano la legge e costituiscono un reale pericolo per gli individui e la società. Di conseguenza, non si può che restare meravigliati dal numero esiguo di quelle che vengono sciolte. Delle circa sessanta associazioni settarie coercitive dichiarate a Parigi, nessuna è stata assoggettata a scioglimento legale o amministrativo. Sarebbe pertanto auspicabile che le esistenti procedure di smantellamento venissero applicate sistematicamente, quando si riscontrano le condizioni previste dalla legge. È il caso, in particolare, della procedura legale.
 
Questo chiaramente con costituirebbe una soluzione radicale. È stato infatti notato che le sette perseguite o minacciate di scioglimento manifestano una stupefacente capacità di auto-sciogliersi per poi ricostituirsi in forma associativa diversa. Così l'Associazione dei Pionieri New Age fu dissolta nel gennaio del 1981, ma i suoi responsabili si trovano ora nella Chiesa dell'Unificazione, nell'Associazione per l'Unificazione del Cristianesimo Mondiale e nella Crociata Internazionale per un Mondo Unito. Allo stesso modo, le persone responsabili dell'Associazione Dianetic dissolta nel 1982, continuano la loro attività all'interno dell'Associazione per la Difesa degli Scientologisti Francesi, e i responsabili della Meditazione Trascendentale Parigi Est si rinvengono nella Federazione Francese di Meditazione.
 
Resta il fatto che lo scioglimento rapido e sistematico potrebbe causare un forte effetto di dissuasione. Si può ritenere che, in parallelo, se gli incaricati vengono intimati legalmente, o addirittura condannati, la ricreazione di queste associazioni sarà resa più difficile. In ogni caso è importante che i dipartimenti di polizia cerchino di identificare associazioni che sono di fatto identiche a quelle che avrebbero dovuto essere sciolte, e che verifichino con particolare attenzione che siano conformi alla legge.
 
 
 
6) Assicurarsi che i destinatari di determinati sussidi che sono membri di una setta non trasferiscano tutto o in parte l'ammontare di questi servizi alla setta a cui appartengono
 
Secondo le informazioni fornite alla Commissione, sembra che i membri di alcune sette, destinatari di sussidi per reddito minimo, trasferiscano completamente o in parte l'ammontare di questi sussidi alla setta a cui appartengono. Questa pratica costituisce ovviamente una deviazione all'oggetto del RMI [Revenu Minimum d'Insertion]. La Commissione è assolutamente consapevole della difficoltà, per i servizi preposti, di individuare l'esistenza di tali fatti; in ogni caso questo genere di deviazione è assolutamente irrilevante in relazione alla grande maggioranza di persone che beneficiano di questo servizio in conformità alla legge. Sarebbe auspicabile, quando si evince che un membro trasferisce alla setta tutto o in parte l'ammontare RMI, rammentargli i suoi obblighi e, se necessario, sospendere il servizio di sussidio finché gli obblighi non vengano rispettati. La stessa vigilanza deve essere estesa all'attribuzione di altri sussidi che abbiano una destinazione precisa, per esempio quelli relativi alla scuola.
 
 
 
7) Incentivare la cooperazione internazionale, in particolare quella comunitaria
 
Oggi appare essenziale un rafforzamento della cooperazione internazionale. Difatti molte delle sette pericolose, come abbiamo visto, hanno dimensioni internazionali. Potrebbero pertanto venire facilmente smantellate se i diversi paesi riuscissero ad istituire un'azione comune. Inoltre le sette perseguite in Francia deliberano spesso di trasferire all'estero le loro attività. Come scrive un gruppo di specialisti in un rapporto confidenziale sottoposto alla Commissione: « ... l'abuso della professione medica [e] la non conformità ai regolamenti elementari contenuti nel patto francese per gli standard del giusto lavoro li obbligano a cercare pascoli più ricchi che garantiscano loro esenzione fiscale, o li mettano in grado di evadere il versamento dei contributi obbligatori per la sicurezza sociale». E per concludere: «Un approccio nazionale non è sufficiente, è essenziale un'efficace azione internazionale coordinata, al fine di una corretta comprensione del problema».
 
Questa cooperazione è, come vedremo, necessaria anche per aiutare meglio gli espatriati francesi che hanno difficoltà con le sette. Se questa cooperazione non è di facile attuazione su scala internazionale, dovrebbe almeno essere presente all'interno dell'Unione Europea. Tuttavia, sembra non esservi, in questo campo, un'azione particolare.
 
È opportuno ricordare, a questo riguardo, la creazione a Parigi nel 1994 della Federazione Europea dei Centri per l'Informazione e la Ricerca sul Settarismo (FECRIS), il cui obiettivo è, secondo il suo statuto, «ricercare e informare su pratiche ed effetti del settarismo distruttivo su individui, famiglia e iniziative democratiche; aiutare le vittime; rappresentarle dinanzi alle autorità civili e a quelle responsabili moralmente per attirare la loro attenzione e assisterle nelle loro azioni». In ogni caso questa associazione è troppo recente perché si riesca ad abbozzare conclusioni sul suo operato. Ad ogni modo, si tratta di una iniziativa del tutto privata, e non di un'azione congiunta degli Stati Membri dell'Unione Europea. Sarebbe pertanto auspicabile rinvenire una cooperazione inter-governativa che potrebbe, inizialmente, comprendere almeno i Quindici. Inizialmente sarebbe basata sullo scambio di informazioni e sullo sviluppo di proposte. Questo processo potrebbe portare ad accordi internazionali su un certo numero di punti chiave.
 
Per di più rappresenta il modo in cui il Sig. De Puig ha concepito le collaborazione nella sua relazione su sette e nuovi movimenti religiosi redatta nell'ambito del Consiglio d'Europa: «Nel campo della cooperazione internazionale, molto può essere fatto per aumentare l'efficacia del controllo sulle sette, al fine di ottenere e diffondere informazioni. Sarebbe pertanto auspicabile siglare gli accordi internazionali necessari a questo scopo». Per essere efficaci, questi accordi dovrebbero concernere: lo studio del fenomeno e lo scambio di libera informazione, in particolare la formazione di un database; il coordinamento di dispositivi di controllo, prendendo in considerazione la disparità dei sistemi legali; il reperimento di persone ricercate dalla giustizia o dall'amministrazione; il reperimento di persone scomparse.
 
 
 
3. - Migliorare il sistema legale
 
Se l'arsenale legale che rende possibile la lotta ai pericoli posti dalle sette agli individui e alla società sembra nell'insieme adatto, può tuttavia essere completato o modificato su alcuni punti al fine di rendere più efficace la risposta contro le derive settarie.
 
 
 
1) Intraprendere uno studio sugli effetti dissuasivi delle sanzioni imposte alle sette, e sulla opportunità di renderle più severe
 
Secondo diversi pareri raccolti dalla Commissione, pene e risarcimento danni inflitti alle sette non sarebbero sufficientemente dissuasivi. Per esempio, una persona che si è espressa di fronte alla Commissione, e che aveva in corso diverse cause contro le sette, ha sostenuto di aver calcolato che l'ammontare dei danni subiti direttamente, e che non ha recuperato, raggiungeva circa i 120.000 franchi [38,5 milioni di lire nel 1999 - NdT]. È difficile giungere a priori a conclusioni sull'effetto dissuasivo delle sanzioni inflitte alle sette, e sull'opportunità di renderle più severe.
 
Nonostante il lavoro intrapreso, la Commissione non si ritiene in grado di giungere a una conclusione sul fatto che le sanzioni inflitte siano o meno dissuasive e, ancor meno, sull'opportunità di renderle più severe. Non è meno incline a pensare che la questione merita di essere sollevata. Pertanto la Commissione ritiene che sarebbe interessante se l'osservatorio, la cui creazione è stata raccomandata, conducesse un accurato studio sulla materia, che sarebbe seguito, qualora fosse necessario, da proposte.
 
 
 
2) Riesaminare le modalità del [reato di] diffamazione
 
Alcune sette, come è risaputo, di norma diffamano. Tuttavia non sempre possono essere perseguite, e men che meno condannate. Infatti, come ha notato la Commissione, certe sette trovano il mezzo per eludere la legge che regola questo reato. L'articolo 65 della legge del 29 luglio 1881 sulla libertà di stampa stabilisce, come si ricorderà, che «le azioni pubbliche e civili risultanti da reati, offese e infrazioni previste dalla presente legge sono prescritte dopo tre mesi completi, contando a partire dal giorno in cui sono state commesse o dal giorno dell'ultima azione, o della sua continuazione, in cui sono state commesse». Ma queste sette talvolta pubblicano riviste, per le quali soddisfano l'obbligo di registrazione di copyright legale, che contengono articoli diffamanti ma che non vengono distribuite se non a un pubblico ristretto; attendono poi tre mesi per diffonderle, e con questo ritardo evitano la querela.
 
Alla Commissione sembra auspicabile porre fine a questo stato di cose. Una prima possibilità potrebbe consistere nell'allungare il suddetto termine da tre a sei mesi. Tuttavia questa soluzione presenterebbe diversi svantaggi. Per prima cosa non risolverebbe in modo definitivo il problema: le organizzazioni in questione aspetterebbero sei mesi prima di diffondere le proprie riviste. In ogni caso, distribuire una rivista sei mesi dopo la data di pubblicazione riportata costituirebbe indubbiamente motivo di imbarazzo. L'ostacolo più serio è piuttosto rappresentato dalle difficoltà pratiche e politiche che la modifica della legge del 1881 sulla stampa solleverebbe. Sarebbe davvero opportuno toccare una legislazione importante, che ha instaurato un certo equilibrio, e a cui la stampa è molto legata? Non ci sembra opportuno.
 
Una seconda soluzione consisterebbe nel fare in modo che la data in cui è stata commessa la diffamazione sia definita come quella che decorre dalla prima distribuzione al pubblico - intendendo il pubblico generale in opposizione a un circolo ristretto, eccetto le riviste che vocazionalmente vengono diffuse in questo modo - della pubblicazione che contiene la diffamazione. In ogni caso è in questo senso che sembra evolversi la giurisprudenza. Infatti è stato giudicato che il raggiungimento delle formalità di registrazione dei copyright non stabilisce alcuna presunzione che la pubblicazione sia avvenuta in quella data, e deve essere considerato soltanto un elemento di valutazione (Cass. Crim. 1 luglio 1953, Bull crim. No 228); che, inoltre, il momento iniziale della decorrenza limitativa di tre mesi non è costituita dalla data di copertina sul numero di una rivista settimanale, bensì da quella della sua effettiva pubblicazione risultante dalla sua messa in vendita, indipendentemente dalla data fittizia stampata sulla copertina per scopi puramente commerciali (Parigi, 28 gennaio 1977, D. 1978.IR80).
 
Ad ogni modo resta ancora da stabilire che questa distribuzione effettiva sia realmente destinata al pubblico. La Commissione è propensa a ritenere che la soluzione migliore consista senza dubbio nel lasciare che la giurisprudenza conduca a questa precisazione.
 
 
 
3) Rafforzare la protezione dei testimoni esperti presso i tribunali
 
Senza dubbio i testimoni esperti presso i tribunali non sono protetti a sufficienza. L'articolo 434.8 del nuovo codice penale stabilisce che «qualsiasi minaccia o azione intimidatoria rivolta contro un magistrato, un testimone giurato o altra persona che sieda in una formazione giurisdizionale, un arbitro, interprete, esperto o avvocato di parte, allo scopo di influenzare il suo comportamento nell'esecuzione dei suoi doveri è punita con tre anni di reclusione e una multa di 300.000 franchi [96 milioni di lire - NdT]». Inoltre l'articolo 222.12 dello stesso codice stabilisce che la violenza contro, tra gli altri, «un magistrato, testimone, avvocato, nell'esercizio o all'epoca dell'esercizio della sua funzione o della sua missione, che coinvolga una inabilità totale al servizio per più di otto giorni è punita con tre anni di reclusione e una multa di 300.000 franchi».
 
Tuttavia non è chiaro se l'articolo 222.12 si applica agli esperti legali. Anche se fosse il caso, questo articolo presenta due limiti fondamentali: è necessario riscontrare una violenza che conduca a una inabilità superiore agli otto giorni; questa violenza deve avvenire nell'esercizio, o nel momento delle funzioni. Il che significa, nel caso di violenza grave che non causi inabilità o che avvenga - qualsiasi sia la sua gravità - quando le funzioni sono definitivamente concluse, ad esempio per vendetta, che l'esperto non beneficia di particolare protezione. E neppure l'art. 434.8 copre possibili misure di ritorsione contro l'esperto, dopo il parere o la causa.
 
Secondo le informazioni raccolte dalla Commissione, l'assenza di sufficiente protezione per gli esperti porterebbe ad almeno queste tre conseguenze negative:
 
 
  • Gli esperti in questione rinunciano semplicemente a giungere a conclusioni su faccende che probabilmente attirerebbero loro questo genere di problema;
  •  
  • Continuano a svolgere queste funzioni, ma rischiano di subirne le conseguenze, cosa su cui non è certo se riusciranno a ottenere riparazione poiché non è sempre facile, in questo genere di situazione, identificare il reo e provare la sua colpevolezza;
  •  
  • Infine non si può escludere la possibilità che possano annacquare le loro relazioni, o auto-censurarsi, il che costituirebbe un serio ostacolo al buon funzionamento della giustizia.
 
 
Pertanto la Commissione considera opportuno rafforzare la protezione legale di cui beneficiano gli esperti, per porli quanto più possibile al sicuro da qualsiasi pressione o forma di ritorsione. In questo senso potrebbero essere impiegate, per cominciare, le clausole che attualmente proteggono i magistrati. In particolare gli art. 222 e 223 (disprezzo alla corte), 227 (tentativo di pressioni), 228 (violenza e vie di fatto), 306 (minacce), 310 e 311 (aggressione aggravata) e 434 (distruzione, degradazione e danno) del codice penale.
 
 
 
4) Consentire alle associazioni per la difesa delle vittime di costituirsi parte civile
 
Attualmente nessuna clausola permette alle associazioni per la difesa delle vittime delle sette di costituirsi parte civile in cause che le riguardano. Ovviamente talvolta queste associazioni riescono ad essere parte civile quando la causa glielo consente, secondo determinate condizioni esistenti. L'art. 2.2 del codice di procedura penale, per esempio, sancisce che «qualsiasi associazione regolarmente dichiarata da almeno cinque anni [...] il cui oggetto statutario contempli la lotta contro la violenza sessuale [...] può esercitare il diritto riconosciuto dal [...]». Pertanto le associazioni per la difesa delle vittime possono "scivolare" in disposizioni il cui scopo principale non corrisponde al loro specifico oggetto, e costituirsi parte civile solamente per casi autorizzati in maniera diretta. In aggiunta due associazioni hanno fatto sapere alla Commissione che è stato loro rifiutato diverse volte di costituirsi parte civile in casi relativi a vittime di sette.
 
In ogni caso potrebbe essere utile garantire loro questo diritto in maniera automatica. Per tre ragioni principali:
 
 
  • Queste associazioni potrebbero affiancarsi meglio alle vittime e aiutarle nell'intraprendere passi verso la giustizia, in particolare quelle più fragili;
  •  
  • Potrebbero operare da supplenti nel caso in cui, per ragioni diverse, in particolare per il timore che i responsabili della setta ispirano loro, non osino agire in proprio;
  •  
  • Attraverso i loro interventi potrebbero arricchire con informazioni magistrati e dibattiti legali.
 
 
Si può conseguire la possibilità, per queste associazioni, di presentarsi come parte civile in casi relativi alle vittime di sette accludendo una clausola specifica all'elenco di associazioni citate nell'art. 2.1 del codice di procedura penale, o prevedere all'art. 3 del codice della famiglia che le associazioni in difesa della famiglia beneficino di questo diritto, così come l'Unione Nazionale e l'Unione Regionale delle Associazioni Familiari.
 
 
 
5) Prevedere la trasmissione alla Prefettura del bilancio annuale, e delle minute delle riunioni generali per quelle associazioni il cui bilancio supera i 500.000 franchi [160 milioni di lire nel 1999 - NdT]
 
Come si è appurato, alcune sette non solo sfruttano finanziariamente i propri seguaci, ma ricorrono a mezzi fraudolenti come, per esempio, la dissimulazione di certe risorse, l'impiego di compagnie o associazioni di facciata e la continuazione di attività lucrative nell'ambito delle associazioni registrate. Sarebbe pertanto auspicabile assoggettare queste sette ad obblighi di trasparenza in materia finanziaria. Tuttavia, considerato che sarebbe difficile, per le ragioni già citate, selezionare le sette, questi obblighi dovrebbero essere imposti a tutte le associazioni, a partire da un certo livello di bilancio.
 
Alla Commissione appare ragionevole richiedere che tutte le associazioni con un bilancio annuale uguale o superiore ai 500.000 franchi debbano trasmettere alla prefettura del loro comune, ogni anno, copia del bilancio e delle minute della riunione generale. La scelta di una soglia di 500.000 franchi sembra costituire un buon equilibrio tra l'interesse alla trasparenza finanziaria e il desiderio di non sovraccaricare le prefetture. Questa misura interesserebbe infatti circa 16.900 associazioni su un totale stimato di 187.600, vale a dire il 9%.
 
I servizi fiscali potrebbero in seguito, su loro iniziativa o su richiesta del Prefetto, esercitare un controllo su questi documenti.
 
 
 
6) Istituire un Alto Consiglio per i culti costituito da rappresentanti di autorità religiose, scientifiche e amministrative, incaricato di decidere su richieste in merito al riconoscimento come associazione religiosa, e relative all'ottenimento dello status di congregazione
 
Diverse organizzazioni oggi comunemente considerate sette chiedono il diritto di beneficiare dello status di associazione religiosa previsto dalla legge del 9 dicembre 1905.
 
Sorge pertanto il problema di conoscere se l'esistente dispositivo legale è adatto ad affrontare questo tipo di richiesta. Si intende bene il pericolo rappresentato dal concedere questo status ai movimenti pseudo-religiosi, movimenti che si presentano in forma religiosa solamente per adescare meglio le persone ma che, nei fatti, perseguono obiettivi diversi come arricchirsi, acquistare potere o altri interessi personali non specificati. La Commissione è stata più volte allertata in questo senso. Uno degli specialisti che ha sentito, fra l'altro uno dei più moderati, ha dichiarato: «Su cosa proliferano le sette? Sul silenzio, sui loro angoli nascosti; sul linguaggio, che è un linguaggio religioso. È necessario cominciare a rifiutare le loro richieste, vale a dire lo status di religione, che costituisce la trappola delle trappole. La soluzione è costituire un migliore controllo. Ma quel piccolo controllo in più può essere ottenuto con altri mezzi! Ciò che conta è il prestigio che verrebbe loro garantito da uno status denominazionale. E questa sarebbe un'autentica catastrofe».
 
D'altra parte non c'è niente di più ordinario del fatto che autentici movimenti religiosi che desiderino essere riconosciuti come associazione religiosa conformino il loro sistema al fine di poterne beneficiare.
 
Pertanto è opportuno che l'Ufficio per i Culti del Ministero dell'Interno possa concedere direttamente questo status su richiesta dell'organizzazione interessata, e dopo aver esaminato il suo caso.
 
Attualmente lo status di associazione religiosa è in effetti riconosciuto indirettamente dall'Ufficio per i Culti del Ministero dell'Interno, o dalla Prefettura, al momento della richiesta finalizzata a fare in modo che l'associazione benefici delle liberalità previste dall'art. 19, sottoparagrafo 4 della legge del 9 dicembre 1905, o dagli articoli 200 e 238 (a) del codice fiscale generale, che consente ai benefattori di richiedere deduzioni fiscali.
 
Alla Commissione appare di gran lunga preferibile che il riconoscimento di questo status sia fatto oggetto di una procedura specifica, su richiesta delle organizzazioni interessate. Spetterà naturalmente all'Ufficio dei Culti garantire lo status di associazione religiosa. Tuttavia, considerando l'attuale difficoltà che spesso si incontra nell'appurare la natura religiosa dell'associazione, in particolare quando questa opera in direzione di molteplici fini, la Commissione ritiene che sarebbe necessario che l'Ufficio per i Culti decidesse con l'aiuto di un consiglio di persone qualificate al giudizio. E per questo motivo propone di creare un Alto Consiglio per i Culti, che sarebbe composto di circa trenta persone nominate dal Primo Ministro. Un terzo del consiglio andrebbe costituito da rappresentanti di varie religioni riconosciute, un terzo da persone che attestino una innegabile competenza nel campo delle religioni, e un terzo da rappresentanti di diverse amministrazioni interessate (Ufficio dei Culti e Ufficio delle Libertà Pubbliche del Ministero dell'Interno, Direzione Centrale di Informazioni Generali, Direzione della Funzione Sociale, Ministero della Pubblica Istruzione ecc.). Il parere di questo consiglio risulterebbe essenziale all'Ufficio dei Culti.
 
Sarebbe di conseguenza auspicabile emendare lievemente la legge del 9 dicembre 1905, specificando che lo status di associazione religiosa venga riconosciuto dal Ministero dell'Interno con l'assenso dell'Alto Consiglio per i Culti, secondo i metodi sopra definiti.
 
Considerato che lo stesso problema può porsi per le richieste relative all'ottenimento dello status di congregazione, si propone, al fine di assicurare un parallelismo di procedura, che il riconoscimento legale di questo status venga concesso non per decreto e con l'assenso del Consiglio di Stato, come oggi previsto dall'art. 13 della legge del 1 luglio 1901 relativo al contratto di associazione, ma per decreto e con l'assenso dell'Alto Consiglio per i Culti.
 
 
 
4. - Aiutare gli ex membri
 
È sicuramente importante prevenire i pericoli che le sette pongono, e contrastarli in maniera efficace. Ma è altresì necessario sostenere gli ex seguaci, alcuni dei quali hanno vissuto, a volte per molti anni, quasi completamente tagliati fuori dalla società, sia sotto isolamento fisico o solamente psicologico. Dopo aver lasciato la setta incontrano generalmente grosse difficoltà a reintegrarsi nella società. Al contempo non sanno a chi rivolgersi per chiedere aiuto. La Commissione crede che sarebbe necessario che essi possano disporre di un interlocutore privilegiato all'interno dell'amministrazione. Inoltre, si dovrebbe prestare maggiore attenzione alla situazione degli ex seguaci all'estero.
 
 
 
1) Designare in ogni dipartimento un incaricato all'assistenza degli ex seguaci
 
La Commissione propone che venga nominato in ogni dipartimento - dal Prefetto o dal presidente del Consiglio Generale - un incaricato all'assistenza degli ex seguaci. Le persone che hanno appena lasciato una setta potrebbero così facilmente ottenere informazioni sui pubblici servizi, dati di cui generalmente non dispongono. La scelta dell'autorità incaricata della nomina non modifica fondamentalmente la risposta da dare al problema. È opportuno che questa persona, il cui impiego potrebbe non essere necessariamente a tempo pieno, abbia una buona conoscenza del fenomeno settario e della pubblica amministrazione. L'incaricato avrebbe il compito di studiare l'evoluzione dei movimenti settari nel suo dipartimento, così come i problemi sollevati dalle vittime, accoglierle e dirigerle ai servizi amministrativi e alle associazioni che possano risolvere le loro difficoltà. Renderebbe conto dei suoi studi e delle sue attività all'autorità di nomina, oltre che all'osservatorio sulle sette la cui creazione è stata altresì proposta. Ci si potrebbe rivolgere a questa organizzazione per ottenere informazioni e consulti.
 
 
 
2) Sostenere con maggiore efficacia i seguaci espatriati che lo desiderino
 
Secondo diverse fonti, il numero di francesi che vivono all'estero e appartengono a una setta è alquanto significativo, sebbene manchino i mezzi per quantificarlo, anche in misura approssimativa. Ma è un fatto accertato che diverse sette hanno dimensioni internazionali e non esitano, come per esempio Moon o la Chiesa di Scientology, a inviare all'estero seguaci reclutati in Francia. Inoltre non si può dimenticare che certe organizzazioni perseguite dalla giustizia o dall'amministrazione hanno abbandonato il territorio nazionale.
 
Tuttavia queste persone si trovano spesso in situazioni ancora più precarie di quelle dei seguaci residenti sul territorio francese, non avendo familiarità con l'ambiente e trovandosi isolati da famiglia e vecchi amici. I servizi diplomatici e consolari forniscono oggi un aiuto sostanziale al fine di reperire persone scomparse e rimpatriarle.
 
La Gestione dei Francesi all'Estero presso il Ministero degli Esteri cerca ogni anno di rispondere a diverse centinaia di richieste di informazione di famiglie a proposito di persone scomparse. Tuttavia i servizi diplomatici e consolari spesso contano fortemente, per ottenere risposta, sulla buona volontà ed efficacia delle autorità locali. Inoltre, anche quando la persona scomparsa viene ritrovata, se non desidera che il suo indirizzo venga rivelato il Ministero degli Esteri è obbligato a conformarsi a questa richiesta, in osservanza al principio del rispetto della privacy. Oltre la metà delle persone ritrovate esprimono questo desiderio.
 
Inoltre il ministero detiene una linea di credito di circa 5 milioni di franchi [1,614 miliardi di lire nel 1999 - NdT] per assicurare ai poveri rimpatri medici o di emergenza. Il ministero chiede alle famiglie di finanziare altre forme di rimpatrio.
 
Due misure potrebbero verosimilmente migliorare l'azione dell'autorità pubblica in questo settore. Per prima cosa, sarebbe opportuno, nell'ambito di un rafforzamento della cooperazione internazionale citato in precedenza, che la Francia ottenesse dal maggior numero di paesi la garanzia di collaborazione per questo tipo di problemi. Di certo nessun paese trarrebbe beneficio nel vedere una organizzazione illegale o pericolosa svilupparsi sul proprio territorio. In secondo luogo, i nostri servizi diplomatici e consolari potrebbero, nello stesso ambito, aumentare i loro contatti e collegamenti con le autorità locali, per ricevere sostengo nel reperimento delle persone scomparse.
 
 
 
CONCLUSIONI
 
Difficile da definire, e neppure facile da misurare, impossibile da afferrare nel suo insieme, il fenomeno settario non costituisce per questo una realtà meno tangibile nel mondo contemporaneo: espressione di molteplici movimenti spirituali distinti dalle religioni tradizionali, e caratterizzati da pratiche e credenze specifiche, è difatti strettamente collegato ai maggiori problemi sollevati dall'attuale società, in ciò che causa il declino delle religioni tradizionali, il cambiamento delle strutture familiari, la messa in discussione dei valori morali, la crisi politica, economica e sociale. In un certo qual modo ne è addirittura il riflesso.
 
Se la sua diversità e complessità impedisce di rendere conto con precisione della sua evoluzione quantitativa e qualitativa, la ricerca svolta mostra che si è sviluppato, nell'ultimo decennio, sia in Francia che all'estero. Sia come numero di organizzazioni che di seguaci e di simpatizzanti. Al contempo presenta forme più variate, applica tecniche più sofisticate, e dispone di crescenti risorse finanziarie.
 
I seguaci, il cui numero è in aumento, spesso si abbandonano totalmente, fino a smarrire parte della loro identità. Ed è a questo punto che il rischio di deriva diviene serio, quando l'impegno e la conseguente fiducia totale spingono il seguace a troncare i legami familiari, o a devolvere tutto il proprio denaro. L'intervento dell'autorità pubblica è essenziale, quando l'impegno conduce a dipendenza psicologica, che i leader sfruttano per il proprio tornaconto.
 
Le decisioni giudiziarie rese in anni recenti ben dimostrano che numerose sette sono responsabili di reati che spaziano dall'inganno e frode ai maltrattamenti, dall'aggressione aggravata al sequestro. Inoltre, le informazioni fornite alla Commissione e le testimonianze da essa ricevute non lasciano dubbi sul fatto che quanto portato alla luce dalla giustizia costituisce soltanto uno sguardo parziale sui pericoli prospettati dalle sette, che nei fatti sono più numerosi, vasti e seri.
 
Ovviamente lo Stato non può permettere che nel suo seno si sviluppi ciò che, dopo attenta riflessione, è parte di un autentico flagello. Restare passivi sarebbe realmente irresponsabile non solo verso chi ne è rimasto o può restarne toccato, ma pericoloso per i principi democratici su cui si basa la nostra Repubblica.
 
La Commissione ritiene pertanto essenziale reagire. Chiarito questo, sembra che il miglior modo per contrastare lo sviluppo delle sette pericolose non debba essere di carattere eccezionale, sotto forma di una legislazione anti-sette. La portata del nostro arsenale legale non rende necessaria una legislazione specifica, che potrebbe un giorno essere utilizzata in uno spirito di limitazione della libertà di pensiero. La cosa essenziale, pertanto, è di fare un uso corretto e completo delle disposizioni esistenti, considerato che la loro applicazione sistematica e rigorosa ha reso possibile lottare efficacemente contro le derive settarie.
 
A questo scopo è necessario, in primo luogo, conoscere meglio - e pertanto istituire un osservatorio ad hoc - e, in modo particolare, far conoscere meglio il fenomeno e i pericoli che possono sorgere. Inoltre è necessario restare uniti, in modo che le istituzioni incaricate di applicare la legge in questo campo vengano sensibilizzate. Appaiono inoltre auspicabili alcuni aggiustamenti alla legislazione esistente, per prendere meglio in considerazione l'evoluzione delle associazioni settarie.
 
Infine è importante che gli ex seguaci possano ricevere aiuto al fine di reintegrarsi nella società. Tutte misure che, secondo la Commissione, dovrebbero essere assunte il prima possibile. In Francia non ci sentiamo minacciati da tragedie del tipo di Waco, e da un attentato come quello compiuto dalla setta Aum la primavera scorsa nella metropolitana di Tokyo. Ma i germi di drammi di questo tipo sono presenti sul nostro territorio, e la prevenzione è essenziale.
 
Venuti a conoscenza di questo, è necessario mantenersi lucidi: le misure suggerite qui non saranno probabilmente sufficienti, da sole, a far scomparire questi pericoli. Riflesso delle difficoltà del mondo attuale, sintomo di un malessere sociale profondo, immagine di una crisi morale e civile, il fenomeno settario richiede una risposta globale che tocca i più importanti problemi del mondo contemporaneo.
 
 
 
INDICE
 
 



Copyright © Allarme Scientology. L'utilizzo anche parziale dei materiali di questo sito - testi, traduzioni, grafica, immagini, digitalizzazione e impaginazione - con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto, non Ŕ consentita senza il preventivo consenso scritto del gestore del sito. Per richieste e chiarimenti contattare: allarmescientology@email.it