In ottemperanza al provvedimento 08/05/2014 Garante per la protezione dei dati personali, si avvisa il lettore che questo sito potrebbe utilizzare cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche anonime. Proseguendo con la navigazione si accetta l'uso dei cookie.
Le pastoie della mente: Prologo

La prima analisi/denuncia europea dei metodi e delle credenze di Hubbard e della sua Chiesa di Scientology.

Di Cyril Vosper, Prima edizione, Neville Spearman Limited, 1971 / Seconda Edizione, Granada Publishing Limited, 1973.
© Cyril Vosper. http://xenu.apana.org.au/acsrc/books/vosper/

Traduzione e note a cura di Martini, 2006.

 
  1. Perché Scientology?
  2. Fondamenti
  3. Il Thetan
  4. La Mente
  5. Vite precedenti
  6. Auditing
  7. Addestramento
  8. Clear
  9. Thetan Operante
  10. Etica
  11. Promozione
  12. Le organizzazioni di Scientology



Prologo

Santo Cielo! Ero sfinito!

Avevo lavorato ininterrottamente per undici, orribili giorni. E non solo giorni, anche le notti. Con appena due ore di sonno sul duro pavimento di Saint Hill ogni ventiquattr'ore. In tutto quel tempo non avevo fatto una doccia né un pasto decente. Mi sentivo morto.

Era domenica, 31 agosto 1968. In Inghilterra, una "Bank Holiday", una festività.

A Saint Hill avevo due incarichi: Segretario di Disseminazione e Segretario di Disseminazione World Wide [mondiale]; Fondazione Serale e del Fine Settimana. Nonostante i titoli pomposi mi sentivo solo uno straccio.

A Saint Hill, in occasione della festività, si sarebbe tenuto un "Weekend Aperto" e cercai di farmi strada verso casa perché cominciavo a sembrare e a comportarmi come uno zombie. Non fa per niente bene all'immagine pubblica di Scientology che visitatori, nuovi arrivati e giornalisti vedano uno zombie che si aggira per i locali.

Perché ero stato in piedi ininterrottamente per 264 ore?

Perché su uno o l'altro dei miei incarichi ero stato assegnato ad una "Condizione di Impedimento" e in base alla giustizia di Scientology quando sei in una Condizione di Impedimento devi lavorare fino a quando non ne sei uscito.

Non mi importava più nulla di Scientology e di tutto quel suo sistema di etica. Se avessi detto a uno qualsiasi di quegli scientologist pazzi scatenati che cosa potevano farci con la loro Condizione di Impedimento sarei stato assegnato ad una condizione ancora più bassa - Nemico, una Persona Soppressiva. E allora avrei dovuto disconnettere dai miei figli. Nell'aprile 1968 ero stato dichiarato SP [Persona Soppressiva] e non avevo visto i miei figli per una settimana. Non potevo sopportare l'idea di ricominciare tutto da capo. Una prigione mentale di auto recriminazione, di degradazione. No. Sarei andato avanti, avrei retto la parte e sperato di uscire da Scientology con il minor danno possibile.

Arrivai a casa alle 20,30. I bambini dormivano già. Salii a vederli. Erano così belli da far male. Mi sentii a disagio, se si fossero svegliati e mi avessero visto in quello stato me ne sarei vergognato.

Scesi di sotto e andai a letto. Da quando ero stato dichiarato Persona Soppressiva in aprile mi era stato vietato dormire con Rosalie. Dopo tutto, lei era l'Assistente Guardiano e io ero un ex SP! Stramazzai sul letto e mi addormentai.

Un forte e incessante picchiare alla porta. In quello stato tra la veglia e il sonno fui preso dal terrore. In nome di Dio, che cosa stava succedendo? Cercai di scacciare il rumore, ma continuava imperiosamente.

Alla fine cessò e sentii Rosalie aprire la porta di ingresso. Dopo qualche minuto venne da me. «Fuori c'è un Funzionario di Etica Cyril». Cercai l'orologio. «Sono le dieci e mezza, digli di andare via». «Vuole che lo segui per una Commissione di Inchiesta ». «Digli di andarsene. Sono sfinito. Sono a letto e sto dormendo. In questo momento l'ultima cosa delle molte di cui ho bisogno è un Comm Ev ».

Ros si sedette sul letto, il momento in cui eravamo stati più vicini da mesi a quella parte. Mi guardò preoccupata - quasi con amore. Sì, buon Dio. Che vita! «Faresti meglio ad andare. Per te potrebbero esserci problemi se non vai». «Ros, fa qualcosa per me. Di' a quello stupido bastardo alla porta che se non se ne va immediatamente da casa mia chiamerò la polizia e lo accuserò di truffa, di ingresso non autorizzato, tentato omicidio, tentato stupro di mia moglie e molto altro, mettendolo sinceramente nei pasticci».

Rosalie mi fissò con uno sguardo compassionevole e uscì per andare a parlare con Peter Warren, Ufficiale di Etica World Wide. Cercai di riprendere sonno ma era solo una finzione. Dentro di me sentivo una paura fredda e rassegnata. Sapevo che sarei andato a Saint Hill e che avrei testimoniato alla loro Commissione di Inchiesta. E avevo il netto presentimento che per me sarebbe stata la fine.

Ros tornò: «esci a parlargli, fallo per me».

Farlo per Rosalie. Farlo per mia moglie. Farlo perché ha il mio stesso cognome. Fare ciò che ogni bravo scientologist farebbe. Saltai giù dal letto, avevo addosso il pigiama che piaceva a Ros. «Visto che ha la testa così dura lo farò, o forse lo prenderò a calci nel posteriore».

Andai nell'ingresso con uno sguardo severo, ma l'unica cosa che desideravo era che se ne andassero e mi lasciassero dormire. Quei tizi avevano bisogno che qualcuno se li mettesse sulle ginocchia e li sculacciasse a dovere.

«Peter, non verrò con te a Saint Hill o da nessun'altra parte. Ero a Saint Hill due ore fa e se volevi parlarmi avresti potuto farlo allora. Adesso sono qui e tu faresti meglio a sparire alla svelta o farò qualcosa di violento come castrarti senza anestetico». Lui adottò quello sguardo paziente e contrito che è un marchio di fabbrica degli scientologist, specialmente di quelli come Peter Warren. Gocciolava di pioggia e pensavo fosse un segno di giustizia, anche se nulla in quella circostanza era giusto.

«Ti ritroverai in grossi pasticci se non vieni. In ogni caso, ho ricevuto istruzioni molto severe di riportarti indietro». «Bene, riporta quelle istruzioni all'idiota che te le ha date e digli che non ci sei riuscito. Per una volta tanto la Scientology Gestapo non è riuscita nei suoi intenti».

Fui più sprezzante che potei, con gli occhi che mi bruciavano di stanchezza, ma non scossi la sua determinazione. Dopo tutto dietro di lui c'era tutto il peso e la maestà dell'Etica di Scientology. Stavo per vomitare.

«Devo riportarti indietro per questo Comm Ev. Qui fuori c'è un taxi e devo riportarti indietro».
«Perdio, sei ottuso? Stavo dormendo. Da undici giorni non dormo come si deve. Che cosa vuoi da me - vuoi uccidermi?»
«Non sto cercando di ucciderti. Devi venire con me a Saint Hill per testimoniare ad una Commissione di Inchiesta legalmente convocata. Più discuti e peggio sarà per te».

Tornai a salutare Ros e a vestirmi. Sapevo che sarebbe stata la fine. Fine del matrimonio, dei bambini, di tutto quello che aveva valore. Che per me sarebbe stata inevitabilmente la fine di Scientology, il che era l'unico, vero sollievo. Avevo voglia di piangere. Di inginocchiarmi davanti a Ros e implorarla di lasciar perdere quella follia, ma sapevo che non sarebbe servito a nulla.

«Vado a Saint Hill».
«Bene, sono sicura che andrà tutto bene».
«Sarò dichiarato SP».
«Davvero lo pensi?»
«Lo so. Una volta che sei SP, sarai SP per sempre».

La corsa in taxi fino a Saint Hill fu piena di tensione. L'autista sembrava imbarazzato e disorientato. Ma ci avesse preso altre chiamate da Saint Hill ci avrebbe fatto il callo. L'Ufficiale di Etica seduto al mio fianco stava ancora imparando le tabelline quando io già audivo preclears. Avrà avuto 24 anni, forse meno. In Scientology da sei mesi, forse un anno. Chiunque abbia detto «non c'è giustizia, da nessuna parte» aveva maledettamente ragione. Ero stato io a convincere Peter Warren a entrare nello staff di Saint Hill. Dovevo essere completamente fuori di testa.

«Ti piace il tuo lavoro, Peter?» gli chiesi, giusto per fare conversazione.

«Sì, è molto interessante». Mi sorrise con quel sorriso tollerante che il superiore riserva a chi è molto, molto inferiore. Se avessi avuto una pistola gliel'avrei puntata contro e gli avrei fatto saltare la testa. Forse non sapeva che mi stava accompagnando verso la distruzione della mia famiglia, alla fine del mio matrimonio. O forse trovava interessante anche quello.

La Commissione di Inchiesta era composta da Allan Ferguson, Presidente, Brian Day, membro, Lucy Duncan, segretaria, e da un registratore. Il registratore almeno non sembrava ostile. Secondo le regole ci sarebbero dovuti essere quattro o preferibilmente cinque persone e un registratore. Ma in un processo Scientology l'accusato viene ritenuto colpevole a prescindere, quindi chi si preoccupa di quante persone assistono alla tua degradazione definitiva?

«Siedi su quella sedia» disse Allan Ferguson con uno sguardo severo, quasi fosse un giudice della Corte Suprema che condanna a 30 anni un rapinatore di treni. Ero già seduto, ma mi alzai e mi risedetti per dargli la sensazione di essere in controllo della situazione. Aveva quell'aspetto confuso e rigido molto comune agli scientologist. Stava svolgendo un rituale. Il rituale inculcato da L. Ron Hubbard diceva: «Trova l'SP». E lui stava trovando l'SP - io!. La parola di Hubbard è superiore di grado a qualsiasi altra cosa di poco conto, ad esempio mandare in pezzi la mia famiglia.

«Accendete il registratore». Il modo in cui lo disse suonava come se stesse ordinando "Fuoco!" al plotone d'esecuzione.

Mi sentivo come se non fossi lì, estraniato. Mi sentivo davvero come se fossi morto. Ero morto grazie a quella fottuta follia, e per il dolore.

I miei figli. Cristo - all'età di sette anni, cinque e tre avevano più buon senso loro di quanto questi tre avrebbero mai potuto sperare di avere. Ma rimasi seduto con espressione attenta, chiedendomi che cosa sarebbe successo.

«Questa è la registrazione della Commissione di Inchiesta convocata in base all'Ordine di Etica 727 World Wide, oggi è il primo settembre 1968, ore 23,20» disse tutto compito davanti al microfono Allan Ferguson. «Cyril Vosper, martedì 27 agosto 1968 hai ricevuto ordini di pianificare una Missione di Etica in Nuova Zelanda e Australia?»

«Sì» risposi. Mi accesi una sigaretta. La mia mano tremava leggermente. Non ne offrii agli altri, a volte la freddezza si spinge troppo in là.

«Quando hai cominciato a pianificare la Missione di Etica?»

«Subito» un punto a me.

«Hai evitato di preparare immediatamente i piani per la Missione di Etica in Nuova Zelanda e Australia?»

Lo guardai per un momento. Che razza di domanda tranello era?

«Beh, è virtualmente impossibile preparare immediatamente piani per qualsiasi cosa. La pianificazione richiede tempo. Devi avere fatti, dati, scoprire chi andrà e questo tipo di cose. Richiede tempo».

«Rispondi alla domanda: Sì o no?» Allan Ferguson sarebbe stato un ottimo scemo del villaggio. Gli mancava lo stile per qualsiasi cosa un po' più pretenziosa.

«Bene, se vuoi che ammetta di aver fallito nel fare qualcosa di impossibile, allora ho fallito» Un punto a loro favore.

«Hai trasmesso gli ordini completi al Consiglio Esecutivo e al Consiglio di Vigilanza prima di copiare o duplicare quegli ordini?»

«Ho fatto circolare gli ordini che avevo scritto tra tutti i membri del Consiglio Esecutivo e del Consiglio di Vigilanza che sono riuscito a trovare, ma poiché molti dei membri non erano disponibili, sono andato avanti e li ho copiati per velocizzare la pratica».

«Quindi ti ritieni di grado superiore al Consiglio Esecutivo e al Consiglio di Vigilanza?»

«No, per niente. Ho lavorato sulla base che QUALSIASI ordine dato alla Missione fosse meglio di nessun ordine, visto che non ero in grado di avere le decisioni dei due Consigli».

«Ti sei quindi assunto la responsabilità di scavalcare il Consiglio Esecutivo e il Consiglio di Vigilanza. Hai detto questo, giusto?»

«La policy dice che prima di copiarli, devi sottoporre gli ordini e le pianificazioni ai Consigli Esecutivo e di Vigilanza per approvazione. Non dice che cosa devi fare quando non riesci a trovare i membri di tali Consigli».

«Quindi li hai scavalcati».

Alzai le spalle. Tutta questa cosa non aveva senso. Me ne sarei dovuto restare a casa e farmi una buona notte di sonno.

Andarono avanti. Non riuscivo nemmeno a capire di che cosa stessero parlando. E di sicuro non mi importava. L'importante era farla finita.

Dopo circa mezz'ora il registratore iniziò a cigolare, il che non aiutava.

«Infine, Vosper, da quanto tempo sei uno scientologist?»

«Dal 1954, circa quattordici anni» dissi senza nessun orgoglio, solo l'intima convinzione oramai che per quattordici anni ero stato completamente fuori di testa.

«E quante volte hai lasciato Scientology?»

«Non ho mai lasciato Scientology, ma...»

«Rispondi alla domanda. Quante volte hai lasciato Scientology?»

Gesù. Questo tizio avrebbe avuto il suo mezzo chilo di carne. «Ho lasciato le organizzazioni di Scientology due volte, per guadagnare di più. Una volta quando mi sono messo in proprio come auditor, una volta quando mi sono sposato».

«Quindi quante volte hai lasciato Scientology?»

«Due, presumo».

«Grazie, alla fine arriveremo alla verità». Allan Ferguson si girò verso gli altri due: «Ci sono ulteriori domande da parte dei membri della commissione?»

Scossero la testa imbarazzati. Erano stati miei amici. Gente che un tempo avevo rispettato. Non potevo incolparli per avere tenuto la bocca chiusa. Sarebbero potuti essere dichiarati SP assieme a me, se avessero parlato.

«Adesso puoi andare, Vosper».
«Posso avere un taxi per tornare a casa?»
«Arrangiati».

Se fosse servito a qualcosa lo avrei preso a pugni.

Uscii e tornai a casa a piedi, quasi 4 chilometri, piangendo. Non per il Comm Ev. Non perché non ero un buon scientologist come Peter Warre, Allan Ferguson e tutti gli altri. Ma perché era la fine di quella cosa speciale che esisteva tra Lindy Lou, Sean, Ashley e me. Non pensai a Ros. Lei era parte di Scientology, parte di tutta quella follia.

Il giorno successivo fui dichiarato Persona Soppressiva. Per Gardstrom, International Ethics Officer, World Wide, mi trovò nella Lower Hall, al lavoro, e mi consegnò l'Ordine di Etica HCO 729 WW (World Wide), 388 SH (Saint Hill), 9 EU (Europe), 1 SH FND (Saint Hill Foundation). Non mi lasciò nemmeno il tempo di leggerlo.

«Lascia subito la proprietà» mi disse.
«Ma i miei figli sono qui, da qualche parte. Devo vederli e salutarli».
«Lascia immediatamente la proprietà».
«Un giorno anche tu avrai dei figli, Per. Spero che allora ti ricorderai di quello che hai appena detto. E spero che ti sentirai molto orgoglioso di te» gli risposi.

Mi accompagnò al cancello principale e mi disse di andarmene. Stava facendo il suo lavoro alla perfezione. Lui era l'Ufficiale di Etica Internazionale World Wide. Un titolo pomposo per un lavoro miserabile.

Andai a Londra, presi una camera in un hotel e dormii, dormii...


Note:

Durante il documentario "The Road to Total Freedom" trasmesso dalla BBC nel 1987, Heber Jentzsch, Presidente della Church of Scientology International, ha detto di Vosper:

«eh eh eh [risatina di commiserazione e sufficienza], Mr. Vosper è un uomo che ha abbandonato sua moglie, ha abbandonato i suoi figli, si è rifiutato di mantenerli, ha lasciato molti debiti, la Chiesa si è occupata di sua moglie e dei suoi figli ecc.»
 
 
 
INDICE AVANTI
 
 

Copyright © Allarme Scientology. L'utilizzo anche parziale dei materiali di questo sito - testi, traduzioni, grafica, immagini, digitalizzazione e impaginazione - con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto, non consentita senza il preventivo consenso scritto del gestore del sito. Per richieste e chiarimenti contattare: allarmescientology@email.it